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Sicurezza concerto di Vasco, ancora nessuna via libera ''e allora la Giunta cambia il dirigente''. La scoperta di Zeni: ''Si resta allibiti''

Il dirigente del servizio polizia amministrativa Maccani era quello che avrebbe dovuto dare il suo ok per garantire sulla sicurezza dell'evento ma nel tempo aveva sollevato molte eccezioni, dubbi e perplessità e a poche settimane dal concerto ancora non aveva dato il via libera. La Giunta, allora, avrebbe pensato di togliergli la competenza con una delibera scritta in ''burocratese'' ma ''decriptata'' dall'ex assessore provinciale del Pd

Di Luca Pianesi - 28 April 2022 - 16:04

TRENTO. Eliminato il dirigente ''scomodo'' che per la sicurezza dei cittadini stava ponendo dubbi e perplessità rispetto soprattutto alle vie di fuga per il mega assembramento di 120mila persone atteso nell'area di San Vincenzo per il concerto di Vasco Rossi.

 

Con una delibera, con la scusa che si tratti di un mega evento, la competenza sulla sicurezza verrebbe tolta al dirigente del servizio di polizia amministrativa (quello che aveva evidenziato delle lacune) per attribuirla al dirigente del dipartimento. D'altronde, come è noto, a tre settimane dalla data del concerto ancora nessuno si era preso la responsabilità di mettere la firma sulla ''sicurezza'' del concertone del presidente Fugatti. L'incredibile scoperta l'ha fatta il consigliere del Pd Luca Zeni che spiega come ''oltre a tutti i problemi che già hanno caratterizzato l'organizzazione del concerto di Vasco a Trento, in questi giorni è arrivata la "ciliegina sulla torta": per evitare ogni rischio di valutazione negativa, Fugatti, con una delibera in "burocratese", fatta apposta per non attirare l'attenzione, ma che ho “decriptato”, toglie la competenza sulla sicurezza al dirigente del servizio (quello che aveva evidenziato delle lacune) e la attribuisce al dirigente del dipartimento''.

 

Di fatto salterebbe, quindi, il dottor Maccani. ''Una decisione di dubbia legittimità, a pochi giorni dal concerto e dal parere finale sulla sicurezza - spiega ancora Zeni -. Una decisione che getta un'ombra sul lavoro fatto e che preoccupa sotto il profilo della sicurezza delle migliaia di persone presenti. Andrà sicuramente tutto bene, ma dovrebbe accadere non per un fatto statistico, bensì perché si è fatto tutto a regola d’arte''.

 

È d'obbligo, a questo punto, un riepilogo, di quanto accaduto in questi incredibili mesi. Un disastro gestionale da quanto emerge dagli atti prodotti nel tempo dal consigliere provinciale del Pd Luca Zeni che contenevano le risposte della polizia amministrativa alla sua richiesta di accesso agli atti (guarda caso poco dopo la Giunta ha cambiato anche le modalità di richiesta di accesso agli atti) in merito ai controlli fatti dalla commissione di vigilanza sull'area di San Vincenzo per poter realizzare la Music Arena e il concertone da 120.000 persone su quei terreni.

 

Un disastro che sembra contenere tutto: contratti firmati ancor prima di sapere se esistevano le condizioni per adempiere, pressioni indebite, menzogne vendute al pubblico, tentativi di insabbiamento e di screditamento, occultamento di informazioni fondamentali ad altri enti quale il Comune di Trento addirittura un tentativo di non far avere allo stesso Zeni le risposte complete come erano state richieste. Un disastro di gestione amministrativa e politica che coinvolge le figure apicali della Giunta Fugatti e anche alcuni dirigenti tutti compatti nel raggiungere l'obiettivo: arrivare a fare il concertone (incredibile anche dal punto di vista strategico che un'amministrazione provinciale stia legando così tanto il suo operato politico a un concerto che durerà una sera mentre di problemi da affrontare e risolvere ce ne sarebbero centinaia con i trentini sempre più in difficoltà) ''ad ogni costo'', come cantava Vasco (QUI APPROFONDIMENTO).

 

''La giunta provinciale è da mesi fossilizzata solo sul concerto - racconta ancora Zeni - e ha messo in campo un dispiegamento di energie e risorse senza precedenti. Basti pensare a 15 servizi della Provincia impegnati, tutta la protezione civile mobilitata, personale di sanità e forze dell’ordine precettato. Una stima di risorse pubbliche impiegate di circa 6 milioni di euro, soldi dei cittadini per organizzare un concerto che nelle altre regioni non prevede spesa pubblica, o molto limitata. 'Politica' significa fare scelte. La politica può scegliere di investire milioni di euro pubblici e ritenere la sua priorità organizzare un concerto musicale. Sono scelte. E la storia insegna che la tecnica del panem et circenses spesso paga''.

 

Ma ci sono alcuni punti fermi e condivisi che dovrebbero venire prima. Uno di questi, ovviamente, è la sicurezza. ''Negli scorsi mesi il gruppo del Pd aveva scoperto pressioni e sotterfugi da parte della giunta provinciale per “imboscare” il parere negativo della commissione sulla sicurezza, che aveva evidenziato carenze sulle vie di fuga - continua il consigliere Dem -. Quella notizia ha ottenuto un effetto importante: un enorme lavoro per trovare soluzioni idonee a garantire la sicurezza di circa 150.000 persone, tra spettatori e staff. La giunta ha pagato consulenze a società di sicurezza private, si sono ipotizzate ardite chiusure della ferrovia internazionale del Brennero, sono stati affittati terreni limitrofi e tracciati nuovi percorsi di uscita. Mancava soltanto il parere finale della commissione sicurezza, presieduta da quel dirigente che aveva semplicemente eseguito il suo dovere secondo le disposizioni di legge, e aveva rilevato in precedenza lacune rispetto ai requisiti previsti dalla normativa sulla sicurezza. Ed ecco la delibera (svelata dal consigliere Zeni ndr) che affida la competenza sulla sicurezza del concerto a un'altra figura''.

 

 

''Una decisione che lascia allibiti per la disinvoltura istituzionale. Molto discutibile sotto il profilo della legittimità: dopo che tutto il procedimento è stato seguito da un responsabile, lo si cambia pochi giorni prima della decisione finale, temendo forse che possa svolgere dei rilievi. Decisione che getta un’ombra sul percorso svolto - conclude il consigliere Zeni - e non può che preoccupare rispetto alla sicurezza dell’evento, che è il tema che dovrebbe stare più a cuore a tutti''.

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