Addio al campione Gino Burrini: “Una vita sugli sci, prima a gareggiare poi a insegnare. Ha scritto la storia sportiva di Madonna di Campiglio”
A condividere il ricordo dello sportivo, venuto a mancare pochi giorni fa a 88 anni, è la Pro Loco Madonna di Campiglio, che sottolinea: “Elegante nel portamento ed in quel modo tutto suo di intessere relazioni, frequentazioni, amicizie, Gino ha conservato negli anni quel suo stile garbato, colloquiale, curioso, anche se il peso degli anni ultimamente si era fatto sentire”

MADONNA DI CAMPIGLIO. “E' mancato qualche giorno fa, alla soglia degli 88 anni, Gino Burrini, uno di quelli che la storia sportiva di Madonna di Campiglio l'ha scritta a caratteri cubitali sulla neve e nel cuore di tutta la Val Rendena”. Sono queste le parole con cui la Pro Loco Madonna di Campiglio ha ricordato nel suo notiziario il campione di sci dopo il funerale nella parrocchia di Santa Maria Nuova, dove tutta la comunità si è riunita insieme al corpo della polizia di Stato e al Gruppo Alpini, del quale Gino faceva parte.
Un grande saluto insomma per uno sportivo in grado negli anni di aggiudicarsi quattro titoli di campione italiano, tre in gigante (1956,'57 e '58) e uno in discesa libera nel 1956, senza contare un sesto posto in classifica (primo fra gli azzurri) nella libera olimpica di Cortina del '56, quando arrivò al decimo posto in gigante. “Anche ai mondiali del '54 – scrive la Pro Loco – Gino si mise in luce con un bel dodicesimo posto in libera, diciottesimo poi anche nel 1958 a Badgastein, sempre in libera. Un Alberto Tomba locale che detiene il record di affermazioni consecutive di specialità ai campionati italiani”.
In un episodio da lui stesso raccontato durante un'intervista, Gino ha ricordato come il mitico Zeno Colò gli regalò i suoi sci ad Are, in Svezia. Una vita passata sugli sci quella di Gino (“prima a gareggiare e poi a insegnare, con la fibra d'acciaio nelle gambe e la passione nel cuore”), lavorando nel frattempo nel negozio di abbigliamento per bambini della moglie Nicoletta, che lo ha lasciato dopo una lunga malattia nel 2007.
“Elegante nel portamento – ricorda la Pro Loco Madonna di Campiglio – ed in quel modo tutto suo di intessere relazioni, frequentazioni, amicizie, Gino ha conservato negli anni quel suo stile garbato, colloquiale, curioso, anche se il peso degli anni ultimamente si era fatto sentire”.












