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Trento
12 luglio | 20:57

"Sir" Jannik Sinner è ancora Re di Wimbledon: piegato in finale in quattro set Zverev

In finale, sul "Centrale" preferito da tutti, ha piegato in quattro il tedesco Zverev con una prestazione di clamorosa solidità. D'altronde è il migliore di tutti. Perso il primo set al tie break, ha saputo mantenere altissimo - immutato - il proprio livello, imponendosi poi 7-6, 6-3, 6-4 al termine di una "battaglia" durata quasi quattro ore e portando a casa il primo Slam dell'anno. Il totale? Cinque ed, è bene ricordarlo, non ha compiuto ancora 25 anni

WIMBLEDON. E adesso chiamatelo pure "Sir" Jannik Sinner.

 

Segnatevi la data - 12 luglio 2026 - perché il fuoriclasse di Sesto, il numero 1 al mondo, scrive un'altra pagina memorabile dello sport italiano, compiendo un'altra impresa colossale.

 

Sì, perché se un anno fa aveva trionfato - primo tennista italiano a riuscirci - a Wimbledon, il "Tempio" del tennis mondiale, adesso ha fatto ancora meglio. L'ha rifatto, iscrivendo per la seconda volta - consecutivamente - il proprio nome nell'albo d'oro più famoso del mondo.

 

 

In finale, sul "Centrale" preferito da tutti, ha piegato in quattro il tedesco Zverev con una prestazione di clamorosa (anzi - cla - mo - ro - sa) solidità. D'altronde è il migliore di tutti. Perso il primo set al tie break, ha saputo mantenere altissimo - immutato - il proprio livello, imponendosi poi 7-6, 6-3, 6-4 al termine di una "battaglia" durata quasi quattro ore e portando a casa il primo Slam dell'anno. Il totale? Cinque ed, è bene ricordarlo, non ha compiuto ancora 25 anni.

 

 

Zverev vince il sorteggio e sceglie di rispondere.

 

I due iniziano subito a prendersi letteralmente a "pallate". Arrivano bordate da entrambe le metà campo, soprattutto al servizio e sono "dolori" per chi si trova in risposta. Momento di difficoltà per Jannik nel quinto parziale: si trova sotto 0-30 poi esce dall'impasse con quattro servizi fantastici che gli permettono di restare avanti: 3-2.

 

Il match si gioca soprattutto al servizio: nell'ottavo game palla break per il fuoriclasse di Sesto, ma il tedesco si salva con la battuta. Si procede senza sussulti sino a tie break, con gli scambi che durano poco e Zverev che regge il ritmo del numero 1 al mondo.

 

Stesso identico copione anche nell'ultime game del parziale: i due picchiano forte al servizio e nessuno riesce a "strappare". Primo set point per Zverev, annullato, set point Sinner, annullato (con un ace). Altra prima vincente del tedesco (8-7), che poi riesce a dare la spallata decisiva: accelerazione di dritto che vale il 9-7 e il primo set.

 

Equilibrio totale nel primo set, equilibrio totale anche nel secondo. Dove, addirittura, le palle break non esistono: d'altronde entrambi servono benissimo, con percentuali attorno all'80% per Zverev e, dunque, diventa pressoché impossibile anche solo pensare di strappare la battuta all'avversario.

 

Risultato? Si va, ancora al tie break, dove però, rispetto ad set precedente, la musica cambia eccome: mini break immediato di Jannik (1-0), che poi tiene i due servizi (3-0) e piazza un'altra grande risposta che vale il 4-0. Zverev accorcia (pallonetto dell'azzurro che esce di un millimetro) e recupera un mini break: 4-2. Sinner sale 5-2, poi piazza un gran rovescio per il 6-2 e chiude subito alla prima occasione: 7-2 nel game decisivo, parità nel computo dei set e "palla al centro".

 

Si torna a "combattere", soprattutto al servizio. 1-0 Sinner, 1-1 Zverev, 2-1 Sinner, 2-2 Zverev, 3-2 Sinner, 3-3 Zverev.

 

Torna al servizio il fuoriclasse di Sesto che commette doppio fallo e va sotto 0-30, poi tre mette tre "prime" e ribalta il risultato. Rovescio sbagliato e palla break per il tedesco, annullata con una smorzata. Zverev mette male il ginocchio e va a terra: Jannik lo aiuta a rialzarsi e poi tiene il servizio: 4-3.

 

Dal rischio break subìto al break messo a segno: si va ai vantaggi sulla battuta del numero 3 al mondo, l'altoatesino scivola, ma recupera e piazza il rovescio vincente che vale il 5-3 con una giocata super. E' il primo break in assoluto dopo quasi 3 ore di gioco. E, a stretto giro di posta, Sinner chiude subito i conti: 6-3 con ace finale come punto esclamativo.

 

Zverev accusa il colpo ed "costantemente" meno incisivo al servizio e, dopo sei game d'equilibrio (si arriva al 3-3, ma gli scambi si allungano quando in battuta c'è il tedesco e l'azzurro che "guida" la partita), nel settimo gioco Jannik è letale: Zverev annulla due break point (la seconda in serve and volley), ma poi deve arrendersi al fuoriclasse di Sesto, che non perdona: 4-3.

 

Sinner viaggia a giri ancora altissimi - gli stessi con cui ha iniziato il match - il tedesco è in calo: servizio tenuto a zero e 5-3. Zverev accorcia (4-5), ma non ce n'è più per nessuno (e, raramente, ce n'è stato per qualcuno che non fosse Alcaraz): finisce 6-4, Jannik è ancora il re di Wimbledon.

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