Emergenza casa, 3,4 milioni per ridare vita agli immobili inutilizzati: la Provincia punta sugli enti no profit per offrire alloggi a canone calmierato alle famiglie in difficoltà
Il provvedimento riguarda gran parte del territorio provinciale e esclude i comuni a maggiore intensità abitativa, ovvero Trento, Rovereto, Pergine Valsugana, Arco, Riva del Garda, Mori, Lavis, Levico Terme, Mezzolombardo, Cles, Borgo Valsugana, Mezzocorona e Dro

TRENTO. Sostenere il recupero di immobili da parte degli enti no profit, con l’obiettivo di ampliare l’offerta di alloggi in affitto a canone calmierato. La Giunta provinciale, su proposta dell'assessore Simone Marchiori, ha approvato un investimento di 3,4 milioni di euro per il recupero degli immobili inutilizzati.
“Con questa iniziativa vogliamo favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, offrendo soluzioni abitative sostenibili alle famiglie trentine in difficoltà e rafforzando la vivibilità di molte comunità locali” ha spiegato l'assessore. L'obiettivo è quello di affrontare l'emergenza casa che fino ad oggi la Provincia non è riuscita ad arginare.
La nuova misura è rivolta alle realtà senza scopo di lucro, tra cui cooperative (escluse quelle di credito), enti del Terzo Settore iscritti al Runts ed enti ecclesiastici civilmente riconosciuti – che intendono ristrutturare immobili di loro proprietà per destinarli alla locazione a canone moderato.
Il provvedimento riguarda gran parte del territorio provinciale e esclude i comuni a maggiore intensità abitativa, ovvero Trento, Rovereto, Pergine Valsugana, Arco, Riva del Garda, Mori, Lavis, Levico Terme, Mezzolombardo, Cles, Borgo Valsugana, Mezzocorona e Dro.
I destinatari finali degli alloggi saranno famiglie residenti da almeno tre anni in Trentino, con un indicatore Icef non superiore a 0,41. Le abitazioni ristrutturate verranno concesse in affitto a un canone ridotto del 30% rispetto al valore di mercato, garantendo così soluzioni economicamente accessibili ai nuclei più fragili.
Il contributo provinciale coprirà il 40% della spesa ammissibile per i lavori di ristrutturazione, con un investimento minimo previsto di 15mila euro per intervento. Se i lavori interesseranno l’intero edificio, sarà possibile finanziare anche le parti comuni e fino a due pertinenze per ciascuna unità abitativa. Le domande potranno essere presentate dal 13 agosto al 20 ottobre 2025 e saranno valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo.
Sempre la Giunta provinciale ha approvato anche la modifica delle percentuali di incidenza del canone oggettivo per la locazione degli alloggi sociali, con l’obiettivo di garantire maggiore equità. Contestualmente è stato approvato l’adeguamento dell’importo di compensazione a favore di Itea Spa per il servizio di edilizia sociale previsto per il 2025. La riduzione dei canoni comporterà un impegno finanziario da parte della Provincia di circa 900.000 euro su base annua.
"Con questa delibera compiamo un ulteriore passo verso una maggiore equità nell’accesso all’abitare. I canoni di locazione degli alloggi sociali hanno subito negli ultimi anni progressivi incrementi non sempre coerenti rispetto all’effettivo miglioramento della condizione economica dei nuclei assegnatari degli alloggi sociali, penalizzando i nuclei familiari con Icef superiore a 0,23 (che comporta l’applicazione di una percentuale nettamente più elevata rispetto ai nuclei con Icef minore a 0,23). In un momento in cui molte famiglie si trovano a fronteggiare difficoltà economiche crescenti, abbiamo quindi ritenuto fondamentale intervenire per contenere il peso dei canoni di locazione negli alloggi sociali", ha chiarito l'assessore Marchiori.


















