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Trento
18 luglio | 21:05

Allegri lo osserva, Inzaghi lo vuole a Palermo, ma lo cercano anche Arezzo, Avellino e Benevento. Il trentino Emanuele Rao suda con il Napoli a Dimaro

E' probabile che, terminato il ritiro in Trentino, Rao si trasferisca in uno dei tanti club di serie B che si sono già mossi e hanno "bussato" alla porta del Napoli per assicurarsi - in prestito - le prestazioni di un giovane che, alla prima stagione nel torneo cadetto, ha totalizzato 32 presenze, 6 reti e 3 assist, che gli sono valse la convocazione nella Nazionale Under 20 prima e nell'Under 21 poi. Nel torneo cadetto c'è la fila per assicurarselo

Foto Antonio Balasco

DIMARO. Max Allegri ha voluto portarlo a Dimaro per osservarlo da vicino. E vedere con i propri occhi se, tutto quanto di buono si dice sui di lui, sia vero.

 

Difficile, obiettivamente quasi impossibile, che Emanuele Rao vesta la maglia azzurra del Napoli nella prossima stagione ma, intanto, dopo l'ottimo campionato di serie B disputato con il Bari, l'esterno d'attacco di 21 anni, partito dalla Vallagarina e arrivato sino al "gotha" del calcio nazionale, suda sul campo di Carciato assieme a Lobotka, Hojlund, Neres, Anguissa, Politano, capitan Di Lorenzo e il nutritissimo gruppo che l'ex tecnico di Milan e Juventus ha deciso di portare in Val di Sole.

 

E' probabile, dunque che, terminato il ritiro in Trentino, Rao si trasferisca in uno dei tanti club di serie B che si sono già mossi e hanno "bussato" alla porta del Napoli per assicurarsi - in prestito - le prestazioni di un giovane che, alla prima stagione nel torneo cadetto, ha totalizzato 32 presenze, 6 reti e 3 assist, che gli sono valse la convocazione nella Nazionale Under 20 prima e nell'Under 21 poi.

In prima fila c'è l'ambiziosissimo Palermo di Inzaghi che, dopo aver mancato la promozione la scorsa stagione (i rosanero sono stati eliminati in semifinale playoff dal Catanzaro), quest'anno non vuole "sbagliare" il colpo e "SuperPippo" vuole a tutti i costi l'esterno originario di Mori, giocatore dotato di grande rapidità, abilità nell' "uno contro uno" e con il "vizietto" del gol, che s'inserirebbe perfettamente nel suo "4-3-3".

 

La lista di pretendenti è comunque decisamente lunga, anche se in questo momento il Palermo appare in pole position, con Arezzo, Benevento e Avellino in seconda fila.

 

Intanto, nei primi giorni di ritiro, al "netto" di un organico ancora decisamente incompleto, visto che all'appello mancano tutti i nazionali e il mercato non ha ancora portato in dote alcuna novità, Max Allegri sta dimostrando di tenere in grande considerazione il giovane calciatore trentino, sempre impiegato nel tridente offensivo del "4-3-3" assieme a Hojlund e Giovane.

 

Arrivato la scorsa estate al Napoli, dopo essere rimasto svincolato in seguito al fallimento della Spal (con cui, in due anni, aveva messo in fila 67 presenze, 6 reti e 3 assist in serie C), Rao è legato da un contratto lunghissimo al club partenopeo, avendo firmato in quinquennale con scadenza 2030.

 

Mercoledì 22 luglio gli azzurri si toglieranno il velo e affronteranno in amichevole l'Arezzo (proprio una delle società che vorrebbe assicurarselo) e Rao, probabilmente, sarà proposto nell'undici titolare.

 

Dopo aver "assorbito" ottimamente il salto dalla serie C alla serie B, l'esterno trentino vuole prendersi la serie A. E, se non sarà adesso, è pronto per un'altra stagione da protagonista nel torneo cadetto, per "farsi" ulteriormente le ossa.

 

Un percorso, quello compiuto sino a questo momento, che è anche un esempio: Rao, infatti, è diabetico, ma questo non ha minimamente limitato la sua carriera. Qualche mese fa è stato lui stesso a raccontare la propria storia, confidando di aver scoperto la malattia quando era molto giovane e giocava al Chievo Verona.

 

Decisivo è stato il supporto dei genitori, entrambi infermieri (il papà Andrea, tra l'altro, è stato un ottimo giocatore a livello dilettantistico, segnando tantissime rete nei campionati regionali) e, quando si è trasferito a Ferrara, ha trovato "delle tutor eccezionali che mi hanno aiutato molto, come una seconda mamma. Grazie anche a loro ho iniziato a gestirmi e adesso sono molto autonomo, riesco a fare tutto da solo. Riesco a fare le due cose insieme, a giocare a calcio e curare il diabete. Adesso ho il microinfusore, che un pancreas artificiale e mi aiuta molto".

 

Un messaggio bellissimo e fortissimo il suo. "Non bisogna pensare al diabete come un ostacolo, bisogna "andarci sopra", superarlo. Il diabete non è un limite".

 

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