Valanga sulla Marmolada (FOTO e VIDEO), per i dispersi si controllano le auto parcheggiate. Evacuate 18 persone, 6 morti accertati e 8 feriti in ospedale
Il bilancio, provvisorio, è di 6 morti accertati e 8 feriti portati agli ospedali di Trento, Bolzano e Belluno. Emanate ordinanze di divieto di accesso e di percorrenza dell'area interessata dalla valanga

TRENTO. Sono decollati i droni e in volo ci sono un elicottero di Trentino Emergenza dotato di Artva a bordo con la campana Recco e un mezzo con personale dell'Arpav e del soccorso alpino per una ricognizione dell'alto e per la ricerca di eventuali persone disperse mentre a valle si verificano le auto parcheggiate per cercare di capire se e quante persone manchino ancora all'appello. Non è attualmente operativo personale sull'area della valanga di ghiaccio sulla Marmolada per l'elevato pericolo di ulteriori distacchi.
Il bilancio provvisorio, ma le autorità non escludono che possa essere definitivo, è pesantissimo e si parla di 6 vittime accertate. Sono 8 feriti accolti negli ospedali di Trento, Belluno e Bolzano ma è prevista una comunicazione dettagliata nelle prossime ore. I soccorritori hanno inoltre recuperato 4 escursionisti illesi, mentre 18 persone sono state evacuate dalla cima di Punta Rocca e sono state fatte rientrare tutte quelle che si trovavano più in basso.

Questo il quadro a seguito del terribile distacco di un seracco dalla calotta sommitale del ghiacciaio della Marmolada, sotto Punta Rocca. Una valanga di neve, ghiaccio e roccia che nel suo passaggio di circa due chilometri lungo il versante trentino ha coinvolto anche il percorso della via normale, mentre si trovavano in passaggio alcune cordate. Un allarme scattato intorno alle 13.45 di oggi, domenica 3 luglio, quando è stata segnalata l'emergenza al Numero unico per le emergenze.
I soccorsi della Protezione civile del Trentino sono scattati immediatamente: sono stati impiegati 6 elicotteri, personale del Soccorso alpino e speleologico del Trentino e del Veneto con le unità cinofile, vigili del fuoco, polizia, carabinieri e guardia di finanza provenienti anche dalle aree limitrofe di Bolzano, Belluno e Venezia.
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Le operazioni vengono coordinate dalla caserma dei vigili del fuoco di Canazei, sede anche del soccorso alpino, con un punto medico avanzato. Sul posto sono presenti anche il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, e il vice sindaco di Canazei, Dimitri Demarchi. E' stata invece disposta l'unità di crisi all'ospedale Santa Chiara di Trento per la gestione degli accessi e il trasferimento dei feriti ai vari poli sanitari.
"Il bilancio è tragico - commenta il governatore Fugatti - siamo in contatto con la protezione civile nazionale e con palazzo Chigi. Il sistema opera per gestire situazione difficile e delicata: si cerca di svolgere nel miglior modo possibile le ricerche garantendo la massima sicurezza agli operatori".

"Una tragedia immane. Ieri è stato toccato il record di caldo (oltre i dieci gradi centigradi) sulla cima più alta delle Dolomiti. Sto seguendo con crescente apprensione l’evolversi della situazione. Il mio primo pensiero è per le famiglie delle vittime. Voglio dare il mio incoraggiamento e plauso al soccorso alpino e a tutti i soccorritori che in questa terribile giornata rappresentano il filo di speranza che ci tiene legati alla vita", afferma il deputato bellunese Roger De Menech, mentre Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, prosegue: "Il cambiamento climatico, con temperature che negli ultimi giorni hanno raggiunto i 10 gradi a 3mila metri, è un nemico oscuro contro cui combattere. In montagna stiamo purtroppo vedendo gli effetti più disastrosi. Ringraziamo tutti coloro che stanno operando per la ricerca persone in valanga e per la bonifica dell’area. Questo è un momento tragico e il bilancio dei morti e dei feriti non può che imporci attenzione massima e cordoglio. Solo la tempestività dell’intervento dei soccorritori può scongiurare ulteriori vittime".
Dopo la bonifica via terra dei soccorritori e delle unità cinofile, vista la situazione pericolosa per la possibilità di distacchi di altre valanghe e per scongiurare il più possibile il pericolo per gli operatori, intorno alle 15.30 è stato fatto intervenire l'elicottero di Trentino Emergenze dotato di Artva a bordo e con agganciata la campana Recco - una tecnologia utilizzata per la ricerca di persone disperse che viene agganciata all’elicottero e consente di captare dei segnali provenienti da superfici riflettenti e da dispositivi elettronici - per effettuare una ulteriore bonifica dall'alto.

Il presidio continuerà per tutta la serata e nelle ore notturne. Sull’area della valanga di ghiaccio non è attualmente operativo personale per l’elevato pericolo di ulteriori distacchi. Sono state emanate ordinanze di divieto di accesso e percorrenza dell’area interessata dalla valanga congiuntamente dai Comuni di Canazei e di Rocca Pietore, fino a quando non sarà accertata la natura del distacco con gli opportuni rilievi glaciologici e geologici.












