Poplar nel mirino, l'organizzazione replica a Urzì: “Basiti dall’interrogazione parlamentare”. Bocchio: “Il Mausoleo lo custodiamo e valorizziamo" (FOTO)
Luca Bocchio, presidente di Entropia, l’associazione che da nove anni organizza Poplar risponde alle polemiche esplose nei giorni scorsi attorno ai lavori di smontaggio e alle condizioni del prato lasciate al termine della manifestazione per le quali l'onorevole Alessandro Urzì di Fratelli d'Italia ha presentato una interrogazione a Piantedosi e Crosetto

TRENTO. “Il mausoleo di Cesare Battisti ci viene affidato in custodia ogni anno e fa parte di un’area chiusa al pubblico, esterna alla zona dei concerti. Lo valorizziamo a nostre spese con un’illuminazione architetturale dai colori fissi e tenui, concordati proprio per dare risalto al monumento senza alterarne la percezione. Per i quattro giorni del festival il mausoleo è così visibile non solo al pubblico di Poplar, ma a tutta la valle dell’Adige”. Luca Bocchio, presidente di Entropia, l’associazione che da nove anni organizza Poplar – da sei sul Doss Trento – si dice “basito” dalle polemiche esplose nei giorni scorsi attorno ai lavori di smontaggio e alle condizioni del prato lasciate al termine della manifestazione.
Bocchio fa riferimento all'interrogazione parlamentare che il deputato di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, ha inoltrato ai ministri Piantedosi e Crosetto secondo cui “sarebbero state rilevate alcune situazioni che destano particolare preoccupazione sotto il profilo della tutela del monumento e del decoro del luogo”. (QUI L'ARTICOLO)
In particolare, spiega Urzì, “nell'area antistante il Mausoleo sarebbero stati depositati materiali e attrezzature utilizzati per l'evento, compresi materiali elettrici e casse, e alcune di queste ultime sarebbero state collocate direttamente sulla parte sommitale della struttura monumentale, il manto erboso sarebbe risultato fortemente compromesso a seguito dello svolgimento della manifestazione e delle successive operazioni di smontaggio e, inoltre, sarebbero stati rinvenuti materiali e suppellettili, tra cui contenitori e piatti per alimenti, appoggiati sui cannoni Ansaldo del 1918 collocati presso il Mausoleo, beni di interesse storico che richiedono particolare attenzione e rispetto".
Bocchio, che il festival lo ha seguito e costruito passo dopo passo, dall’inizio alla fine, non ci sta. “Ci aveva stupito – spiega - il comunicato del consigliere comunale Giuseppe Urbani, ci colpisce ancora di più che un deputato della Repubblica ritenga necessario portare la questione in Parlamento”. Sull’organizzazione di uno degli appuntamenti più amati dai giovani in Trentino il presidente di Entropia replica punto su punto.

(Le foto degli spazi alla riconsegna del Mausoleo)
“Il materiale visto all’interno del Mausoleo durante il sopralluogo – chiarisce Luca Bocchio - era semplicemente costituito dai bauli e dalle attrezzature elettriche dell’impianto di illuminazione architetturale del monumento, che i nostri tecnici stavano smontando. Per installarlo dobbiamo posare cavi, montare corpi illuminanti e portare materiale all’interno del Mausoleo, proteggendone le parti sensibili con tutte le accortezze del caso. Una volta terminato il festival, tutto viene rimosso e il monumento viene restituito alla città in ordine. A dirla tutta, crediamo che questa illuminazione sia un modo concreto per valorizzare il Mausoleo”.

(Le foto degli spazi alla riconsegna del Mausoleo)
E' bene ricordare che sono oltre 14mila le persone che decidono di frequentare quest'area durante il festival e molte di loro conoscono proprio in questa occasione il Mausoleo e il parco del Doss Trento. “A questo proposito continua Bocchio - abbiamo dedicato alla storia del Doss Trento e di Cesare Battisti anche una sezione del nostro sito: crediamo che contribuire a far conoscere questa storia alle nuove generazioni sia parte della responsabilità di chi organizza un evento in questo luogo. Anche per questo motivo trattiamo il parco con cura: una volta terminato lo smontaggio, organizziamo vere e proprie giornate di pulizia minuziosa dell’area, raccogliendo non solo i rifiuti più evidenti, ma anche ogni piccolo residuo, dai micro incarti ai filtri delle sigarette. Lo facciamo perché il Doss Trento ci sta particolarmente a cuore e vogliamo restituire ciò che ci viene concesso nelle migliori condizioni possibili”.

(Le foto degli spazi alla riconsegna del Mausoleo)
Ci sono poi le critiche rivolte alla situazione del prato e quella dei cannoni presenti. “Siamo rimasti colpiti anche dalle condizioni del prato antistante il Mausoleo, ormai praticamente scomparso, e dal fatto di aver trovato persino piatti di insalata di riso appoggiati sui cannoni Ansaldo del 1918, reperti che meriterebbero ben altro rispetto” aveva scritto l'onorevole Urzì criticando l'organizzazione dell'evento.
“Trovo sproporzionata la contestazione per un piatto appoggiato per pochi minuti su uno dei cannoni” risponde Bocchio. “Sono manufatti esposti da anni alle intemperie, con le ruote rovinate e affossate nel terreno, in parte vandalizzati e a volte coperti dagli escrementi dei piccioni. Ogni anno siamo noi stessi a ripulirli. Durante il sopralluogo un volontario stava mangiando e ha appoggiato un piatto sulla base di un cannone mentre si allontanava per riempire una borraccia. Abbiamo naturalmente rispetto per questi manufatti storici, ma credo sia necessario ricondurre anche questo episodio alla sua reale dimensione senza volerne fare una polemica politica ad ogni costo”.

(Le foto degli spazi alla riconsegna del Mausoleo)
Per quanto riguarda l’impatto del festival sul prato del Doss Trento, il presidente di Entropia Bocchio ha spiegato che “Sul prato hanno ragione: il meteo particolarmente piovoso di quest’anno, sommato al passaggio di migliaia di persone che per ore assistono ai concerti, inevitabilmente lascia il segno. Proprio per questo abbiamo proposto al Comune di pianificare insieme una manutenzione straordinaria del manto erboso dopo il festival, con un intervento annuale di arieggiatura e ripristino. Crediamo sia il modo più concreto per conciliare la presenza del festival con la tutela e la valorizzazione del parco, come avviene anche in altri parchi urbani che ospitano eventi analoghi al nostro”.
Vengono infine respinte anche le critiche sulla situazione e sull'utilizzo dei caschi da parte delle maestranze. “Tecnici e volontari coinvolti nelle operazioni di smontaggio indossavano i Dpi necessari alle attività che stavano svolgendo, tra cui scarpe antinfortunistiche e guanti da lavoro. Non erano in corso lavorazioni in quota al momento del sopralluogo, quindi il casco non era necessario”.














