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FOTO. Coronavirus, ''La scuola si fa a scuola'' e ''Dimenticati a distanza'', protesta di genitori e insegnanti in Trentino contro la Dad

Circa 300 persone hanno aderito alla manifestazione in Trentino; qui si è formato il Comitato di scuola in presenza coordinato da Laura Tondini, un gruppo Facebook che conta circa 6 mila aderenti. Un presidio è stato organizzato in Primiero, quindi in via Dante a Rovereto in queste ore e il prossimo fine settimana è prevista una tappa anche a Trento

Di Filippo Schwachtje e Luca Andreazza - 21 marzo 2021 - 17:15

ROVERETO. "La scuola si fa a scuola", questo lo slogan di genitori e insegnanti scesi in piazza a Rovereto per manifestare contro la didattica a distanza e per chiedere la ripartenza degli istituti di ogni ordine e grado sul territorio provinciale: "La scuola non è sacrificabile, le nostre case non sono scuole e le scuole sono luoghi sicuri".

Circa 300 persone hanno aderito alla manifestazione nazionale, un'iniziativa partita in Lombardia e che si diffusa piuttosto spontaneamente in Italia, una rete arrivata anche in Trentino; qui si è formato il Comitato trentino di scuola in presenza coordinato da Laura Tondini, un gruppo Facebook che conta circa 6 mila aderenti. Un presidio è stato organizzato in Primiero, quindi in via Dante a Rovereto in queste ore e il prossimo fine settimana è prevista una tappa anche a Trento

"Ero al settimo cielo quando la scuola è stata riaperta dopo la prima ondata di coronavirus, la scuola è confronto, socialità e rapporti. Veniamo chiusi nelle nostre camere, ci perdiamo gli anni più importanti della nostra formazione", racconta una studentessa, mentre Claudia, mamma di 3 ragazzi (che frequentano università, superiori e medie) e insegnante prosegue: "Amo profondamente il mio lavoro e voglio ringraziare i miei alunni: ho imparato moltissimo in tutte le classi in cui ho lavorato. Oggi, però, mi rivolgo agli studenti per chiedere: dove siete? dovreste essere voi oggi qua, vi impongono un uso smodato della tecnologia che non rappresenta la realtà. Vi chiedo di unirvi a noi sabato prossimo al quartiere Le Albere nel capoluogo nel richiedere la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado".

C'è stato spazio per leggere una lettera indirizzata al premier Mario Draghi, al ministro Patrizio Bianchi, al presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, agli assessori Mirko Bisesti e Stefania Segnana, così come al dirigente Roberto Ceccato: "Siamo cittadini e cittadine col diritto di manifestare il proprio pensiero, chiediamo di cambiare: la dad non produce effetti positivi, nelle case emerge il disequilibrio fisico e psichico delle famiglie. Non possiamo alienare intere generazioni: esistiamo per stare insieme, noi genitori non possiamo perdere il lavoro per seguire ogni giorno i nostri figli, che da soli non possono seguire le lezioni".

La richiesta è quella che le istituzioni si adoperino per prevedere tutte le misure necessarie per riprendere le lezioni in sicurezza e in presenza. "La dad è andata bene per l'emergenza del momentoma non possiamo accettare che venga assimilata come normalità. Il fatto che il sistema 'regga', non vuol dire che sia anche efficace. Nonostante quanto si dice, non va 'tutto bene' e adesso a un anno di distanza abbiamo il dovere morale di denunciare apertamente tutto questo. Non possiamo aspettare che le generazioni più giovani arrivino a suicidarsi, vi chiediamo di rivalutare la posizione della scuola perché è una priorità assoluta. La tutela della salute della comunità non si esaurisce nella battaglia al Covid-19, ma deve includere la difesa della salute psicofisica, oggi gravemente minacciata in bambini e adolescenti. I giovani di oggi sono il futuro di domani, aspettiamo una gentile risposta", concludono i manifestanti.

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