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| 01 giugno | 13:55

Terribile tragedia nel lago, giovane muore dopo un tuffo. Il sindaco: ''Giornata tristissima. Aveva appena compiuto 19 anni. Chissà quanti sogni e desideri aveva''

L'allarme è scattato poco dopo le 17 di ieri sul lago d'Iseo. Si chiamava Firas Chamekh era ospite in una struttura d'accoglienza a Darfo Boario ed era originario della Tunisia. Era arrivato in Italia da circa un anno 

di Redazione

PISOGNE. Era in Italia alla ricerca di un futuro migliore. Aveva appena compiuto 19 anni e domenica, dal struttura che lo accoglieva di Darfo Boario aveva deciso di spostarsi con altri giovani per andare a fare un bagno rigenerante al lago. Dopo il tuffo, però, non è più riemerso. Si chiamava Firas Chamekh ed era originario della Tunisia. Era arrivato in Italia da circa un anno e come tanti giovani come lui sperava in una vita migliore di quella che avrebbe avuto nella sua terra. E invece è stato vittima di una tragedia e la sua vita si è spezzata ieri, a Pisogne, nel Lago d'Iseo

 

L'allarme è scattato poco dopo le 17. Firas si era tuffato da un punto non lontano dall'imbarcadero ed era andato al lago con altri 4 giovani per rinfrescarsi. Solo che dopo il tuffo è scomparso forse colpito da un malore da shock termico. Subito gli amici hanno chiamato i soccorsi ma una volta ripescato il corpo del giovane era ormai esanime. Questo il toccante ricordo del sindaco di Pisogne Federico Laini: ''Ieri è stata una giornata tristissima. Continuo a pensare a quanti sogni potesse avere un ragazzo che, a soli 18 anni, ha deciso di lasciare la propria terra e venire in Italia, da solo, per costruirsi un futuro migliore. Dopo nemmeno un anno, sabato ha compiuto 19 anni e ieri è annegato nelle acque del nostro lago''.

 

''Con lui - prosegue il primo cittadino - sono affondati anche migliaia di desideri, progetti, aspettative e sogni. E io non riesco a smettere di pensarci. Continuo però a pensare anche all'altruismo e al coraggio di Ivan Ivanix Bendotti che, alle cinque del pomeriggio di domenica, ha abbandonato la sua attività e, armato soltanto di pinne e maschera, ha cercato da solo il ragazzo per quindici minuti a dieci metri di profondità. Lo ha trovato e, sempre da solo, ha riportato il corpo in superficie. Sono sentimenti che fatico a elaborare: da un lato il dolore per una vita spezzata troppo presto, dall’altro l’ammirazione per un gesto di straordinaria umanità''.

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