Terribile tragedia nel lago, giovane muore dopo un tuffo. Il sindaco: ''Giornata tristissima. Aveva appena compiuto 19 anni. Chissà quanti sogni e desideri aveva''
L'allarme è scattato poco dopo le 17 di ieri sul lago d'Iseo. Si chiamava Firas Chamekh era ospite in una struttura d'accoglienza a Darfo Boario ed era originario della Tunisia. Era arrivato in Italia da circa un anno

PISOGNE. Era in Italia alla ricerca di un futuro migliore. Aveva appena compiuto 19 anni e domenica, dal struttura che lo accoglieva di Darfo Boario aveva deciso di spostarsi con altri giovani per andare a fare un bagno rigenerante al lago. Dopo il tuffo, però, non è più riemerso. Si chiamava Firas Chamekh ed era originario della Tunisia. Era arrivato in Italia da circa un anno e come tanti giovani come lui sperava in una vita migliore di quella che avrebbe avuto nella sua terra. E invece è stato vittima di una tragedia e la sua vita si è spezzata ieri, a Pisogne, nel Lago d'Iseo.
L'allarme è scattato poco dopo le 17. Firas si era tuffato da un punto non lontano dall'imbarcadero ed era andato al lago con altri 4 giovani per rinfrescarsi. Solo che dopo il tuffo è scomparso forse colpito da un malore da shock termico. Subito gli amici hanno chiamato i soccorsi ma una volta ripescato il corpo del giovane era ormai esanime. Questo il toccante ricordo del sindaco di Pisogne Federico Laini: ''Ieri è stata una giornata tristissima. Continuo a pensare a quanti sogni potesse avere un ragazzo che, a soli 18 anni, ha deciso di lasciare la propria terra e venire in Italia, da solo, per costruirsi un futuro migliore. Dopo nemmeno un anno, sabato ha compiuto 19 anni e ieri è annegato nelle acque del nostro lago''.
''Con lui - prosegue il primo cittadino - sono affondati anche migliaia di desideri, progetti, aspettative e sogni. E io non riesco a smettere di pensarci. Continuo però a pensare anche all'altruismo e al coraggio di Ivan Ivanix Bendotti che, alle cinque del pomeriggio di domenica, ha abbandonato la sua attività e, armato soltanto di pinne e maschera, ha cercato da solo il ragazzo per quindici minuti a dieci metri di profondità. Lo ha trovato e, sempre da solo, ha riportato il corpo in superficie. Sono sentimenti che fatico a elaborare: da un lato il dolore per una vita spezzata troppo presto, dall’altro l’ammirazione per un gesto di straordinaria umanità''.












