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| 31 lug 2023 | 06:01

Falso attacco di orsa con piccolo, il sindaco: "Se li sono trovati davanti che dormivano sul sentiero e hanno gridato per allontanarli. Si è rischiata un'altra tragedia"

Nei boschi di Roncone si è verificato un falso attacco di un'orsa con cuccioli nei confronti di due ragazzi. Il sindaco di Sella Giudicarie, Franco Bazzoli: "Hanno pianto nel raccontare un'esperienza che li ha segnati perché hanno temuto il peggio, un ragazzo ha subito pensato che non avrebbe più rivisto il figlio di 7 mesi"

SELLA GIUDICARIE. "Sono molto scossi e provati". Queste le parole a Il Dolomiti di Franco Bazzoli. Il sindaco di Sella Giudicarie ha visitato le famiglie dei due escursionisti che si sono imbattuti nell'orsa con cuccioli nei boschi che circondano Roncone. "Hanno pianto nel raccontare un'esperienza che li ha segnati perché hanno temuto il peggio, un ragazzo ha subito pensato che non avrebbe più rivisto il figlio di 7 mesi".

 

L'incontro casuale è avvenuto intorno alle 6 di domenica 30 luglio, i giovani hanno incontrato il plantigrado, accompagnato da un piccolo, mentre dormiva sul sentiero Mandrel che porta ai quasi 2 mila metri di malga Avalina. Una zona lontana dal paese. "Stavano compiendo un'escursione lungo il sentiero - spiega Bazzoli - quando si sono trovati a circa 3 metri dell'orso, non l'avevano visto perché ai margini del tracciato. Si sono messi a gridare e sono arretrati. All'improvviso è partito nella loro direzione e hanno cercato di tenerlo lontano con i bastoni prima di scappare via".

 

L'esemplare si è svegliato e si è spaventato, da qui il falso attacco con un ragazzo si è precipitato lungo il sentiero di ritorno, mentre l’amico si è arrampicato su una pianta, dove l’orsa l'ha inseguito e l'ha agganciato a una ghetta facendolo cadere al suolo e su una pietra. Il giovane ha rimediato una contusione al costato visitata all'ospedale di Tione in qualche ora di osservazione prima della dimissione per poter tornare a casa dalla famiglia. 

 

"Era convinto che sarebbe stato preso dall'orso che si è arrampicato su questa pianta non molto alta", prosegue il sindaco di Sella Giudicarie. "E' caduto a terra e poi è scappato nel bosco e anche il plantigrado si è allontanato. Sono stati determinati ma fortunati, hanno rischiato veramente grosso e probabilmente si sono salvati proprio perché erano in due a compiere l'escursione".

 

Una volta rientrati all'auto, la coppia di cacciatori ha avvisato le rispettive famiglie e le autorità. "Non erano lì per qualche attività venatoria - evidenzia Bazzoli - non erano armati di fucile e munizioni. Sono andati nel bosco per una passeggiata e per un po' di relax. Ci tengo a precisare questo aspetto perché altrimenti la vicenda si esaspera ancora di più". 

 

A ogni modo a intervenire il corpo forestale trentino per recuperare alcuni campioni organici per identificare geneticamente l'orsa: "Un'informazione - spiega la Provincia di Trento - che potrà consentire di conoscere la storia dell'esemplare e il territorio frequentato, grazie alla banca dati del Servizio faunistico della Provincia derivante dal monitoraggio genetico della popolazione ursina".

 

Da qui poi potrebbero discendere altre azioni da parte piazza Dante, anche la rimozione. "Stando alla dinamica dell'incontro ravvicinato - prosegue la Provincia - per classificare tale esemplare come problematico secondo il Pacobace (Piano d'azione interregionale per la conservazione dell'orso bruno sulle Alpi centro-orientali) occorrerà quindi completare queste verifiche. A seguito di queste verifiche di identificazione potranno seguire i provvedimenti conseguenti tra i quali anche quello di abbattimento dell’ esemplare. Nel frattempo anche il presidente Maurizio Fugatti ha avuto un colloquio con il ragazzo rimasto contuso per accertarsi delle sue condizioni.

 

Intanto il primo cittadino di Sella Giudicarie si è subito confrontato con i colleghi per un organizzare un vertice tra sindaci nell'ambito della Comunità di valle. "Siamo preoccupati - dice Bazzoli - perché ci sono già stati diversi avvistamenti, anche in paese, nelle ultime settimane. E questo alimenta la paura, oggi abbiamo rischiato di piangere una nuova tragedia. La situazione è sfuggita di mano, bisogna trovare una soluzione la convivenza con i grandi carnivori e chi ha la responsabilità deve agire. Molti cittadini hanno paura: c'è un problema perché molti non si fidano a frequentare il bosco e diventa difficile non avere più questa libertà. E' una presenza poco visibile, ma presente. Se poi ci sono i cuccioli, sale anche il pericolo. La situazione è complessa, non ci sono soluzioni semplici e non ho risposte. Ma il nostro territorio è fortemente antropizzato e bisogna ritrovare un equilibrio, altrimenti si mettono a rischio anche le attività economiche". 

 

Il pensiero del sindaco va agli allevatori, ai pastori e alle malghe. "Sono importanti anche per la cura e la manutenzione del paesaggio. Se non si fa più l'alpeggio per paura dei grandi carnivori, subiamo l'abbandono del territorio con una perdita di patrimonio, tradizione e cultura. Se i cittadini per primi non vivono e frequentano il territorio perché non si sentono sicuri, non possiamo aspettarci che vogliano farlo turisti e visitatori", conclude Bazzoli.

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