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| 03 lug 2022 | 23:13

Valanga sulla Marmolada, la frana precipitata a 300km/h; gli inquirenti: ''Una carneficina. Difficile riconoscere i morti''. Sedici auto senza proprietario

Le ricerche sono state sospese in serata ma nella notte sono previsti dei sopralluoghi con l'utilizzo dei droni. Il bilancio, provvisorio, è di 6 morti accertati e 8 feriti, incertezza sul numero dei dispersi. Fugatti: "Questa è una giornata di lutto per il Trentino"

di Redazione

TRENTO. Si lavora al riconoscimento delle 6 vittime accertate nella tragedia avvenuta sulla Marmolada e per definire il numero degli eventuali dispersi mentre nella notte e all'alba sono previsti i sopralluoghi della Protezione civile, con il supporto dei droni dei vigili del fuoco e del soccorso alpino, sull’area interessata dal distacco del seracco dalla calotta sommitale di Punta Rocca sulla Marmolada, a quota 3.200 metri.

 

Per segnalazioni o richieste di informazioni - esclusivamente da parte di familiari di eventuali persone disperse - la Provincia di Trento ha attivato il numero di telefono 0461 495272 (gli operatori rispondono 24 ore su 24).

Un boato e la valanga che è venuta giù velocissima intorno alle 13.45 di domenica 3 luglio. La massa di materiale è scesa a 300 km/h, questo quanto avrebbero accertato i tecnici del soccorso alpino nel corso della mappatura dell'area. Un fronte esteso di due chilometri lungo il versante trentino che ha coinvolto il percorso della via normale e ha travolto alcune cordate. Operazioni rese difficilissime dal rischio di ulteriori valanghe.

 

Le prime verifiche sulle auto parcheggiate nella zona di passo Fedaia, da cui partono i percorsi verso la Marmolada, evidenziano 16 auto ferme senza proprietario. E' un'indicazione con cui i carabinieri e il personale sanitario cercano di incrociare i dati per ipotizzare il numero di eventuali dispersi, le cui speranze di essere trovati in vita sono purtroppo bassissime. Mancano ancora indicazioni sul versante bellunese.

 

Intanto la procura di Trento ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, che ipotizza il reato di disastro colposo. A occuparsi delle indagini, con il procuratore Sandro Raimondi, è il pm Antonella Nazzaro. "E' un disastro inimmaginabile - ripetono gli inquirenti - una carneficina".

 

“Questa è una giornata di lutto per il Trentino. Oggi è accaduta una tragedia che nessuno era in grado di prevedere. Ringraziamo gli uomini e le donne della Protezione civile, scesi in campo per le operazioni di ricerca e soccorso impegnati in queste difficile ore. Alla luce dei pericoli legati ad eventuali nuovi distacchi, la nostra priorità è tutelare la loro incolumità”, le parole del presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, affiancato dal dirigente generale del Dipartimento protezione civile Raffaele De Col, intervenuti in serata nel corso di un incontro con la stampa presso la sala operativa allestita a Canazei alla caserma dei vigili del fuoco volontari, sede anche del Soccorso alpino. 

 

Il presidente Fugatti ha seguito la situazione sul posto sin dai primi momenti, nel primo pomeriggio di oggi, mantenendosi in contatto con il premier Mario Draghi e con il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, oltre che con i presidenti della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher e della Regione Veneto, Luca Zaia.
 

Il bilancio provvisorio è pesantissimo e si parla di 6 vittime accertate. Sono 8 feriti, di cui 2 versano in gravi condizioni, accolti negli ospedali di TrentoTrevisoBelluno Bolzano ma i numeri sono ancora imprecisi. I soccorritori hanno inoltre recuperato 4 escursionisti illesi, mentre 18 persone sono state evacuate dalla cima di Punta Rocca e sono state fatte rientrare tutte quelle che si trovavano più in basso. 

 

Una giornata difficilissima per i soccorsi della Protezione civile del Trentino: sono stati impiegati 6 elicotteri, personale del soccorso alpino e speleologico del Trentino e del Veneto con le unità cinofile, vigili del fuoco, polizia, carabinieri e guardia di finanza provenienti anche dalle aree limitrofe di BolzanoBelluno Venezia. In campo anche gli psicologi dei popoli per supportare i feriti e i familiari delle vittime.

 

Sono state emanate ordinanze di divieto di accesso e percorrenza dell’area interessata dalla valanga congiuntamente dai Comuni di Canazei e di Rocca Pietore, fino a quando non sarà accertata la natura del distacco con gli opportuni rilievi glaciologici e geologici.

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