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Trento
19 gennaio | 20:53

Emergenza casa, in 10 anni serviranno più di 3 mila alloggi: si punta a recuperare il 30% di quelli sfitti. Sul Bondone fabbisogno ricettivo stimato in 270-400 posti letto

Definito il quadro conoscitivo che ha approfondito i bisogni abitativi, ricettivi e produttivi. Il tema della casa sarà l’asse principale dell’aggiornamento urbanistico: tra il 2023-2035 serviranno 3.300 alloggi, l’obiettivo è di recuperare il 30 per cento di quelli sfitti o non utilizzati. Sul monte Bondone stimato un fabbisogno al 2035 di 270-400 posti letto. Si punta ad arrivare alla prima adozione del nuovo strumento nel corso del 2027

TRENTO. Inizia la fase operativa della variante strategica al piano regolatore generale: dopo l'avvio nel 2024 del percorso di revisione strategica, il 2025 è stato dedicato alla costruzione attraverso studi e analisi propedeutiche, di un quadro conoscitivo aggiornato e condiviso.

 

L'amministrazione comunale, con il supporto di Nomisma, società di rilievo nazionale, incaricata di elaborare una fotografia della città, ha evidenziato criticità e opportunità e ha approfondito in particolare i fabbisogni abitativi, ricettivi e produttivi. 

 

Il tema dell'abitare emerge come asse centrale della variante: si stima che tra il 2023 e il 2035 a Trento serviranno circa 3.300 nuovi alloggi, 1500 dei quali potranno essere reperiti mediante il recupero del 30 per cento degli alloggi oggi sfitti o non utilizzati. Le analisi hanno inoltre evidenziato la necessità di incrementare il numero di alloggi disponibili in tempi brevi, facendo leva innanzitutto sul recupero e sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, limitando il consumo di suolo permeabile e promuovendo la rigenerazione delle parti di città sottoutilizzate o interessate da fenomeni di degrado o abbandono.

 

Nel nuovo Prg si punta a introdurre tipologie residenziali più integrate con i servizi di prossimità e a rafforzare l’edilizia residenziale sociale (Ers). Il piano prevede l’introduzione dell’obbligo di destinare una quota delle nuove abitazioni all’Ers o, in alternativa, di destinare aree o risorse per questa finalità, accompagnando tali obblighi con meccanismi premiali per garantire la sostenibilità economica degli interventi. 

 

Un altro punto della variante sarà il partenariato pubblico - privato con l'introduzione del Masterplan come strumento guida delle trasformazioni urbane, necessario a consentire interventi coerenti con una visione unitaria del progetto urbano, con particolare attenzione alle politiche abitative e al rafforzamento dei servizi di prossimità. Il Masterplan assume il ruolo di strumento di concertazione e di indirizzo politico, elaborato con il coinvolgimento delle comunità locali e degli stakeholder.

 

Capitolo a parte per l'ambito ricettivo: sul Monte Bondone il fabbisogno ricettivo stimato al 2035 è compreso tra 270 e 400 posti letto. La strategia prevede il recupero e la sostituzione di edifici dismessi con strutture energeticamente sostenibili e a basso impatto paesaggistico, valorizzando al contempo il turismo enogastronomico e agrituristico. In ambito urbano, invece, l’obiettivo è diversificare l’offerta ricettiva e riflettere sul modello di turismo che la città intende promuovere.

 

Per quanti riguarda la revisione delle aree destinate ai servizi pubblici, sono state analizzate 741 zone, molte delle quali non attuate, per verificarne l’attualità rispetto ai bisogni odierni. L’obiettivo è pianificare in modo più efficace la dotazione di servizi, valutando conferme, aggiornamenti o stralci delle previsioni esistenti, anche attraverso un’analisi per circoscrizioni e abitati.

 

Nel corso del 2026 le strategie emerse verranno ulteriormente approfondite e tradotte in proposte di pianificazione, con il coinvolgimento dei servizi comunali, delle commissioni consiliari, delle circoscrizioni e della cittadinanza. Parallelamente sarà aperto un tavolo di confronto con la Provincia autonoma di Trento per valutare eventuali adeguamenti normativi. L’obiettivo dichiarato è rendere Trento una città più accessibile, inclusiva e capace di rispondere alle sfide demografiche, sociali ed economiche dei prossimi anni.

 

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