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| 19 set 2022 | 12:30

Addio a Mirabolano, l'albero simbolo di chi si batteva contro il cemento: "Scelta dolorosa ma necessaria"

Mirabolano, albero di Bolzano divenuto simbolo di resilienza e di proteste contro la cementificazione, non c'è più. Al suo posto, il comitato "Giù le mani dal Talvera" si augura possa presto trovare dimora un giovane arbusto per le future generazioni 

A sinistra, Mirabolano qualche giorno fa

BOLZANO. Era simbolo d'una resistenza che negli anni si è fatta curva e stanca: un albero, quello che affondava le proprie radici lungo le Passeggiate del Talvera all’altezza di via Fiume a Bolzano, che venerdì scorso (16 settembre) è venuto meno alla sua promessa, abbattuto dalla Giardineria comunale. 

 

Mirabolano o Amolo, questo il nome di un arbusto che sorgeva fra prati sui quali è stata scritta la storia d'una lotta contro la cementificazione ma soprattutto contro la realizzazione di un garage che sarebbe dovuto nascere proprio sotto di lui. Una pianta ornamentale in origine, presto fattasi simbolo dell'opposizione di un Comitato che per lungo tempo ha protestato, sotto ai rami di Mirabolano, contro ruspe e possibili deturpazioni del verde. 

 

Un luogo di ritrovo per il gruppo "Giù le mani dal Talvera" non soltanto per opporsi ma anche per festeggiare le vittorie, "Mirabolano, che negli anni ha praticato una modesta ma perseverante resistenza contro tempo e intemperie - dichiarano sui social Maria Teresa Fortini e Paolo Giacomoni del Comitato - ogni primavera ci donava qualche ciuffo di foglie e qualche sparuto fiore", ricordano, rendendo noto che "venerdì il nostro Prunus cerasifera, è stato potato dalla Giardineria comunale perchè pericolante, stanco, ormai a rischio caduta: sotto ai suoi rami ci siamo opposti alla costruzione di garage interrati, festeggiato e creato una comunità", rammentano ancora.

 

Divenuto testimonianza di resistenza e cinto da una catena simbolo di speranza, per l'arbusto è giunta poi, tuttavia, l'ora di lasciare la presa, ormai curvo e malato, venendo abbattuto dal Comune ma lasciando comunque traccia di sé e di quanto in questi ultimi anni è stato: "Parte del suo tronco è rimasta, ancora con un flebile accenno di vita: ora, è un monumento naturale. Ringraziamo i responsabili della Giardineria che ci hanno coinvolto in questa scelta dolorosa ma necessaria - concludono i rappresentanti del Comitato - auspichiamo che vicino alla catena, possa presto trovare spazio un nuovo giovane albero per l'ombra delle future generazioni".

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