''Stavo così male da non riuscire a uscire di casa. Mi sentivo fallita'', storia di Kristal ragazza ''Neet'' che ha trovato la sua strada (IL VIDEOSERVIZIO)
La storia di Kristal Tisi, una ragazza che vive a Trento e che per anni è rientrata nelle statistiche dei cosiddetti ''Neet''. Sono gli inattivi e, secondo il report 'Neet working', sono più di 3milioni con una prevalenza femminile pari a 1,7 milioni
TRENTO. ''Stavo così male da non riuscire a muovermi, uscire di casa, fare le azioni quotidiane anche le più semplici. Ho lasciato la scuola. Per tanto tanto tempo mi sentivo fallita per non aver terminato il mio percorso di studi e mi sentivo di non avere nessuna possibilità''. Kristal Tisi è una ragazza che vive a Trento e che per anni è rientrata nelle statistiche dei cosiddetti ''Neet'' (Neither in Employment or in Education or Training) quell'ampia fetta di popolazione giovane (si calcola tra i 15 e i 34 anni) che si trova nella situazione di non studiare e non lavorare.
Sono gli inattivi , secondo il report “Neet working”, elaborato dal ministero per le Politiche giovanili in Italia sono più di 3milioni, con una prevalenza femminile pari a 1,7 milioni. Tradotto significa che il 25,1% dei giovani italiani (1 su 4) non fa niente e il dato del 2020 rappresenta il più alto d'Europa (peggio fanno solo Turchia, 33,6%, Montenegro, 28,6%, Macedonia, 27,6%). E le cose non vanno meglio disaggregando i dati: emerge che 1 giovane su 3 fra i 20 e i 24 anni è inattivo e 1 su 10 tra i 15 e i 19 anni è fuori dal mondo della scuola e del lavoro.
Che l'Italia sia sempre meno un Paese per giovani è un dato di fatto confermato anche dagli ultimi dati Eurostat del gennaio 2022 che vedono l'Italia terzultima in Europa per occupazione giovanile. La situazione più difficile si vive in Grecia con il 31,4% di giovani disoccupati, poi c'è la Spagna con il 29,4% e poi l'Italia con il 25,3% (in Germania la situazione migliore con il 5,7% di disoccupazione giovanile). La quota di disoccupati, va detto, spiega l’Istat, cala al crescere del livello di istruzione (51,5% a bassi titoli di studio, 43,4% medi titoli di studio e 33,6% alti titoli di studio).
''Il rischio più grande per i Neet, non più inseriti in un percorso scolastico o formativo - spiega al riguardo il Sole24Ore in un servizio sull'argomento - è quello di restare inoccupati per un periodo molto lungo, determinando una condizione critica perché più difficilmente reversibile. La maggioranza dei Neet (62,5% nel 2020) è senza esperienze di lavoro, si tratta di circa un milione e 313 mila giovani. La mancanza di esperienze è particolarmente evidente nel Mezzogiorno e tra le donne''.












