Dal parco della Predara a quello del S. Chiara, ecco il nuovo servizio di sorveglianza. Ianeselli: ''Vogliamo i parchi popolati dai cittadini in completa sicurezza''
L'iniziativa è coordinata dalla Polizia locale e vedrà impegnati ex agenti dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato. Il nuovo questore Improta: "La condivido in pieno, farò di tutto per aumentare la presenza nelle zone calde anche del personale effettivo”

TRENTO. Da piazza Dante al parco della Predara ma anche il parco S. Chiara, la zona della Portela e piazza S. Maria Maggiore. Sono quelle le zone dover verrà attivato il nuovo servizio di sorveglianza a Trento messo in campo dal Comune assieme all'Associazione Nazionale Polizia di Stato e coordinato dalla polizia locale .
Saranno impegnati una ventina di ex agenti della Polizia di Stato a partire da oggi e proseguirà per due mesi circa in modo sperimentale, al che si apporteranno eventuali modifiche.
“Gli ex agenti volontari – spiega in una nota il Comune - avranno un potere principalmente di persuasione restando in costante contatto con l’ispettore di servizio ed interverranno solo se strettamente necessario; saranno suddivisi in pattuglie di due elementi e opereranno con orari e zone diversificate per non essere troppo prevedibili, spesso anche nel fine settimana”.
Le sere invece restano coperte dal consueto servizio di pattugliamento della Polizia locale. “Un grazie da parte mia a questi professionisti volontari ed al loro senso civico – ha detto il sindaco Franco Ianeselli in sede di presentazione – ma anche alla nostra Polizia locale che ha gestito questo convenzione. Questo servizio si somma al già positivo lavoro che viene svolto da tutte le forze dell’ordine in alcune zone, penso ad esempio al presidio fisso della Portèla, e che ha già dato dei miglioramenti. Noi vogliamo che i nostri parchi siano popolati dai cittadini ma in completa sicurezza”.
Gli ha fatto eco il nuovo Questore Maurizio Improta: “Trovo questa iniziativa già organizzata ma la condivido in pieno, farò di tutto per aumentare la presenza nelle zone calde anche del personale effettivo”.


















