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Elettrodotto interrato o per linea aerea? Parla l'esperto: "Interramento più sicuro e meno impattante, nessun rischio per la salute"

Il professor Fauri: "L'interramento non espone i cavi agli elementi ed ha un impatto paesaggistico minore. Sebbene il costo sia elevato, da un punto di vista tecnico interrare l'elettrodotto sarebbe la scelta migliore". Sfatato il mito dei danni alla salute, i campi elettromagnetici degli elettrodotti che siano interrati o meno, non sarebbero collegati all'insorgere di effetti negativi sulla salute

Di Mattia Sartori - 16 April 2021 - 08:15

TRENTO. L’elettrodotto negli ultimi giorni è stato un argomento di discussione abbastanza caldo nelle aule della politica trentina. Dal fotomontaggio falso pubblicato dall’Adige alle proposte di interramento avanzate da Fratelli d’Italia, il tema della linea elettrica e della scelta tra tralicci e interramento ha toccato un po’ tutti.

 

Per fare un po’ di chiarezza sulla questione e ottenere il parere di un esperto ilDolomiti.it ha contattato Mauro Fauri, professore associato di Sistemi Elettrici per l’Energia presso il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento. Il professor Fauri ha gentilmente acconsentito a spiegarci i principali vantaggi e svantaggi dell’interramento e della linea aerea.

 

“Da un punto di vista tecnico – spiega il professore – la scelta di interrare le linee porta vari vantaggi, il primo dei quali è certamente la protezione dai fenomeni atmosferici. In un periodo di cambiamenti climatici come quello che stiamo vivendo, in cui fenomeni come la tempesta Vaia non sono rari, l’interramento assicura minori incidenti dovuti a precipitazioni, caduta di alberi o fenomeni meteorologici”.

 

Tutti ci ricordiamo di Vaia e dei disastrosi effetti che seguirono la tempesta del 2018. Uno dei grandi problemi che le amministrazioni e la protezione civile dovettero affrontare fu proprio il danneggiamento di alcune linee elettriche, che causò l’interruzione della corrente e il conseguente blackout di interi centri abitati. L’interramento potrebbe essere una soluzione per evitare che ciò accada di nuovo in futuro.

 

“Un altro vantaggio dell’interramento – prosegue Fauri – è l’impatto paesaggistico, che può essere sostanzialmente minore. Se si studia bene il posizionamento della linea, sfruttando strade, ciclabili, linee tagliafuoco e simili si può evitare il disboscamento. Per esempio, nel progetto preliminare che avevo realizzato per l’interramento della linea a Pergine, avevamo previsto di passare sotto la ciclabile sulla destra Fersina, creando uno spazio sotterraneo a cui si potesse anche accedere facilmente in caso di manutenzione, il tutto senza tagliare alberi”.

 

Lo svantaggio principale invece è sicuramente la spesa – aggiunge -. Un’opera simile può arrivare a costare il 50 o 70 per cento in più rispetto alla linea aerea, ma se il progetto viene fatto bene forse si potrebbe arrivare ad ammortizzare i costi. Un’ipotesi potrebbe essere quella di creare spazio per più linee elettriche nell’opera di interramento, concentrando così il lavoro. Ad ogni modo dipende dai singoli casi, bisognerebbe studiare bene la situazione e vedere cosa si può fare”.

 

Secondo quanto riferisce il professore dunque sarebbe auspicabile perlomeno programmare l’interramento delle linee elettriche, un intervento che, seppur costoso, potrebbe rendere queste infrastrutture più sicure e meno impattanti a livello paesaggistico.

 

Per quanto riguarda le preoccupazioni riguardanti i presunti danni alla salute di persone e animali provocati dall’uso di tralicci e linee aeree Fauri smentisce. “Questo è un falso problema. Le strutture che creano campi elettromagnetici devono rispettare una normativa molto stringente che obbliga a prendere ogni precauzione necessaria. Se si è ottenuto il permesso di costruire vuol dire che gli apparecchi non creano danni a chi ci sta intorno”.

 

Opinione confermata anche da vari enti scientifici e sanitari, come la Fondazione Umberto Veronesi e l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel 2017 infatti la Fondazione pubblicava un articolo in cui si spiegava come non esista alcuna correlazione certa tra l’esposizione a campi elettromagnetici a bassa intensità come quelli emessi dagli elettrodotti e l’insorgere di effetti nocivi per la salute.

 

Se questo non è ancora abbastanza rassicurante basta guardare la classificazione degli agenti cancerogeni pericolosi per gli umani redatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In questa lista i campi elettromagnetici a bassa intensità generati dagli elettrodotti vengono classificati allo stesso livello delle verdure sottaceto, quindi non dovrebbe esserci nulla di cui preoccuparsi.

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