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| 17 feb 2023 | 17:36

Eliminazione delle barriere architettoniche: fondi per 110mila euro ai Comuni

Si tratta, dice Piazza Dante, di risorse assegnate alla Provincia dallo Stato: nel triennio 2023-2025 verranno assegnate al Consorzio dei Comuni trentini per la realizzazione di uno sportello informativo, di linee guida, nonché di formazione a supporto dei Comuni per la predisposizione dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche previsti per legge

Eliminazione delle barriere architettoniche: fondi per 110mila euro ai Comuni

TRENTO. “L'obiettivo è quello di favorire interventi di formazione rivolti ai tecnici degli enti locali, nonché di predisporre linee guida operative e modelli di piano, anche attraverso uno sportello di consulenza al quale i singoli comuni possano rivolgersi”. Sono queste le parole con le quali la Giunta provinciale annuncia l'arrivo, nel triennio 2023-2025, di risorse per 110.300 euro al Consorzio dei Comuni trentini per la predisposizione dei Peba, i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche previsti per legge.

 

Nello specifico, come anticipato, le risorse verranno utilizzate per la realizzazione di uno sportello informativo, di linee guida, nonché di formazione e supporto dei Comuni per la predisposizione dei Piani. La Giunta ha stabilito oggi di assegnare il fondo, messo a disposizione da un decreto nazionale, al Consorzio, al fine di incentivare la progettazione dei Peba: “Abbiamo deciso di assegnare le risorse al Consorzio dei Comuni – dicono le autorità provinciali – tenuto conto della peculiare situazione dei centri del Trentino: la maggior parte di essi infatti è al di sotto della soglia dei 5mila abitanti, identificata dallo Stato come fascia prioritaria di intervento per adottare il cosiddetto Peba”.

 

In Provincia di Trento infatti, dice Piazza Dante, pochissimi comuni si sono dotati del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche: “A quanto risulta da una rilevazione effettuata con il coinvolgimento del Consorzio dei Comuni trentini infatti, solo il Comune di Trento ha approvato lo strumento di pianificazione e qualche altro Comune di dimensioni significative ha avviato un percorso per il monitoraggio e la mappatura delle barriere architettoniche esistenti”.

 

Per la Pat tale carenza “è da ascriversi alle dimensioni di molti Comuni trentini che sono, per la maggior parte, al di sotto della soglia dei 5mila abitanti. Tre Comuni, di cui uno ha già adottato il Piano, risultano essere sopra la soglia dei 20mila abitanti, 17 (poco più del 10%) nella fascia prioritaria definita dal decreto (tra 5mila e 20mila) e tutti gli altri sono al di sotto dei 5mila abitanti”.

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