Concerto di Vasco, terremoto politico: ''Pressioni per indurre la struttura a muoversi contro la legge e richieste di non fornire la documentazione''
Luca Zeni è riuscito ad ottenere gli atti che riguardano il parere negativo dato dalla commissione di vigilanza della Pat alla realizzazione del concertone sull'area di San Vincenzo, ''non idonea'' per rischi di ''pericolose interferenze, travolgimenti e schiacciamenti delle persone coinvolte da un evento avverso''. Dai documenti emergono le pressioni fatte al personale per ''insabbiarlo'', per “il preciso fine di evitare che il Sindaco di Trento venisse a conoscenza di quel verbale negativo sull’idoneità dell’area'' e ancora quelle che vengono definite bugie nei comunicati stampa con specifica richiesta a Fugatti dal dirigente a ''rettificare'' quanto letto nei comunicati stampa che hanno smentito le '''indebite pressioni''

TRENTO. Il Concerto di Vasco Rossi a Trento si sta trasformando in vero e proprio terremoto politico. In un altro contesto si parlerebbe immediatamente di impeachment per il presidente della Provincia e si chiederebbero provvedimenti all'altezza della gravità della situazione. Un disastro gestionale da quanto emerge dagli atti prodotti del consigliere provinciale del Pd Luca Zeni che sono le risposte della polizia amministrativa alla sua richiesta di accesso agli atti in merito ai controlli fatti dalla commissione di vigilanza sull'area di San Vincenzo per poter realizzare la Music Arena e il concertone da 120.000 persone su quei terreni.
Un disastro che sembra contenere tutto: contratti firmati ancor prima di sapere se esistevano le condizioni per adempiere, pressioni indebite, menzogne vendute al pubblico, tentativi di insabbiamento e di screditamento, occultamento di informazioni fondamentali ad altri enti quale il Comune di Trento addirittura un tentativo di non far avere allo stesso Zeni le risposte complete come erano state richieste. Un disastro di gestione amministrativa e politica che coinvolge le figure apicali della Giunta Fugatti e anche alcuni dirigenti tutti compatti nel raggiungere l'obiettivo: arrivare a fare il concertone (incredibile anche dal punto di vista strategico che un'amministrazione provinciale stia legando così tanto il suo operato politico a un concerto che durerà una sera mentre di problemi da affrontare e risolvere ce ne sarebbero centinaia con i trentini sempre più in difficoltà) ''ad ogni costo'', come cantava Vasco.
La carne al fuoco è talmente tanta che è utile seguire la ricostruzione cronologica degli avvenimenti fatta dai consiglieri del Pd in una risoluzione presentata in Aula oggi che chiede, per il futuro, visto che da quanto emerge nel passato non è stato così, di impegnare al Giunta provinciale ''ad attenersi a quanto prevede il diritto, sia nel ritenere prioritaria la sicurezza nell’organizzazione dei grandi eventi, compreso il concerto di Vasco Rossi, sia nel rispettare la separazione dei ruoli e le competenze degli organismi deputati a svolgere le valutazioni tecniche sulla sicurezza, a tutela di tutta la comunità e a rispettare la trasparenza che dovrebbe caratterizzare l’azione della pubblica amministrazione''. Come si può essere arrivati a una tale, apparentemente scontata, richiesta da fare al governo dell'autonomia? Così:
Contratto firmato prima di sapere se l'evento si poteva fare
- in data 27 luglio 2021 il dirigente del Servizio Polizia amministrativa della Provincia scrive al suo Dirigente Generale che il prospettato concerto “inspiegabilmente, non è stato, in alcun modo ed in alcuna forma, oggetto della preventiva necessaria e obbligatoria valutazione da parte della Commissione Provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo (sia con riferimento al luogo, dato già per approvato, e sia con riferimento ai numeri folli di cui stanno parlando i giornali). Ricordo che per competenze tecniche, esperienza professionale e attribuzioni giuridiche la CPVLPS (la Commissione di Vigilanza) è l’unico Organo specificamente preposto, in Provincia di Trento, alla verifica di tutte le condizioni di sicurezza dei luoghi e degli eventi pubblici di tale tipologia (compresa, come indicato dal TGRA di Trento, la connessa valutazione dell’affollamento, della viabilità e dei parcheggi). Si suggerisce pertanto di non firmare contratti prima di tale formale valutazione”;
Primo controllo: per la Commissione l'area non è idonea
- il 27 ottobre 2021, la Commissione Provinciale di Vigilanza sui teatri ed altri locali di pubblico spettacolo, composta da persone esperte del settore, con un rappresentante del Questore ed uno del Servizio antincendi e Protezione Civile, esamina l’area, e constata che le caratteristiche dell’area non consentono adeguate vie di fuga in caso di evento avverso, trovandosi chiusa di fatto su tutti e quattro i lati. Questo significa che “data la programmata presenza di oltre 120.000 persone, può determinare pericolose interferenze, travolgimenti e schiacciamenti delle persone coinvolte da un evento avverso (come hanno insegnato i fatti di piazza San Carlo di Torino)”. Pertanto la Commissione “ritiene, da un primo esame, che l’area non sia idonea per ospitare un evento con la presenza di 120.000 persone, ma reputa opportuno riconvocare la Commissione con la presenza anche del Sindaco di Trento o di un suo delegato per il giorno 29 ottobre”.
Convocato da Fugatti il commissario viene ''invitato'' ripetutamente ad annullare il suo verbale
- lo stesso 27 ottobre 2021 viene riconvocata la Commissione “allargata” per il 29 ottobre. La stessa sera del 27 ottobre 2021 il dirigente del Servizio Polizia amministrativa della Provincia (peraltro “partecipante” alla Commissione ma non componente “votante”) veniva “convocato dalla Segreteria della Presidenza proprio in relazione a tale verbale”, e lo stesso scrive, in una nota inviata al Dirigente Servizio Prevenzione rischi e cue, “che in tale occasione (erano presenti anche il Presidente, l’Assessore Failoni, il dott. Nicoletti e l’ing. De Col), sono pesantemente “accusato” per quanto deliberato dalla Commissione di vigilanza e sono stato ripetutamente “invitato (!!!) ad annullare tale verbale” e “sono stato incredibilmente rimproverato” per aver organizzato un sopralluogo al Modena Park, dove si è svolto l’ultimo grande concerto di Vasco Rossi. Nella stessa nota il dirigente riferisce che gli sia stata prospettata una “modifica della composizione” della Commissione, e che, a fronte del suo diniego (anche perché giuridicamente non possibile) di modificare il verbale della stessa, ha ricevuto “pesanti parole” contro di lui e della sua professionalità. Gli veniva infine chiesto di “sconvocare” l’incontro della Commissione per il giorno 29 ottobre 2021.
- il 28 ottobre veniva sconvocata la riunione della Commissione; il Servizio Polizia Amministrativa della Provincia veniva escluso dalla fase successiva, sia dagli incontri con il Comune di Trento sia da quelli preparatori di un incarico da affidare all’esterno (annunciato anche pubblicamente dal Presidente Fugatti), deciso dopo il parere negativo della Commissione.
- il 24 novembre il Servizio Polizia Amministrativa della Provincia veniva coinvolto alla fine della ricognizione per un parere rispetto all’incarico di consulenza esterna, ed il dirigente evidenziava una lunga serie di lacune rispetto alla sicurezza dell’area, sia alla capienza massima (nel frattempo le vendite sono proseguite come se nulla fosse).
- il giorno 1 dicembre 2021 il dirigente del Servizio ribadisce che la competenza rispetto alla valutazione sull’idoneità dell’area è della Commissione di Vigilanza, e che la stessa, pur non essendo stata coinvolta nell’iter, qualora la consulenza esterna fornisse elementi nuovi, li valuterà.
Il 4 gennaio, però, il Pd convoca una conferenza stampa dove porta alla luce quanto accaduto e nei giorni successivi da Fugatti ai dirigenti provinciali, Nicoletti e De Col in testa, si mostrano pubblicamente cercando di buttare acqua sul fuoco. ''Fugatti ha negato pressioni sul dirigente responsabile del procedimento - spiega Zeni nella sua risoluzione - e ha convocato conferenze stampa per rassicurare che si stanno cercando le soluzioni per rispettare le condizioni di sicurezza, che riguardano soprattutto le vie di fuga. Il Presidente in più occasione ha citato la circolare Piantedosi che prevede la necessità di avere 2 metri quadrati a persona, rassicurando che l’area di San Vincenzo garantisce questo parametro, ma ha sempre omesso di citare il secondo parametro previsto dalla circolare: 60 cm ogni 250 persone per le vie di fuga''.
Dati questi riportati prima ancora che dalla commissione o dagli enti tecnici da il Dolomiti con un'inchiesta che aveva analizzato punto per punto le criticità di un evento politicamente assurdo che sta impegnando enti pubblico, i loro uffici, il loro personale, la Protezione Civile, risorse pubbliche per fare quello che normalmente fanno i privati organizzando concerti ed spettacoli (viene da chiedersi, per esempio, in futuro l'Area di San Vincenzo sarà gestita da chi? I privati potranno usarla per organizzare eventi o solo l'ente pubblico potrà farlo? Ed entreranno in competizione o meno, con evidente sconfitta per i privati che mai potrebbero competere con questa macchina organizzativa). Il problema delle vie di fuga era evidente sin dal primo momento. ''Si stanno cercando soluzioni molto complesse - prosegue Zeni - con la chiusura della ferrovia internazionale del Brennero, oltre alla tangenziale. Proposte complicate che hanno dato il via a battute sarcastiche, come lo spostamento del fiume Adige o la Valdastico con uscita a Mattarello come via di fuga d’emergenza''.
La situazione, però, è diventata ancora peggiore di quanto si sapeva fino al 4 gennaio come emerge dai documenti firmati e sottoscritti dagli attori in campo dove il dirigente della polizia amministrativa dà del tu a Fugatti ''non per mancanza di rispetto - scrive - ci mancherebbe, ma solo perché tu stesso me lo hai detto ...) ecco cosa emerge:
- vengono confermate, non soltanto dal dirigente della Polizia amministrativa, ma anche dal Presidente della Commissione provinciale di vigilanza sui teatri ed altri locali di pubblico spettacolo, le pressioni per annullare il verbale della Commissione e di tenerlo nascosto, e di annullare la convocazione di una successiva riunione della Commissione, “al preciso fine di evitare che il Sindaco di Trento venisse a conoscenza di quel verbale negativo sull’idoneità dell’area ad un evento di quella portata”: “inaccettabili le pressioni messe in campo non solo nei confronti del dottor Maccani, ma anche di altri componenti del CPVLPS”.
- il Presidente della Commissione Rizzo specifica in maniera molto chiaro il quadro normativo, con le responsabilità della Commissione stessa. Sottolinea peraltro la peculiarità di una situazione nella quale “non trattasi di un concerto organizzato da un privato (che si assume tutti i connessi rischi imprenditoriali)”, che avrebbe dovuto chiedere le autorizzazioni e la verifica delle condizioni di sicurezza su tutto l’evento, “ma di un concerto organizzato dalla PAT che comporta ingentissime spese a carico della stessa”, ma questo non elimina la necessità di valutazione sulla sicurezza da parte della Commissione;
- il parere negativo della Commissione si fondava su documentazione della Protezione Civile;
- per provare a bypassare il parere negativo della Commissione vigilanza, è stata affidata ad una società esterna un incarico affinché si pronunci sull’idoneità dell’area, senza inserire nella proposta contrattuale la sussistenza del parere negativo della Commissione, fatto che può aver inciso sulle offerte pervenute;
- il Dirigente del Servizio Polizia amministrativa comunica che vi sono state “pesantissime pressioni al fine di negare al Consigliere Zeni l’accesso agli atti che mi aveva legittimamente richiesto, che aveva il diritto di avere e che io avevo il dovere giuridico di consegnare”, con scambi di mail con il Direttore Generale Nicoletti che conferma queste dichiarazioni, con minacce non tanto velate di provvedimenti disciplinari. Prima gli scrive: ''Io non sono abituato a prendere lezioni da chi pensa sempre di sapere una pagina più del libro'' e poi conclude la mail con ''l'amministrazione valuterà coerenza e correttezza del tuo operato''.
''Una documentazione che lascia esterrefatti - scrive Zeni nella sua risoluzione - che aggrava ulteriormente il quadro già emerso un mese fa con la prima richiesta di accesso. Il tema non è il concerto di Vasco. Il tema è che, a causa della volontà di usare questo concerto come veicolo di propaganda, forzando sulla struttura per concludere un contratto non soltanto estremamente oneroso per la Provincia, ma anche senza assicurarsi prima di concluderlo che quell’area fosse idonea ad eventi con una massa così elevata di persone, si è dato il via ad una modalità di lavoro dentro la pubblica amministrazione che non è accettabile''.
''Non compete al Consiglio provinciale valutare la legittimità giuridica di una politica che svolge pressioni di questo tipo per indurre la struttura a muoversi contro la legge - aggiungono i consiglieri del Pd - su una questione così delicata come la sicurezza, ma di certo possiamo dire con certezza che questo modo di fare non rispetta le istituzioni che rappresentate. Esiste un principio base del nostro ordinamento giuridico, quello che prevede ruoli e competenze diverse tra parte politica e struttura amministrativa, che, nel perseguire gli obiettivi programmatori posti dalla politica, assicura il rispetto della legge, a tutela dell’interesse pubblico. Come non è accettabile che si indichi espressamente ad un pubblico funzionario di non fornire la documentazione richiesta da un consigliere provinciale, che ne ha diritto. Già negli scorsi mesi è stato denunciato l’illegittimo atteggiamento di questa giunta di non rispondere alle richieste di accesso, ma qui si va oltre alla mera, illegittima, inerzia, con l’indicazione espressa ad un pubblico funzionario di non rispettare la legge e non fornire dolosamente la risposta''.
In Aula, ora si attende la risposta della Giunta, del presidente Fugatti in particolare per capire come si difenderà da tali accuse davvero pesantissime.












