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Ripescati da un torrente del Primiero 48 ordigni della Prima guerra mondiale (FOTO): in azione il genio guastatori alpini della Julia

Gli artificieri dell’esercito hanno recuperato 48 ordigni dal torrente Travignolo: “Manufatti da ritenersi sempre pericolosi quindi da non toccare ma da segnalare prontamente alle forze dell’ordine presenti in zona”

Di T.G. - 26 August 2021 - 18:02

PRIMIERO-SAN MARTINO DI CASTROZZA. L’intervento era iniziato alla fine dello scorso mese di luglio con la messa in sicurezza di 14 proietti d’artiglieria di medio calibro da parte degli specialisti del 2° reggimento genio guastatori della Brigata Alpina “Julia”. Gli artificieri dell’esercito avevano ripescato gli ordigni dall’alveo del torrente Travignolo, nel Comune di Primiero-San Martino di Castrozza.

 


Oggi, 26 agosto, l’intervento è proseguito con il recupero di altri 34 ordigni dello stesso tipo. “Manufatti esplosivi di tipo perforante di fabbricazione italiana – specificano gli artificieri risalenti al Primo Conflitto Mondiale, probabilmente di pronto utilizzo contro alcuni fortini austriaci della zona”. Nella stessa zona infatti era posizionato il parco di artiglieria destinato ad attaccare lo sbarramento austriaco di Predazzo.

 


 

In tutto il territorio Nazionale i team di artificieri dell’Esercito inseriti nei reggimenti genio distribuiti nelle zone d’Italia, operano per assicurare l’incolumità pubblica in attività che si configurano nel quadro del comparto di protezione civile. In questo caso hanno operato il Comando Truppe Alpine di Bolzano e il commissariato del Governo per la provincia di Trento.

 


 

“La bonifica degli ordigni – si legge nel comunicato – riveste un’importanza assolutamente non trascurabile per la sicurezza della collettività ed, allo stesso modo, anche la relativa prevenzione con l’informativa e la sensibilizzazione della Popolazione sui rischi da evitare ed i comportamenti invece da tenere, in caso di rinvenimenti di ordigni esplosivi. Questi manufatti sono, infatti, da ritenersi sempre pericolosi quindi da non toccare ma da segnalare, invece, prontamente alle forze dell’ordine presenti in zona”.

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