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Sblocco degli sfratti, anche in Trentino il dramma colpisce centinaia di famiglie. Sunia: '' Situazione difficile, negli ultimi anni l'edilizia popolare ha fatto pochi passi''

Quello che per molti era stato definito un freno ora non c'è più. Lo sblocco graduale delle pratiche è iniziato il 31 dicembre ed ora la macchina degli sfratti si è rimessa nuovamente in moto. Uno tsunami per centinaia di persone e in questi anni l'edilizia popolare ha fatto pochi passi in avanti

Di Giuseppe Fin - 24 January 2022 - 05:01

TRENTO. “Eravamo messi male, poi il virus ed ora rischiamo di finire davvero in strada”. E' il dramma che sta vivendo una famiglia di Trento e assieme a lei sono centinaia quelle che ora con lo sblocco degli sfratti si trovano in una situazione d'emergenza. I numeri? “Possiamo dire che sono almeno 300 tra Trento e Rovereto gli sfratti. Per qualcuno può essere un numero basso ma stiamo  parlato di 300 famiglie che rischiano di non avere più una casa. E' un dramma e la preoccupazione è tanta” ci spiega Manuela Faggioni segretaria trentina di Sunia l'organizzazione sindacale degli inquilini privati e degli assegnatari di edilizia pubblica. 

 

Quello che per molti era stato definito un freno ora non c'è più. Lo sblocco graduale delle pratiche è iniziato il 31 dicembre ed ora la macchina degli sfratti si è rimessa nuovamente in moto. Uno tsunami per centinaia di persone e in questi anni l'edilizia popolare ha fatto pochi passi in avanti

 

“Sono moltissime le persone – spiega a ilDolomiti Faggioni – che sono in fortissima difficoltà. Il prezzo medio per metro quadro continua ad aumentare”. A Trento e Rovereto il valore degli affitti rimane spesso proibitivo ma la stessa situazione si può trovare in altre zone del nostro territorio. “Nella zona della Busa – continua la segretaria di Sunia – tanti appartamenti sono liberi perché i proprietari preferiscono affittarli ai turisti. E' una situazione difficile che è peggiorata nel corso del tempo”. 

 

Un mercato, quello degli affitti, che viene definito “drogato” dagli aiuti arrivati dalla provincia. “Su questo aspetto è bene essere molto chiari” afferma Manuela Faggioni. “Lungi da noi giudicare negativi i sostegni alle famiglie negli affitti  - continua – ma nel corso degli anni questo ha portato anche al fatto che i prezzi sul mercato sono continuati a salire”. 

 

Non manca poi il capitolo delle case popolari. Gli investimenti portati avanti da Itea negli ultimi anni sono stati molto pochi e anche le ristrutturazioni degli spazi per consentire di riutilizzare i vecchi appartamenti sono scomparse. Complice la pandemia ma non solo. La neo presidente dell'Itea, Francesca Genera, negli scorsi giorni a ilDolomiti ha spiegato che l'Istituto Trentino Edilizia Abitativa  sta lavorando in queste settimane per mettere nero su bianco un piano che porterà ad una vera e propria svolta nell'offerta degli alloggi. La lista delle attese è lunga e difficilmente, comunque, si riuscirà a soddisfare tutti nel breve periodo. (QUI L'ARTICOLO)

 

Le organizzazioni dei rappresentanti degli inquilini e quelle dei proprietari da qualche tempo hanno avviato un importante confronto per cercare di trovare una soluzione sul problema casa. Problema negli ultimi anni si è fatto sempre più sentire anche in Trentino. 

 

“Con alcuni comuni stiamo portando avanti – spiega Sunia – accordi per canoni concorsati. Nei comuni con più alta densità viene stipulato un accordo in cui l'affittuario chiede un po' meno nell'affitto ma allo stesso tempo ha delle agevolazioni fiscali”.

 

Pratiche non sempre presenti o adottate, però,  e la preoccupazione rimane alta soprattutto in queste settimane dove già molti stanno toccando con mano il dramma di perdere una casa. 

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