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| 28 apr 2025 | 22:29

Un milione e 300 mila euro per un futuro a casa propria: il Comune di Trento punta sull'autonomia e sulla domiciliarità degli anziani

Obiettivo del bando è la realizzazione di un insieme di iniziative, interventi e attività tra loro coordinati per sostenere la domiciliarità e la qualità di vita delle persone anziane, in un contesto sociale caratterizzato dal rapido innalzamento dell’età media dei cittadini

Un milione e 300 mila euro per un futuro a casa propria: il Comune di Trento punta sull'autonomia e sulla domiciliarità
di Redazione

TRENTO. Promuovere l’autonomia e la “domiciliarità” con attività studiate appositamente per i soggetti anche con fragilità, difficoltà relazionali e psico-fisiche. Il Comune di Trento ha deciso di stanziare un milione e trecento mila euro al mondo degli anziani.   

 

E' stato, infatti, approvato, un bando per la realizzazione di un sistema integrato di servizi rivolti alle persone con più di 64 anni residenti nel Territorio Val d’Adige. Un milione 335 mila euro, pari al 90 per cento del costo totale dell’attività, è il contributo che sarà erogato dal 2025 al 2028 al soggetto individuato da un’apposita commissione per trovare soluzioni innovative ai bisogni della popolazione anziana. 

 

Obiettivo del bando è la realizzazione di un insieme di iniziative, interventi e attività tra loro coordinati per sostenere la domiciliarità e la qualità di vita delle persone anziane, in un contesto sociale caratterizzato dal rapido innalzamento dell’età media dei cittadini. 

 

Quattro gli ambiti che saranno interessati dall’intervento. Si tratta delle due sedi del Centro servizi anziani cittadino messe a disposizione dall’Amministrazione, in via San Giovanni Bosco e in via Sant’Anna a Gardolo, il Pronto Pia - Persone Insieme per gli Anziani e il Centro servizi anziani integrato diffuso. Questi ultimi si troveranno in luoghi dedicati e individuati in accordo con il servizio Welfare e coesione sociale del Comune. Grazie alla loro diffusione territoriale, queste attività supportano la domiciliarità e l’autosufficienza dell’individuo, promuovendone il benessere psicofisico e le attitudini e rafforzando il senso di appartenenza alla comunità degli anziani. 

 

Il Centro servizi anziani diffuso, rivolto a persone con fragilità psico-fisiche, emotive e relazionali che necessitano di occasioni di socializzazione in contesti comunitari di prossimità, ospiterà attività di socializzazione, inclusione e animazione programmate in base alle caratteristiche dei suoi utenti. Saranno attivati almeno cinque gruppi, composti da circa quindici o venti persone appartenenti al medesimo contesto territoriale, ai quali sarà garantito un appuntamento settimanale della durata massima di cinque ore, di cui almeno due ore di attività frontale. Le persone coinvolte saranno accompagnate agli appuntamenti con un mezzo a disposizione dal soggetto gestore, che potrà coinvolgere nel progetto anche dei volontari. 

 

A partire da gennaio 2026, si potenzierà il Centro servizi anziani integrato diffuso, gestito fino a fine 2025 con altro affidamento, pensato per le persone che presentano una riduzione importante delle autonomie personali e relazionali correndo il rischio di isolamento sociale. La formula prevede l’attivazione di circa cinque piccoli gruppi formati da quattro o cinque persone, cui sarà garantito almeno un appuntamento settimanale della durata di tre ore, di cui due di attività frontale. A queste, si aggiunge un’altra ora di potenziamento del buon vicinato. Le proposte saranno orientate al mantenimento cognitivo e alla promozione di stili di vita sani, con il potenziamento delle abilità e delle autonomie della persona anziana. Anche in questo caso, è previsto l’accompagnamento degli utenti sui luoghi di svolgimento dell’iniziativa. 

Il Comune, da parte sua, sosterrà le spese condominiali ove previste, le spese per la fornitura di acqua, luce, gas e riscaldamento, oltre alle spese di manutenzione straordinaria e sostituzione dei beni mobili e immobili.

Il progetto prevede la costituzione di un gruppo di regia paritetico, formato da referenti del gestore e del servizio Welfare e coesione sociale, oltre che da persone con età superiore ai 64 anni coinvolte nei servizi. Insieme, secondo l’approccio peer to peer, si occuperanno di monitorare gli sviluppi del sistema e i risultati raggiunti, valutando eventuali modifiche all’organizzazione delle attività. 

 

Con questa iniziativa, l’Amministrazione comunale si impegna per valorizzare l’invecchiamento attivo, le capacità e l’autonomia (empowerment personale) delle persone anziane, migliorando il benessere di vita e prevenendo l’isolamento sociale. E ancora, sono promossi la cittadinanza attiva e l’accessibilità dei servizi offerti, per favorire il senso di appartenenza al territorio.

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