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Quanti danni fa il lupo davvero? L'analisi dell'Ispra: tutti i lupi d'Italia per 20 anni costano meno dei trampolini olimpici di Predazzo

L'Ispra ha pubblicato lo studio sull'impatto del lupo sulle attività zootecniche in Italia. Gli esemplari presenti sono circa 3.300 a fronte di circa 600mila cani randagi. I danni in Trentino dal 2015 al 2019 sono ammontati a 210.994 euro (meno che i lavori di allargamento di una strada in una frazione di Trento), quelli in Alto Adige 49mila euro (meno dei lavori di riqualificazione di un parco giochi)

Di Luca Pianesi - 15 novembre 2022 - 13:04

TRENTO. Le predazioni dei lupi stanno mettendo in ginocchio il Paese? Il messaggio che alcuni media altoatesini e politici del Trentino Alto Adige stanno cecando di far passare, che c'è un'emergenza lupi tale da arrivare a parlare di problemi di pubblica sicurezza, è reale? Come stanno i fatti e non le ''sensazioni'' in materia?

 

L'Ispra ha pubblicato le stime dell'impatto del lupo sulle attività zootecniche in Italia e il quadro delineato è molto chiaro e interessante. I danni causati dai lupi in tutta Italia nei 5 anni presi in esame ammontano a 9 milioni e 6.997 euro. E' questa la cifra ristorata dallo Stato agli allevatori che hanno subito predazioni. Di fatto il nulla se questa cifra, che garantisce la sopravvivenza di un'intera specie, la si mette a paragone con quello che lo Stato normalmente spende. Un esempio? In Trentino si parla della realizzazione dei trampolini per il salto con gli sci di Predazzo che verranno realizzati per le Olimpiadi e per i quali è stimata una spesa di 38 milioni di euro.

 

Con i costi di questi due trampolini si garantisce la convivenza lupo-essere umano in tutta Italia per 20 anni. Mica male se si pensa che la popolazione del lupo in Italia è stimata da Ispra in 3.300 esemplari contro, per esempio, i cani randagi che sono stimati tra i 500mila e i 700mila esemplari in Italia (qui approfondimento). Nel dettaglio sono gli ovicaprini gli animali da reddito più ''colpiti'' dai lupi (35.862 capi in 5 anni in tutta Italia, 8.480 nel 2019, a fronte di 7,4 milioni di capi presenti, dati dell'Anagrafe Nazionale Zootecnica fissati al 31 dicembre 2021). 

 


 

Che la situazione sia certamente da gestire è indubbio. Come è indubbio che il lupo è il nostro principale alleato nella gestione delle popolazioni di ungulati (dai caprioli ai cinghiali) nei nostri boschi sempre più in crescita proprio per l'assenza di predatori naturali. E per questo sono molto importanti gli investimenti sulla difesa dei capi (recinti elettrificati e cani da guardiania) e il lavoro sulla conoscenza: vanno portate avanti campagne informative per la popolazione che vive nelle vicinanze di branchi e lupi sporadici per attivarsi in maniera tale da non attirare questi animali nei centri abitati, per esempio con rifiuti o addirittura cibo lasciato appositamente a disposizione dei selvatici, antropizzandoli; e vanno formati gli allevatori che devono sapere come comportarsi e non essere lasciati da soli ad affrontare la questione. Infine è cruciale l'azione dei ricercatori per conoscere le abitudini e i comportamenti dei lupi, come sta avvenendo in Veneto con i radiocollari e l'analisi dei loro movimenti.

 

Nel dettaglio del Trentino e dell'Alto Adige il primo è un territorio che per tutta la sua popolazione di lupi (si parla di 120-140 esemplari) nei 5 anni dal 2015 al 2019 ha risarcito l'equivalente di 210.944 euro per l'Ispra.

 


 

Qui il paragone possiamo farlo con un'opera pubblica come l'allargamento di Via Cesa Vecia, a Sardagna, frazione di Trento: l'allargamento a 5 metri di questa via per consentire il doppio senso di marcia e il marciapiede nel tratto in corrispondenza della zona più urbanizzata per il Comune di Trento ha avuto un costo di 265 mila euro.

 

 

 

E in Alto Adige? In Provincia di Bolzano i lupi hanno causato in 5 anni, per l'Ispra dal 2015 al 2019, 48.937 euro. Per intendersi qui siamo al nulla, il costo di un'auto di rappresentanza, anzi forse anche di meno. Circa 20mila euro in meno dei lavori di rifacimento del parco giochi per bambini di parco Mignone dove l'Ellipsum, una nuova struttura da gioco inclusiva, e i lavori di riqualificazione erano ammontati a 63.440 euro

 

 

 

Le predazioni sono state nell'anno più ''difficile'' tra i cinque presi in esame, il 2019, 105 ovicaprini a fronte di un ''numero medio di capi registrati di 66.003'' (scrive sempre l'Ispra).

 


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