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La ''spesa'' nei rifugi ora arriva con i droni (fino a 100 chili e con zero emissioni). Consegne in alta quota in Alto Adige

Mezzi elettrici, non inquinanti, meno rumorosi e meno costosi degli elicotteri. Sono i droni che la Provincia di Bolzano ha intenzione di usare per rifornire i propri rifugi in alta quota. Se ne occuperà la società FlyingBasket, prima e unica in Europa a fornire questo tipo di servizio. L'assessore Bassone: "Intendiamo garantire meno danni climatici, minor inquinamento acustico e nel tempo anche un risparmio di denaro pubblico"

Foto FlyingBasket, Facebook
Di Mattia Sartori - 04 May 2021 - 11:52

BOLZANO. In alta quota arrivano le consegne via drone. L’Alto Adige ha infatti deciso di puntare sull’utilizzo di questi aeromobili per rifornire i rifugi di alta montagna, scartando il metodo tradizionale dell’elicottero, più inquinante e costoso.

 

La FlyingBasket, società che si occupa di questo tipo di servizio, negli scorsi giorni a Naz-Sciaves ha dato una dimostrazione pratica di come potrebbe funzionare il trasporto. Il Ceo Moritz Moroder ci ha spiegato come funziona: “Il gestore dovrà ordinare i prodotti di cui ha bisogno facendo una specie di lista della spesa. Noi ci occuperemo di recuperare il tutto e trasportarlo via terra fino a un punto di raccolta da cui partirà il drone, che raggiungerà poi il rifugio in quota. Siamo i primi in Europa ad offrire questo tipo di servizio”.

 

 

 

 

“I nostri aeromobili – prosegue Moroder – sono in grado di trasportare fino a 100 chili di peso. I voli dovrebbero coprire distanze fino a 3 chilometri. L’altitudine non è un problema, nelle nostre prove siamo stati in grado di raggiungere tutti i rifugi senza difficoltà”.

 

Sono molti i vantaggi che porterebbe questo nuovo sistema di rifornimento. “In primo luogo il nostro servizio è completo – spiega Moroder -. Il gestore dovrà solo darci la lista della spesa e noi ci occuperemo del resto. Inoltre garantiamo una flessibilità maggiore rispetto a quella degli elicotteri. Col nostro servizio infatti sarà anche possibile chiedere eventuali rifornimenti integrativi. Infine abbiamo il vantaggio ambientale: i nostri velivoli sono completamente elettrici e quindi ad emissioni zero”.

 

 

Supporto per l’iniziativa arriva anche dalla politica. L’assessore provinciale Massimo Bessone, interpellato dall’Ansa, afferma: “Con il nostro progetto pilota intendiamo garantire zero emissioni di Co2, dannose per il clima, minor inquinamento acustico e nel tempo anche un risparmio di denaro pubblico. Questo tipo di consegna, inoltre, consentirebbe ai gestori dei rifugi di contenere i costi di avvio per la ripresa dell'attività stagionale, un aspetto importante per la ripartenza dopo le chiusure per la pandemia".

 

Manca ancora l’accordo ufficiale, ma Moroder è fiducioso: “Abbiamo già visto un certo interesse anche da parte dei gestori, il nostro sistema rappresenta un miglioramento rispetto al passato. L’accordo dovrebbe arrivare nel prossimo futuro”.

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