Covid, l'Apss pianifica il ritorno alla normalità: 'Riaprono i punti nascita di Cles e Cavalese e viene potenziata l'attività chirurgica''
Il direttore del Servizio ospedaliero provinciale, Pier Paolo Benetollo: "La priorità assoluta è quella di recuperare l'attività chirurgica e ritornare all'organizzazione di ottobre nei prossimi mesi. La situazione epidemiologica è in miglioramento, ci possono essere ancora oscillazioni ma si va verso la primavera"

TRENTO. La curva epidemiologica è in calo e l'Azienda provinciale per i servizi sanitari predispone un piano per progressivamente tornare alla normalità. Una rimodulazione tra posti letto Covid e non Covid mentre tra le novità c'è anche la riapertura dei punti nascita di Cles e Cavalese.
Oggi sono stati registrati 3 decessi e 426 nuovi positivi con un ulteriore miglioramento sulla pressione ospedaliera. Ci sono 87 pazienti ricoverati di cui 7 in terapia intensiva.
"Numeri da zona bianca", il commento del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, mentre l'assessora Stefania Segnana aggiunge: "Il calo dei ricoveri e i dati che migliorano consentono alle strutture una rivisitazione dei posti letto negli ospedali trentini con la riapertura delle varie attività, come quella dei punti nascita di Cles e Cavalese con il prossimo 1 marzo" (Qui articolo).
Ora si procede a recuperare l'attività programmata che è stata sospesa o rallentata per fronteggiare l'epidemia Covid. "Oggi ci sono stati 12 nuovi ricoveri - dice Pier Paolo Benetollo, direttore del Sop-Servizio ospedaliero provinciale - ma la media di questa settimana è 7 ricoveri giornalieri, un dato molto contenuto: 3 settimane eravamo arrivati a 18 pazienti al giorno. C'è stato un cambio importante e la parte consistente delle persone che arrivano in ospedale è per altre cause, poi negli screening vengono individuati come positivi, ma senza una patologia respiratoria o aspetti riconducibili al contagio. Questi elementi ci consentono di rimodulare l'offerta".
Aumenta la disponibilità per gli interventi chirurgici. "Questa è una priorità assoluta e cercheremo di recuperare il più velocemente possibile le sedute - aggiunge il direttore del Servizio ospedaliero provinciale - soprattutto quelle più importanti ma comunque in generale c'è la necessità di tornare a quell'assetto complessivo in grado di rispondere alle esigenze dei pazienti".
A Trento viene invertito il peso dei posti letto in rianimazione "per aumentare la disponibilità per gli interventi chirurgici più impegnativi - evidenzia Benetollo - oggi abbiamo 10 letti Covid e 6 non Covid in terapia intensiva 1, la scelta è quella di rovesciare questa organizzazione. La prossima settimana contiamo di arrivare a 68 sedute o qualcosa in più, sono interventi che richiedono più personale. Ci spostiamo dall'attività strettamente urgente e la speranza è di arrivare alla situazione di ottobre in qualche mese. Assecondiamo la situazione passo a passo e la prospettiva è quella di rimodulare un po' alla volta la capacità assistenziale tanto nel capoluogo quanto a Rovereto, che in queste fasi hanno accolto il maggior numero di pazienti contagiati a scapito dell'area chirurgica e medica: si restituisce ordine e regolarità, anche per migliorare qualità del lavoro dei nostri professionisti".
Ma la riorganizzazione riguarda naturalmente tutto il sistema provinciale. "Aspettiamo ancora un attimo per quanto riguarda gli ospedali di valle - spiega il direttore del Sop dell'Apss - ma nel giro di due settimane nel reparto di pneumologia di Arco si prevede l'accoglienza anche di pazienti non contagiati, mentre da metà della settimana prossima si riduce la sezione Covid per rispondere alle degenze chirurgiche a Borgo".
Da marzo riaprono i punti nascita di Cles e Cavalese. "Una grande notizia, riportiamo gradualmente e con prudenza il personale di sala operatoria per le attività chirurgiche. La situazione epidemiologica è in miglioramento, ci possono essere ancora oscillazioni ma si va verso la primavera", conclude Benetollo.









.jpg?itok=Or7dITsN)








