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Omicidio Agitu, rito abbreviato per Suleiman Adams. La difesa: ''Consapevole di quello che ha fatto''. L'accusa: ''Scene terribili incompatibili con il movente economico''

L'avvocato Zilio ha esplicitato la richiesta di rito abbreviato e il gup Enrico Borrelli ha fissato la prima udienza il 14 febbraio 2022. A costituirsi parte civile i famigliari di Agitu e nessun altro soggetto. Le due sorelle e il fratello sono arrivati dagli Stati Uniti apposta per l’udienza

Di Giuseppe Fin - 25 novembre 2021 - 19:52

TRENTO. “Il significato di quella scelta terribile, di quelle immagini che mostrano Agitu uccisa, assassinata per terra, sono qualcosa che è semplicemente incompatibile con il movente economico e collocano questo agire in uno comportamento a sfondo sessuale”. Usa queste parole l'avvocato Andrea de Bertolini, legale dei famigliari, al termine dell'udienza preliminare che si è tenuta questa mattina in Corte d'Assise per l'uccisione dell'allevatrice etiope Agitu Ideo Gudeta, avvenuta a Frassilongo il 29 dicembre scorso, per mano Suleiman Adams.

L'uomo, 33 anni originario del Ghana è reo confesso ed è accusato di omicidio volontario e violenza sessuale. Questa udienza preliminare è stata di tipo interlocutorio ed ha visto la presenza delle due sorelle e di un fratello di Agitu che sono venuti dagli Stati Uniti apposta per l’udienza. 

 

La difesa ha esplicitato la richiesta di rito abbreviato e il gup Enrico Borrelli ha fissato la prima udienza il 14 febbraio 2022. A costituirsi parte civile i famigliari di Agitu e nessun altro soggetto.

 

IL FATTO
Ideo Gudeta Agitu è morta nella prima parte della mattinata del 28 dicembre 2020, giorno in cui, solo in serata, è stato ritrovato il suo corpo senza vita. La cronologia dei fatti è emersa dai risultati dell'autopsia depositata al Pubblico Ministero dall'Istituto di Medicina Legale di Verona. 

 

Agitu è stata colpita diverse volte causando gravi ferite alla testa che si sono rivelate poi mortali. Successivamente il 32enne si è cambiato i vestiti sporchi di sangue e non si è più mosso dalla stalla fino a quando sono arrivati i Carabinieri. L'uomo, portato in caserma a Borgo Valsugana, ha subito confessato l'omicidio, ed ha spiegato di aver trovato il martello usato per colpire la donna accanto ad un termosifone.  

 

IL MOVENTE
L'omicidio, secondo quanto ricostruito, sarebbe avvenuto in occasione di un acceso diverbio con la vittima. Questa situazione sarebbe nata dalle condizioni lavorative dell'uomo e dalle sue richieste di pagamento di alcuni arretrati del suo stipendio.

 

L'uomo ha agito quindi per un movente di natura patrimoniale e per “l'incontenibile ira di non vedere accolte le sue richieste che egli sentiva come particolarmente impellenti in quanto destinate a far pervenire denaro alla sua famiglia d'origine”. 

 

L'UDIENZA PRELIMINARE E LA PRIMA SEDUTA DEL PROCESSO

Per quanto riguarda il lavoro portato avanti dall'accusa, ha spiegato de Bertolini, “Ci sono una serie di questioni giuridiche anche di una certa rilevanza che devono essere approfondite e che si riferiscono alle motivazioni di questo terribile comportamento. Nel senso finale che ha avuto questa terribile vicenda per noi è indiscutibilmente un femminicidio, non vi possono essere deformazioni di sorta nel non intenderlo in questo modo. Questo l'obiettivo che abbiamo e che porteremo in udienza”.

 

Suleiman Adams, assistito di fiducia dall'avvocato Nicola Zilio, dovrà rispondere del reato stabilito dall'articolo 575 del codice penale e cioè di omicidio volontario ma sarà anche contestato il reato di violenza sessuale.

 

“Fin dall'inizio, subito dopo il suo arresto, Suleiman Adams ha immediatamente dichiarato di essere il responsabile della morte della signora Ideo Gudeta. Nel corso dei mesi – ha spiegato l'avvocato Zilio - non ha mai ritrattato le sue dichiarazioni anzi le confermate ed ha cercato di spiegare quali sono state le ragioni del suo gesto”.

 

Lo stato psicologico dell’uomo è critico tanto che sin dal primo giorno la struttura carceraria aveva messo in atto tutte le misure possibili per evitare atti di autolesionismo di Adams il quale aveva già confidato la sua volontà di uccidersi.

 

“La scelta fatta di richiedere di essere giudicato con rito abbreviato – ha spiegato Zilio - è coerente con l’atteggiamento sino ad oggi tenuto dal signor Adams. Non c'è stata alcuna richiesta di perizia per sostenere l'incapacità di intendere e di volere né richieste di scarcerazione. Suleiman Adams ha di fatto già accettato una sua condanna per l’omicidio”.

 

Il merito al reato contestato di violenza sessuale l'avvocato spiega che “L'imputazione così come contestata in questo momento già indica espressamente un movente di natura economica. Dal Pubblico Ministero è stata contestata una condotta qualificata come violenza sessuale”. 

 

Suleiman Adams si trova in carcere a Trento. “Lui è perfettamente consapevole di quello che ha fatto – continua il suo legale – per il momento non è stato ancora fatto un gesto di avvicinamento con la famiglia, vedremo se farlo anche perché ci troviamo in una situazione molto delicata e non vorremmo che assorbisse l'effetto contrario e urtasse la sensibilità dei famigliari. Vedremo se ci saranno le modalità adeguate”.

 

Fissato il rito abbreviato, il gup Enrico Borrelli, come già spiegato, ha fissato la prima udienza il 14 febbraio.

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