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Movida, ''Un grido di disperazione: si può dormire solo quando i due bar sono chiusi. E le mattine si fatica a schivare vomito, chiazze di urina e bottiglie''

Il Comitato antidegrado (una trentina tra residenti, esercenti di attività economiche e rappresentanti delle istituzioni scolastiche): "E' un grido di disperazione. E c'è l’evidente complicità dei due bar che attirano la maggior parte dei clienti vendendo alcolici a basso prezzo e rimanendo aperti tutte le notti"

Pubblicato il - 13 March 2022 - 12:32

TRENTO. "Denunciamo ancora una volta, l’ennesima, l’impossibilità di dormire la notte fino a tarda ora a causa del vociare e dagli schiamazzi esterni". A dirlo il Comitato Antidegrado del centro storico di Trento. "Questo è un grido di disperazione: una situazione che si protrae dal 9 gennaio scorso, escluso la domenica quando i due bar della zona, il Matrix e La Scaletta, sono chiusi".

 

Il Comitato Antidegrado (una trentina tra residenti, esercenti di attività economiche e rappresentanti delle istituzioni scolastiche) è ritornato sul tema delle criticità che coinvolgono l'area del centro storico di vicolo Santa Maria Maddalena, vicolo S. Pietro e dintorni.

 

"Purtroppo - spiega il Comitato - la presenza di alcune pattuglie, posizionate a una certa distanza dai bar, non riduce a sufficienza il disturbo della quiete pubblica che in base al buon senso e alle norme vigenti andrebbe garantito, in particolare dalle 23-23.30 in poi. Per il frastuono le famiglie e le persone che abitano negli edifici adiacenti non riescono a chiudere occhio, come sarebbe loro diritto, fino alle 2.30 o, per esempio la notte scorsa (tra sabato e domenica), alle 3.00. Tutti gli altri giorni lavorativi questa tortura notturna inflitta ai residenti in modo consapevole e provocatorio (ormai siamo certi) da questi gruppi, si riflette ovviamente sulla vita diurna di chi deve recarsi di buon’ora in ufficio o portare i bambini a scuola o comunque alzarsi presto per le proprie attività".

 

Oltre agli schiamazzi, un altro problema è legato agli imbrattamenti e ai rifiuti lasciati sparpagliati nelle vie. "Chi al mattino esce di casa o entra nella scuola materna Tambosi di via Ferruccio fatica a schivare il vomito e le chiazze fresche di urina, le bottiglie di birra lasciate in strada e sui muretti insieme a rifiuti sparsi ovunque. Il degrado è documentato anche dai muri sistematicamente imbrattati, specialmente subito dopo la ritinteggiatura finanziata dal Comune. Tra i residenti c’è già chi ha trovato casa altrove, chi sta per trasferirsi e chi è ancora in cerca di una sistemazione diversa da questa porzione già spopolata e invivibile del centro storico".

 

Nel corso dei mesi e delle settimane passate il Comune di Trento è intervenuto attraverso un'ordinanza per cercare di mettere un freno ai disagi dei residenti. E il Comitato ritorna a chiedere azioni a palazzo Thun. "Davanti all’evidente complicità dei due bar che attirano la maggior parte di questi clienti vendendo alcolici a basso prezzo e rimanendo aperti tutte le notti (tranne la domenica) fino all’1.30-2.30, attendiamo l’ordinanza del sindaco che, fondata su prove e elementi inoppugnabili, obblighi alla chiusura permanente questi locali. Certo, questo non risolverà il problema perché la cosiddetta malamovida si sposterà altrove e, certo, l’amministrazione intende offrire spazi dove non ci siano residenti, ma intanto imploriamo il primo cittadino e le forze dell’ordine di difendere e garantire con ogni mezzo il nostro diritto al sonno".

 

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