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Da tutta Italia a tifare per Andrea Paternoster: ''Non mollare". Rimangono gravi le sue condizioni

Da Carlo Petrini di Slow Food ad Anna Scafuri del TG1, poi tutta – ma proprio tutta – una serie di chef stellati, Niko Romito, Andrea Alfieri, Alfio Ghezzi e un numero interminabile. Impossibile citarli tutti. E' in corso una grande mobilitazione  per incoraggiare Andrea, la sua tenacia, per spronarlo a vincere questa dura battaglia

Di Nereo Pederzolli - 18 aprile 2021 - 15:11

TRENTO. Trepidanti, silenziose, stimolanti e in piena sintonia con l’assoluta dinamicità delle api. Delle ‘sue api’. Il mondo apistico nazionale (e non solo) è in seria apprensione per le sorti di Andrea Paternoster. Il ‘mielicolore errante’ coinvolto in un drammatico, devastante, incidente stradale, sull’A22, nei giorni scorsi. Un tremendo inspiegabile tamponamento contro un Tir che ha causato ferite devastanti anche ad un suo giovane collaboratore di Mieli Thun, il miele trentino più amato dai cultori delle essenze.

 

Andrea è ricoverato in terapia intensiva al Santa Chiara di Trento. Condizioni da ‘riserva di prognosi’, con una situazione clinica che tiene col fiato sospeso anzitutto i suoi cari, le figlie e le persone della sua splendida dinastia che anima – al pari dei suoi apiari – Ton e i caseggiati che circondano il suggestivo Castel Thun. La notizia dell’incidente ha immediatamente provocato tutta una serie di ‘rilanci’ su tutte le piattaforme digitali. In Italia e pure dall’estero.

Andrea è un mielicoltore che non ha confini. Davvero.

 

E’ protagonista di ogni evento dove la sensorialità viene messa in comparazione con il gusto, l’essenzialità con i ricordi, con la voglia di mettersi in discussione. Per capire, oltre che gustare.

 

Con la sua variegata, coinvolgente gamma di mieli, Andrea ha provocato una godibile rivoluzione sensoriale. In tutti i sensi. Trasformando i suoi mieli in qualcosa di diverso, assolutamente identitari e in grado di superare ogni stereotipo gustativo.

 

Coinvolgendo e stimolando a recuperare sentori dimenticati, quelli che ognuno di noi ha depositato nella propria memoria, e che il miele – il miele di Andrea – riesce a far recuperare. Variegato e istrionico, competente come forse nessuno è ancora riuscito ad esserlo, Andrea ha – e si spera potrà ancora fare – divulgato una vera cultura del miele.

 

Dislocando le sue arnie – variopinte, in quanto disegnate con appropriati colori – in altrettanti ambiti, da nord a sud, cercando sempre d’interpretare la biodiversità. Il ruolo fondamentale delle api.

 

Ecco allora il miele raccolto da arnie disposte sul Po, zona Mantova oppure sull’isola di Sant’Erasmo, sulla laguna di Venezia, dopo un’escursione tra i canali della Serenissima. O in alta montagna, sia sui monti della sua val di Non o veros le Dolomiti. Tra Tovel o le pianure padane, tra isole e amici agricoltori che con orgoglio ospitavano le ‘sue regine’.

 

Indomito sperimentatore Andrea ha sfruttato il miele davvero a tutto campo. Producendo idromiele – unico in questo – ma anche trasformandolo in aceto, decisamente coinvolgente.

 

Lui è tra i promotori di Amici Acidi, ma al contempo è tra i protagonisti della birra a base di miele, di vini sperimentali, di ‘laboratori del gusto’ in itinere dall’Università di Scienze gastronomiche a Pollenzo – quella di Slow Food – o nei seminari di Identità Golose, pure nei corsi di Alta Formazione della Scuola di Tione.

 

Impossibile elencare i suoi ‘scambi mielosi’ con l’alta ristorazione, con tutto quanto ‘ è buono e giusto’- Andrea Paternoster è quanto di meglio si possa chiede ad un produttore di miele. E’ depositario di ogni sapere. Che divulga con assoluta sincerità.

 

Basta soffermarsi sulla mobilitazione in corso per incoraggiare la sua tenacia, per spronarlo a vincere questa dura battaglia.

 

Da Carlo Petrini di Slow Food ad Anna Scafuri del TG1, poi tutta – ma proprio tutta – una serie di chef stellati, Niko Romito, Andrea Alfieri, Alfio Ghezzi e un numero interminabile. Impossibile citarli tutti.

 

Stesso discorso per i più importanti critici della gastronomia – da Cinzia Benzi di Identità Golose a Sarah Scaparone della Stampa, poi Elisia Menduni, la redazione di Slow Food, gli amici dell’associazione italiana mielicoltori. E ancora:  Eleonora Cozzella e Linda Nano – sincere quanto esperte d’alta gastronomia - senza tralasciare la Signora delle Erbe Noris Cunaccia, tutta una serie di vignaioli o enologi ( da Mario Pojer a Walter Weber) compresi esperti in miele come il ‘wiennese’ Fausto Delgà.

 

Tutti in apprensione, per incoraggiare Andrea, una persona speciale, davvero buona come il miele delle sue api. Lasciatemelo dire: lo conosco da almeno 30 anni. Forza, Andrea!

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