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Coronovirus, aperture non consentite? Il proprietario del Bar Mesa Verde: ''Fino ad oggi ho contato 17 verbali, ma non è colpa delle forze dell'ordine''

Il locale di Trento nord è stato chiuso e sanzionato più volte in questi mesi per il non rispetto delle norme anti-covid. Ora all'interno è presente un mini-market ed è attivo il servizio bar. Il titolare spiega: ''Difficile lavorare con tutti questi controlli ma non è colpa delle forze dell'ordine''

Di Giusppe Fin - 08 April 2021 - 18:57

TRENTO. “Non è semplice ma noi andiamo avanti”. Bruno Fajardo, titolare del locale Mesa Verde di Trento nord, non vuole mollare. I clienti sono pochi e negli ultimi mesi l'attività è stata chiusa più volte dalle Forze dell'ordine perché non venivano rispettate le norme anti-covid.

 

Le multe ammontano ad ormai migliaia di euro. “Ho contato l'altro giorno, ho 17 verbali” ci dice al telefono a voce bassa Fajardo e mentre stava parlando con noi, dalla porta proprio in quel momento sono entrate le forze dell'ordine per un nuovo controllo.

 

Le regole devono essere rispettate ed è fondamentale che tutti lo facciano per riuscire assieme a porre fine a questa pandemia. L'ultima chiusura al bar Mesa Verde è avvenuta l'11 marzo quando il personale della Polizia di Stato ha proceduto alla chiusura per 5 giorni del locale in via Pranzelores. All’atto del controllo all’interno del locale erano stati trovati dei clienti, uno dei quali sanzionato per essere stato trovato a consumare una bevanda al banco.

 

“E' difficile lavorare – ci spiega il titolare – non trovo giusto che ci siano tutti questi controlli ma le forze dell'ordine stanno facendo quello che gli dicono”.

 

Negli ultimi mesi al Mesa Verde sono arrivati dei cambiamenti. “Abbiamo messo all'interno un minimarket per riuscire a vendere i prodotti d'asporto – continua – ma abbiamo ancora il servizio bar e ci sono ancora clienti che vorrebbero essere serviti al banco”.

 

In questo momento il locale è aperto ma come per tutti gli altri, portare avanti l'attività, non è semplice. “Spero che prima o poi qualcosa cambi – conclude Bruno Fajardo – perché con tutti i controlli che ci sono i clienti hanno anche paura e tanti hanno rinunciato a venire”.

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