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| 28 apr 2023 | 14:07

A Gardolo un Primo Maggio pieno di differenze di genere: musicale

A partire da domani, con la due giorni di festa per i 40 del gemellaggio con Neufahrn, il sobborgo si animerà di iniziative e convivialità grazie alla forza dell'associazionismo. Cgil, Cisl e Uil hanno scelto la località per il tradizionale appuntamento che vuole sottolineare quest'anno l'importanza di pace, Costituzione e lavoro. Ma il clou sarà come sempre una maratona sonora che dalle 14 a mezzanotte riempirà il palco di ritmi adatti ad ogni pubblico. Ecco cosa accadrà

TRENTO. Tre giorni ad alto tasso di volontariato (e di significato) da domani a lunedì a Gardolo. Va in scena una festa alla quale lavorano instancabilmente da mesi tutta la Circoscrizione (con la presidente Frizzera  entusiasticamente “sul pezzo”) e soprattutto le realtà sociali e comunitarie che negli anni hanno riempito di contenuti ed amicizia (non solo di prosit che comunque non guastano) il rapporto di scambio con i tedeschi.

 

 Sarà festa d’orgoglio, calici alzati e ricordi per un abbraccio - lungo ormai quarant’anni - Lunedì tra la “quasi città” che per popolazione è il sobborgo di Trento e la cittadina tedesca di Neufharm. Lunedì poi sarà una festa di un impegno (mai abbastanza  troppo) per la Costituzione e per il lavoro (quello serio, dignitoso e non biecamente sfruttato e maltrattato) grazie al rapporto inedito tra il Comitato delle associazioni gardolesi e i tre sindacati (Cgil, Cisl e Uil). Un rapporto che ha allungato la festa del gemellaggio per localizzare a Trento Nord il tradizionale (ed itinerante) appuntamento con la serietà e il divertimento del Primo Maggio.

 Il super lavoro al quale si sono felicemente prestati decine di rappresentanti delle associazioni guidati da poco più di un anno dall’impagabile disponibilità di Ivan Tezzon ha permesso l’allestimento di un efficiente settore ristorazione che tra canederli tricolore, pizze, panini sfamerà chi vorrà condividere gli eventi (tanti) del quarantennale bilingue e la giornata che i sindacati dedicano quest’anno ai temi di pace, Costituzione e lavoro. Il tutto sulla base di un rodato impianto che alterna una dosata parte istituzionale (i discorsi dei segretari, il canto della Corale Bella Ciao) ad una corposa sezione musicale che si protrarrà dal primo pomeriggio fino a notte.

 

 Nell’organizzare la lunga no stop sonora si è scelta la strada della varietà,  cercando di portare sul palco sia l’intergenerazionalità (giovani e meno giovani, semi debuttanti e navigati) che quelle “differenze di genere” che nella musica sono un dato non solo scontato ma capace di assicurare apertura culturale, abbattimento di barriere, ampiezza di orizzonti (l’esatto contrario dell’anacronismo politico che ammorba troppo spesso la nazione).

 

 Ecco che nel concertino (sì, perché il Concertone resta quello romano) si alterneranno sul palco (coperto, quindi a meno di diluvio si suona) la canzone d’autore ed il folk, il jazz e il rock, l’etnico, il soul, il funky e qualche gustosa divagazione nelle rielaborazioni dell’italian style da “lato b”.

 

 Andiamo con ordine (in ordine di apparizione) con qualche seppur striminzita ma utile nota biografica. Alle 14 toccherà a Silvia Caracristi aprire la maratona. Silvia Caracristi, cantautrice trentina, propone una musica che è un vibrante e delicatissimo equilibrio in cui suoni ricercati si intrecciano all'espressività della voce. Il suo curriculum è fitto. Le esperienze nazionali (tra concorsi e talent) pure. Sonorità minimal e voce al massimo: un marchio di fabbrica che non la fa scoprire oggi.

 

 Dopo la Caracristi tocca ai Bovinonz, al secolo Giorgia Endrici e Mirko Battisti. Si potrebbero definire come “Duo in uno” per quanto è l’affiatamento (di lunga, lunghissima durata) e il trasporto che entrambi assicurano nella rielaborazione decisamente personale di brani nazionali ed esteri. Ancora un duo, ancora acustica, ancora freschezza con Victoria e Gregorio (voce e chitarra) che porteranno a Gardolo un pop che ha nell’ugola di Victoria colori soprendenti. Perdere l’occasione di scoprirli è un delitto.

 Con i Double Trouble si vira verso lo swing. Simone Pavanati (contrabbasso) e Sara Delpero ripercorrono “lo stretto indispensabile) dei grandi degli anni 30, 40 e 50 ridotti all’osso. Ma è un osso ghiotto per ritmo e interpretazione, un tuffo nel passato in chiave certamente presente.

 

 Con gli Abies Alba la tradizione del folk trentino, nazionale ed internazionale riempirà l’aria dell’ormai strarodata abilità strumentale della formazione capitanata da Mauro Odorizzi. Nati a Tione nel lontanissimo 78 hanno percorso migliaia di chilometri (in Italia e all’estero) per testimoniare come la tradizione non è mai “una pizza” se la si affronta con il gusto della qualità e dell’affiatamento. Cosa che agli Abies riesce bene, anzi benissimo.

 

 mAnalogo seppur diverso il discorso per i Newline Trio, una formazione che porta il jazz di classe sul palco del Primo Maggio grazie  Gabriele De Feo, Roberto Bertocco e Philippe Macarie (chitarre, bassi e piano). Spaziano dentro la storia del jazz d’ascolto deviando con sapienza quando c’è da improvvisare senza mai perdere il passo. Roba per palati fini? Macchè, roba fina per tutti i palati. Specialmente per quelli che del jazz si sono fatti una sbagliata idea elitaria, di scarso impatto. Acoltando i Newline si ricrederenno.

 

 Con i Risentiti 3.0 si gioca a fare musica (quella già sentita che con la band della Vallagarina si vuole certamente risentire). Oscar Cordioli alla voce e chitarra, Vittorio Zandonati alla batteria, Luciano Ghezzi chitarra e voce, Franco Frapporti alle tastiere e Alessandro Pedrotti al basso. Propongono un loro “viaggio musicale” nel panorama italiano dagli anni 60 fino ad arrivare alla metà degli anni 80. In questo ventennio circa esplorano brani famosi di gruppi rock – prog come Le Orme, la Premiata Forneria Marconi i New Trolls ma anche brani più classici e melodici di gruppi storici come i Dik Dik, I Giganti, I Camaleonti, De Gregori, Renato Zero, i Pooh, i Ricchi e Poveri, I Bisonti, per arrivare a brani più ricercati e raffinati dei Matia Bazar. Che altro chiedere al divertimento? Una sola cosa: il pubblico in coro. Ma succederà di sicuro.

 La festa proseguirà con la Antonio Nola Band. Antonio Nola nasce artisticamente nel 1983 con “Tarantelle blues” un pezzo che parla del

precariato, del lavoro nero e minorile e lo sfruttamento del lavoro. La sua espressione è la canzone d’autore di impegno e denuncia sociale in fingerstyle in un mix dal sapore di bossa, blues e velature jazz. La bacheca dei sui riconoscimenti è piena.

 

 Si andrà avanti nella serata con la  Trento Balkan Orchestra, formazione “glocal” che racconta l’est ipnoticamente ritmico attraverso note che danno fiato (e tanto) alle differenze. Musica sì (che coinvolge) ma anche messaggio (che deve coinvolgere). Si chiuderà alla grande il Primo Maggio sonoro con i bolzanini della Homeless Band. Diamo solo un’idea: una folla suo palco e una folla di sentimenti (buoni) per chi ascolta. Nata 11 anni fa nell’ambito del progetto “Sax Friends” all’interno dell’Istituto Musicale Vivaldi di Bolzano, a un nucleo principale di cinque sassofoni si è aggiunta una sezione ritmica composta da basso, batteria, chitarra, piano e voci.

 Inizialmente la band suonava cover dei Blues Brothers, poi il repertorio si è ampliato con classici firmati dalla casa discografica Motown, di artisti come Aretha Franklin, Stevie Wonder, James Brown, Wilson Picket, e disco anni 80 di artisti come Donna Summer e Sister Sledge. La band è composta oggi da una sezione fiati di 7 elementi, una sezione ritmica di 4 elementi e da 4 cantanti.

 

 Eccolo il primo Maggio da non mancare. Dalle 14 a mezzanotte (con esibizioni che vanno dalla mezz’ora all’ora e mezza finale) lo sforzo organizzativo di Emanuela Faggioni Serra ha portato ad un cast che promette di risarcire ampiamente chi andrà a Gardolo. A fare il clima comunque sereno (palco coperto, suono certo a meno di nubifragi) ci penserà la musica alla faccia di ogni minaccia meteo.

 

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