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Scuola d'infanzia a luglio, insegnanti e personale ausiliario: ''Dalla Giunta provinciale propaganda politica e ricerca di un facile consenso. Azione avvilente''

In una lettera l'intervento delle insegnanti e del personale ausiliario delle Scuole dell’Infanzia provinciali del Circolo 1: "Se le intenzioni della politica provinciale sono di migliorare il servizio scolastico, non è nel prolungamento del calendario che si trova la soluzione. Il personale scolastico, coordinatori, insegnanti e operatori conoscono la situazione e ritengono necessario essere coinvolti nelle ipotesi di cambiamento migliorativo"

Di G.Fin - 06 maggio 2021 - 16:55

TRENTO. “Non riusciamo a capire, se non facendo riferimento ai soli scopi di propaganda politica e di ricerca di un facile consenso, l’azione messa in atto dalla Giunta provinciale”. Queste le parole contenute in una lunga lettera che le insegnanti delle Scuole dell’Infanzia provinciali del Circolo 1 hanno deciso di scrivere ai verti della Provincia dopo la decisione di prolungare scolastico a luglio.

 

Una lettera molto articolata che prende in esame diversi punti. Insegnanti sostenute dai Coordinatori pedagogici, formatori ed esperti dell’educazione che hanno lavorato in questi anni ad un modello di scuola e ad una visione di bambini competenti che cocostruiscono le loro conoscenze, i loro saperi in un ambiente stimolante basato sulle relazioni con gli altri. Una scuola che mette al centro i bambini con i loro diritti, una scuola che pensa a loro come adulti di domani.

 

In merito la decisione della Provincia, le insegnanti spiegano di essere “Professionalmente avvilente tale iniziativa della quale non sono state nemmeno informate le parti direttamente coinvolte, insegnanti e personale ausiliario. La scuola è basata su progetti e organizzazione i cui tempi rispettano diritti e bisogni dei bambini. Aggiungere un mese di scuola, senza che si siano programmati modalità e contenuti, senza coinvolgere gli operatori scolastici, svilisce sia la professionalità dei docenti sia la scuola stessa”.

 

Se le intenzioni della politica provinciale sono di migliorare il servizio scolastico, non è nel prolungamento del calendario che si trova la soluzione. Il personale scolastico, coordinatori, insegnanti e operatori conoscono la situazione e ritengono necessario essere coinvolti nelle ipotesi di cambiamento migliorativo. “Chi lavora nella scuola – spiegano nella lettera le insegnanti - chiede da tempo di affrontare e riflettere sulle criticità e le complessità educative che stanno emergendo negli ultimi anni. Si osserva che i bambini hanno un elevato bisogno di 'cura' e necessitano spesso di sostenere maggiormente la loro crescita. Bambini talvolta fragili, intolleranti alle piccole frustrazioni, sottoposti spesso a frequenti stimolazioni, magari molto ricchi in conoscenze, ma meno autonomi e più dipendenti dall’adulto, bisognosi di rinforzi affettivi, emotivi e sociali”.

 

Nella lettera vengono quindi fatte delle proposte per migliorare l'organizzazione della scuola che vanno dalla riduzione del numero di bambini per sezione all'aumento del numero delle ore di contemporanea presenza di due insegnanti per gruppo fino ad arrivare a sostenere l’inserimento di figure professionali che possano affrontare le complessità psicologiche ed educative, quali psicologi ed esperti per i bambini con bisogni educativi speciali.

 

Qui la lettera completa

 

 

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