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I proprietari de “la Nave” di Meano vogliono abbatterla ma architetti e ingegneri si oppongono: “Opera iconica, non distruggetela”

L’appello di architetti e ingegneri per salvare “la Nave” di Meano, l’edificio costruito nel 1975 su progetto dell’architetto Gian Leo Salvotti: “Opera di grande interesse, sicuramente iconica di un’epoca, entrata nella memoria collettiva”

Di T.G. - 26 luglio 2022 - 16:36

TRENTO. Costruito nel 1975 su progetto dell’architetto Gian Leo Salvotti l’edificio conosciuto come “la Nave” di Meano potrebbe presto essere abbattuto. I proprietari infatti voglio costruire un nuovo complesso residenziale.

 

Nonostante lo stato di degrado pero, in molti verrebbero salvarlo, perché, viene spiegato in una lettera “l’edificio, costruito con un uso sapiente del cemento armato, negli anni è diventato un elemento caratterizzante del paesaggio di questa parte della collina di Trento”. A firmare l’appello sono Marco Giovanazzi e Silvia Di Rosa rispettivamente presidente dell’ordine degli architetti e di quello degli ingegneri.

 

L’edificio infatti, che interpreta un’arca arenata e incagliata sul declivio di Meano, segna un passaggio importante nella carriera di Salvotti attraverso un definitivo abbandono dei riferimenti al “Movimento Moderno” per approdare a una composizione costruita su “simbolismi astratti”, anticipando la fase “post-moderna” degli anni Ottanta e Novanta.

 

“Dopo una complessa vicenda amministrativa – si legge nella lettera – il titolo edilizio relativo alla demolizione e ricostruzione con ampliamento volumetrico, formatosi per silenzio assenso, è consolidato e si procederà quindi alla demolizione dell’opera, nonostante la Soprintendenza avesse dichiarato l’interesse culturale dell’opera”.

 

Architetti e ingegneri però non possono che “esprimere profondo dispiacere per la perdita di un’opera di grande interesse, sicuramente iconica di un’epoca, entrata nella memoria collettiva, proprio in una città e in una provincia dove la tutela del patrimonio ambientale e artistico è sempre stata una priorità assoluta. Questa amara vicenda pone ancora una volta l’attenzione sul tema della tutela di tutto il patrimonio architettonico e artistico della seconda parte del secolo scorso, che in Trentino popone edifici di notevole pregio, e che rischiano di essere cancellati per sempre. Ad oggi – conclude la nota – non esistono strumenti normativi efficaci in tal senso”.

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