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| 21 lug 2021 | 16:30

Chico Forti, lo zio Gianni a ilDolomiti: ''Ogni giorno la madre attende la notizia del suo ritorno. Chiedo l'impegno di tutti a tenere alta l'attenzione''

Nelle scorse ore è arrivata la notizia che Chico, in attesa di essere trasferito in Italia, è stato spostato in un'altra divisione della struttura detentiva in cui si trova. Lo zio Gianni: ''Ho avuto rassicurazioni dalla ministra Cartabia ma dobbiamo tenere alta l'attenzione. Se prosegue ancora l'attesa del trasferimento il Governo italiano si faccia sentire ufficialmente''

TRENTO. “La mamma di Chico ogni giorno spera che arrivi la notizia che da anni attende. E' fondamentale in questo momento tenere alta l'attenzione. Siamo già stati scottati tante volte e non voglio che tutto finisca nuovamente nel dimenticatoio”. C'è speranza e anche tanta forza nelle parole dello zio di Chico Forti, Gianni.

 

Nelle scorse ore è arrivata la notizia che Chico, in attesa di essere trasferito in Italia, è stato spostato in un'altra divisione della struttura detentiva in cui si trovava. Un divisione molto particolare dove alcuni detenuti selezionati rimangono a stretto contatto con i cosiddetti cani a rischio, animali che sarebbero stati soppressi perché abbandonati o affetti da diverse problematiche. “Chico da sempre è una persona disponibile – spiega lo zio Gianni – e lui ama i cani”. (QUI L'ARTICOLO)

 

L'attesa per il suo trasferimento in Italia si è fatta sempre più forte dopo l'annuncio arrivato alla fine dello scorso anno dal ministro Di Maio con il quale spiegava che il Governatore della Florida aveva accolto l’istanza di Chico di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere quindi trasferito in Italia.

 

“Tutto fa presupporre – spiega Gianni Forti - che sia vicino questo rientro ma ufficialmente non abbiamo alcuna tempistica certa”. Un mese fa è avvenuto l'incontro con la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, che ha assicurato l'impegno del suo dicastero a portare avanti il caso. “Mi è stato assicurato – spiega lo zio di Chico Forti  – l'impegno di portare avanti la pratica prevista dalla Convenzione di Strasburgo. Siamo in attesa, però, che gli Stati Uniti consegnino la documentazione perché è il passaggio che manca”.

 

Un ultimo “ostacolo” è quindi quello della documentazione mancante che dovrebbe arrivare dagli americani. “Io credo a questo punto - continua Gianni Forti – che nel caso continuasse il ritardo il Governo Italiano debba in via ufficiale intervenire per sbloccare la questione che è solo burocratica. E' da 22 anni che attendiamo”.

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