''E' morta di Covid e di compromessi, quelli di lasciare indietro persone come lei: i fragili'', si è spenta la mamma di Selvaggia Lucarelli
La giornalista ha fatto un post dove ha spiegato che ''non sono arrabbiata perché io stessa ho ripreso il passo veloce di chi ha urgenza di vivere. E so che mia madre, che era prima di tutto una donna generosa, altruista, sempre in pena per il mondo, avrebbe barattato, anche consapevolmente il suo sacrificio per la vita di tutti che ricomincia a germogliare''

MILANO. Il Covid c'è ancora e di Covid ancora si muore e anche se i vaccini hanno salvato milioni di vite in tutto il mondo bisognerebbe tenere alto il livello di attenzione e fare tutti il proprio dovere procedendo con la quarte dose e stando attenti, attentissimi, alle persone fragili. Questa mattina è morta la mamma di Selvaggia Lucarelli, Nadia. A darne notizia è stata la stessa giornalista che ha scritto questo. ''Questa mattina presto mia madre, Nadia, è morta. È morta di Covid e di compromessi. I compromessi che tutti abbiamo accettato per continuare a vivere, lasciando inevitabilmente indietro qualcuno. Quelli come lei, nella maggior parte dei casi: i fragili''.
''Non sono arrabbiata - prosegue Lucarelli - perché io stessa ho ripreso il passo veloce di chi ha urgenza di vivere. E so che mia madre, che era prima di tutto una donna generosa, altruista, sempre in pena per il mondo, avrebbe barattato, anche consapevolmente, il suo sacrificio per il nipote che torna a scuola, per me che torno a viaggiare, per suo marito che può passeggiare nel parco, per la vita di tutti che ricomincia a germogliare. Mi piace pensare che se ne sia andata all’alba per questo: per salutarci tutti e augurarci una bella giornata, “correte, non vi preoccupate per me”. Come era lei, come ha vissuto''.
La 79enne soffriva di Alzheimer e da alcuni anni risiedeva in una Rsa a Milano. L'8 novembre, scorso Lucarelli aveva comunicato tutta la sua preoccupazione per l'anziana mamma risultata positiva al Covid e ricoverata all'ospedale di Sesto San Giovanni. Ed aveva denunciato quello che in tanti, troppi, hanno vissuto in questi anni di pandemia. La solitudine e il senso di abbandono di chi di Covid si ammala. Impossibile, infatti, per i parenti andare a visitare un paziente contagiato e quindi difficilissimo avere notizie sul suo stato di salute e sulle sue condizioni personali. Il post di Lucarelli, forse, ha anche questo scopo: ricordare a tutti che il Covid c'è ancora e che le ''buone pratiche'' alle quali c'eravamo abituati, volte a ridurre la circolazione del contagio, vanno ancora applicate soprattutto se si ha a che fare con le persone più fragili.












