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| 30 set 2023 | 13:14

Controlli in un cantiere, ragazzo tunisino si mostra nervoso: aveva dei documenti falsi. Il suo permesso di soggiorno era attribuito a un cittadino nigeriano

Nel corso di un controllo in cantiere, i carabinieri hanno identificato i quattro operai edili che stavano lavorando, tutti regolarmente assunti. Uno dei quattro ha destato sospetti nei militari perché mostrava un atteggiamento schivo, tendente quasi ad allontanarsi

Controlli in un cantiere, ragazzo tunisino si mostra nervoso: aveva dei documenti falsi
di Redazione

VANEZE. Controllo in un cantiere edile a Sardagna di Trento e tra gli operai scoperto un ragazzo con documenti falsi. Nella serata di ieri i carabinieri della Stazione di Vaneze Monte Bondone, al termine di indagini, dopo avere proceduto al controllo di un cantiere edile a Sardagna hanno deferito a piede libero alla autorità giudiziaria un operaio tunisino di 23 anni, per falsa attestazione sulla propria identità personale e possesso e uso di documenti falsi.

 

Nel corso del controllo al cantiere, i carabinieri hanno identificato i quattro operai edili che stavano lavorando, tutti regolarmente assunti. Uno dei quattro ha destato sospetti nei militari perché mostrava un atteggiamento schivo, tendente quasi ad allontanarsi. Non aveva documenti con se e da un controllo in banca dati con le generalità comunicate verbalmente, nulla risultava sul suo conto.

 

Venivano quindi chiesti i suoi documenti in copia al datore di lavoro, a cui aveva dovuto certamente consegnarli per regolarizzare l’assunzione. Si acquisivano così le copie della carta di identità e del permesso di soggiorno.

 

Poiché il soggetto sembrava innervosirsi, a significare che effettivamente poteva esserci qualcosa di irregolare, i militari decidevano di approfondire il controllo all’ufficio stranieri della questura di Trento, ove accertavano che quel numero di permesso di soggiorno, tra l’altro già scaduto, era stato attribuito ad un cittadino nigeriano e non tunisino, con differenti generalità rispetto a quelle ricevute verbalmente dal soggetto. Attraverso il fotosegnalamento l’uomo veniva compiutamente identificato, emergeva così la sua irregolarità sul territorio italiano ed un diniego alla richiesta di protezione internazionale avanzata alla Questura di Messina.

 

Nei suoi confronti si procedeva con le pratiche per l’espulsione oltre che con la denuncia alla locale Procura della Repubblica per falsa attestazione sulla identità personale e per possesso ed uso di documenti falsi.

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