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Fuga dal gas e aumento negli acquisti del pellet: in Trentino i costi su del 40%. La guerra in Ucraina stravolge il mercato del legno

Il Trentino nel corso degli anni, grazie all'impegno delle aziende nel fare investimenti, è diventato leader nazionale della produzione di imballaggi in legno. Un ruolo che ancora oggi il nostro territorio sta portando avanti affrontando un mercato stravolto dalla guerra e dall'aumento dei costi energetici. Effetti si stanno vedendo anche nel settore del pellet che ha subito un aumento del 30 - 40 % dei costi 

Di GF - 03 aprile 2022 - 21:06

TRENTO. Dai costi dell'energia che aumentano ad un mercano sempre più volatile con le conseguenze di una guerra, come quella che si sta svolgendo in Ucraina, che stanno travolgendo interi settori. Tra questi c'è anche quello del legno, molto importante in Trentino, che negli ultimi mesi ha visto veri e propri stravolgimenti dopo lo shock avuto con il Covid.

 

“Anche il legno è una di quelle materie prime che in questo periodo stanno affrontando un mercato davvero scombussolato” ci spiega Giovanni Giovanni, responsabile del Servizio foreste della Provincia di Trento. Una materia che più di altre è collegata alle dinamiche internazionali. Ad oggi questo tipo di mercato è unito  a doppio filo con la Germania e l'Austria che sono i partner di riferimento principali a livello europeo per l'industria del legno. Dopo mesi positivi, però, nell'arco di una settimana tutto è cambiato. 

 

La situazione difficile

Il 2021 per le aziende che si occupano di legno è stato un anno di ripresa. Dopo un iniziale momento di depressione si è verificato un aumento di forte richieste. “Forse il 2021 – ci spiega Giovannini – può essere considerato uno anno d'oro per le industrie del legno, non si ricordano momenti così importanti e di forte richieste. Abbiamo assistito ad una ripresa generale anche dell'industria tedesca e austriaca”. Riflessi positivi che si sono visti anche nel settore degli imballaggi del legno di cui Trentino è leader.

 

Tutto questo, però, è durato fino allo scoppio della guerra in Ucraina. “Il momento positivo – ci spiega Giovannini – è stato interrotto da nuovi grandi mutamenti. L'esplosione dei costi energetici ha influito in maniera forte anche in questo settore”.

 

Basta pensare al mercato del pellet che ha visto un aumento del valore del 30 – 40% (ben al di sotto di altri prodotti) ma che allo stesso tempo si è trovato difronte anche ad una filiera dove parte delle aziende produttrici sono state costrette ad interrompere la produzione con riflessi ovviamente negativi sul mercato.

 

Da qui le conseguenze nelle esportazioni con l'aumento dei costi che hanno reso difficile anche per le aziende la possibilità di collocare i prodotti. “E' una crisi che sta mettendo a dura prova tutti. Il mercato del legno che si ha in Russia, Bielorussia e Ucraina è importante e non è ancora ben chiaro cosa accadrà alle loro produzioni e quando questo influirà in un riposizionamento delle aziende nel mercato”.

 

La realtà trentina leader negli imballaggi in legno

Più delle metà delle aziende in Trentino sono specializzate in imballaggi in legno. Un ruolo che il nostro territorio è riuscito a guadagnarsi grazie all'impegno di tante aziende che negli anni non si sono mai tirate indietro negli investimenti.

 

“Il Trentino – ha continuato il responsabile foreste della Pat - è un distretto leader a livello nazionale nella produzione di imballaggi. Stiamo parlando veramente di una miriadi di prodotti che vanno dal pallet per i trasporti ad una infinità di altro materiale di casse, cassette e sistemi di movimento merci. Il nostro territorio è diventato una sorta di distretto industriale importante”. Gli imballaggi in legno realizzati in Trentino vanno a soddisfare le esigenze di tantissime aziende che si trovano nel Nord Italia e l'approvvigionamento del legno viene fatto da tutto l'arco alpino.

 

“Negli anni – ha concluso Giovanni – gli investimenti fatti hanno consentito anche uno sviluppo tecnologico di queste aziende. L'aumento dell'energia e quindi dei costi di produzione sta pesando molto ma l'impianto di base è forte e sta resistendo”.

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