Femminicidio di Silandro, chiesto il lutto cittadino: "Si sapeva che l'ex compagno fosse violento. Codice rosso? Le procedure devono essere più veloci"
La comunità di Silandro ancora non trova pace per il terribile femminicidio di Celine Frei Matzhol. C'è anche la paura che non venga fatta giustizia: "C'è un po' di ansia per quello che può accadere in futuro, ci sono incertezze perché magari può subentrare la seminfermità mentale e dopo pochi anni la persona viene messa in libertà. Questo è un problema: serve la certezza della pena"

SILANDRO. "C'è un grande dolore e la comunità è sotto shock", commenta a il Dolomiti l'assessora di Silandro Dunja Anna Teresa Tassiello. "E' un duro colpo: siamo un piccolo paese dove tutti si conoscono e questo lascia ferite ancora più profonde ma anche tanta rabbia. Una violenza inaccettabile perché a 21 anni c'è tutta la vita davanti". Verrà proclamato il lutto cittadino. "Una comunità tranquilla e piccola, ricca di cultura e che vive di turismo molto scossa, non devono esserci episodi di questo tipo nel 2023, il reato più grave di tutti".
Una tranquillità nel paese di 6.500 abitanti interrotta improvvisamente dall'orribile delitto. "Siamo tutti senza parole e ho chiesto al sindaco la proclamazione del lutto: un segno di vicinanza e di rispetto", dice Tassiello. "Le associazioni del territorio inoltre sono concordi nel portare e nell'utilizzare dove possibile il nastro nero". Fin da subito la comunità si è stretta alla famiglia, distrutta dal dolore. "Che io ricordi negli ultimi 50 anni a Silandro non c'è mai stato un omicidio: siamo tutti sotto shock ed il nostro cordoglio va ai familiari della vittima”, le parole a Il Dolomiti del primo cittadino Dieter Pinggera appena appresa la notizia del terribile femminicidio.
Dalle ricostruzioni emerge che la 21enne Celine Frei Matzhol era spaventata dai comportamenti violenti dell'ex compagno e aveva presentato, nel giugno scorso, denuncia ai carabinieri per l'attivazione del Codice rosso. Il tutto confermato dalle forze dell'ordine, una querela riferito a un episodio mentre si trovava in auto con il compagnata, "durante il quale - viene spiegato in una nota - lo stesso l'avrebbe percossa e minacciata". La Procura specifica che i carabinieri hanno immediatamente segnalato il caso come codice rosse, "e come tale p stato trattato, nel senso che, come da protocollo interno ha avuto la massima priorità rispetto agli altri. Trattandosi di un unico episodio, a fronte della completezza delle indagini, sono stati formulati i capi di imputazione per violazione degli articoli 581 codice penale (percosse) e 612, comma 2, codice penale (minaccia aggravata). Per queste fattispecie di reato non è possibile chiedere misure cautelari. Non risultano altre denunce e/o segnalazioni ulteriori quali quelle oggetto".
Ma non c'è stato tempo per fare altro, qualcosa non ha funzionato, una vicenda per certi aspetti simile a quella di Mara Fait. "Le procedure sono lente, questi sono episodi che si potrebbero evitare perché se qualcuno chiede aiuto si deve intervenire subito", prosegue l'assessore e consigliera della Commissione pari opportunità a Silandro. "La burocrazia e l'impianto va rivisto per assicurare celerità d'intervento".
Una ragazza molto conosciuta, collaboratrice in un hotel di zona e operativa nel locale Consorzio agrario. "Era molto riservata ma aveva confidato agli amici più stretti gli atteggiamenti piuttosto violenti dell'ex compagno", evidenzia Tassiello. "Tutti sapevamo che veniva maltrattata e che lui era violento, alzava spesso le mani. Se la gente mormora, ci sarà qualcosa di vero. Nonostante la giovane età, Celine aveva trovato il coraggio di rivolgersi alle forze dell'ordine".
Un dolore indescrivibile ma anche la paura che non venga fatta giustizia. "C'è un po' di ansia per quello che può accadere in futuro, ci sono incertezze perché magari può subentrare la seminfermità mentale e dopo pochi anni la persona viene messa in libertà. Questo è un problema: serve la certezza della pena. E se c'è il problema delle carceri piene, allora la politica deve prevedere la costruzione di nuove strutture. Si deve fare tutto il possibile per avere chiarezza nelle sentenze e nelle procedure, anche come deterrente".
Il corpo senza vita della 21enne è stato trovato in casa di Omer Cim. Assassinata a coltellate. E' l'ex compagno di origini turche il principale indiziato del femminicidio. Non reperibile nei minuti successivi, l'ex compagno è stato fermato tra Curon Venosta e passo Resia, probabilmente intenzionato a superare il confine di Stato e diretto verso l'Austria. Da lì un inseguimento e la macchina è stata bloccata dai carabinieri che hanno sparato agli pneumatici, facendola uscire di strada. Visitato e in buone condizioni, il 28enne è stato portato in carcere a Bolzano.
Nessuno si sarebbe aspettato questo dramma, anche se nonostante le apparenza qualcosa sulle violenze era trapelato mentre a luglio aveva lasciato il posto di lavoro in un hotel in zona. "Ho parlato con i vicini e mi hanno riferito che salutava sempre, molto gentile con tutti. Aveva due lavori e viene descritto come puntuale e responsabile. Un'apparenza ingannevole. Ma negli ultimi giorni si era licenziato per poter pedinare la ragazza", aggiunge Tassiello. "Noi abbiamo avuto esperienze estremamente positive sul fronte dell'integrazione, ora si rischia di rovinare tutto per questo gravissimo episodio. Ovviamente non si deve generalizzare, ma quando le persone straniere entrano nel nostro Paese bisognerebbe chiarire che le donne devono essere rispettate, devono capire la nostra cultura".
Sono ancora in corso le indagini e gli approfondimenti per chiarire i contorni del delitto. Gli inquirenti hanno spiegato che le ragioni del gesto non sono ancora note e che l'indagato è rimasto in silenzio. "Bisogna anche capire perché la ragazza si sia recata a casa sua, forse per chiudere definitivamente il rapporto o per recuperare gli ultimi oggetti. Anche Celine probabilmente non si è resa conto della reale situazione se non quando è stato ormai troppo tardi. In questo momento, però, come amministrazione non possiamo far altro che essere vicini ai familiari e metterci a disposizione per ogni esigenza", conclude Tassiello.













