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Crollo sulle Dolomiti, esclusa la presenza di escursionisti (VIDEO): ''Bisogna riflettere sui cambiamenti climatici ma non possiamo chiudere le montagne"

Il materiale roccioso, che ha sollevato una grande nuvola di polvere, è arrivato sul ghiaione sottostante senza interessare il sentiero e senza coinvolgere persone di passaggio. Il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin: "E' un fenomeno naturale, le montagne sono fragili e in quota possono succedere eventi di questo tipo. Inoltre questi periodi che alternano siccità e precipitazioni intense, oltre agli sbalzi termici repentini rendono le pareti più instabili"

Di Luca Andreazza - 09 August 2022 - 15:56

SAN VITO DI CADORE. Sono rientrate le squadre di soccorso alpino e di vigili del fuoco, così come l'elicottero impegnato a sorvolare la parete rocciosa. Le ricognizioni escludono, fortunatamente, il coinvolgimento di escursionisti. 

 

Anche i rifugi presenti in quota, Città di Fiume e passo Staulanza, confermano che tutti gli ospiti non si erano ancora messi in marcia o non si erano ancora avvicinati alla zona al momento del crollo di grandi dimensioni che si è verificato sul monte Pelmo (Qui articolo).

 

 

Il distacco di roccia è avvenuto intorno alle 7.40 di oggi, martedì 9 agosto, ella zona di forcella val d'Arcia. Un ripreso e già segnalato da molte persone già in cammino nelle vicinanze e dal rifugio città di Fiume.

 

Il crollo è stato di grandi dimensioni e ha subito sollevato un'enorme colonna di fumo e polvere, visibile a distanza. Subito sono entrati in azione soccorso alpino della val Fiorentina e del distaccamento di Selva di Cadore, oltre ai vigili del fuoco volontari di zona. E' decollato da Venezia anche l'elicottero per effettuare le ricognizioni aeree. 

 

 

Il materiale roccioso, che ha sollevato una grande nuvola di polvere, è arrivato sul ghiaione sottostante senza interessare il sentiero e senza coinvolgere, secondo le prime informazioni, persone di passaggio, mentre sono state registrate ulteriori scariche di sassi e di roccia.

 

Dalle prime valutazioni il distacco è avvenuto dallo stesso punto in cui, il 31 agosto del 2011, si originò il grande crollo che costò la vita ad Alberto Bonafede e Aldo Giustina, i due soccorritori impegnati in un intervento sulla via Simon Rossi.

 

"Fortunatamente secondo le prime informazioni non ci sono persone coinvolte e questo è veramente importante". Commenta Camillo De Pellegrin, sindaco del Comune Val di Zoldo. "E' un fenomeno naturale, le montagne sono fragili e in quota possono succedere eventi di questo tipo. Inoltre questi periodi che alternano siccità e precipitazioni intense, oltre agli sbalzi termici repentini rendono le pareti più instabili. E' necessario ragionare sui cambiamenti climatici ma non possiamo chiudere le montagne".

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