Fiorenzo Cimonetti, il mistero della scomparsa avvenuta a Mori nel 2019. L'appello della figlia: "Cerchiamo la donna che aveva trovato le chiavi della sua auto"
Un mazzo di chiavi ritrovato da una sconosciuta e tante, troppe domande. È l'alone di mistero che avvolge la storia relativa alla scomparsa di Fiorenzo Cimonetti, di cui non si hanno più notizie da luglio 2019. L'appello della figlia Paola: "Potrebbe avere perso la memoria ed essere ancora vivo. Le chiavi della sua macchina sono state ritrovate da una donna bionda su di un sentiero vicino alla Montecatini: mi piacerebbe poter parlare con lei per avere qualche informazione in più"

MORI. "Mio padre è scomparso ormai da 4 anni. Ciononostante, credo sia ancora vivo". Sono parole colme di speranza quelle di Paola Cimonetti, pensieri che si uniscono a molti interrogativi, rimasti 'irrisolti' dal 2019. Da allora, di papà Fiorenzo, classe 1947, si sono perse le tracce ma Paola non ha mai smesso di cercarlo: "Le indagini si erano chiuse quasi subito dando per scontato si fosse trattato di un gesto estremo - anticipa la donna a Il Dolomiti -. Finché non verrà ritrovato il corpo, continuerò a pensare che è ancora vivo", ribadisce.
La storia della scomparsa del padre, Paola la ripercorre affidandosi anzitutto ai ricordi della madre: "Era luglio e io in quei giorni mi trovavo in vacanza con mio marito a Rodi". Un anno difficile per la famiglia Cimonetti e in particolare per Fiorenzo che, oltre ad aver scoperto di avere un problema cardiaco, si era ritrovato a dover combattere contro un tumore: "Prendeva tantissime medicine - ricorda Paola -. Le forze erano poche e, per lui che era sempre stato un uomo attivo, era stato difficile accettare di rinunciare alla cura dell'orto o del giardino. E questo perché con la chemio, ovviamente, l'energia non era più la stessa".
Una "giustificata malinconia" che nel tempo si era sommata a dei "vuoti di memoria, a volte per cose sciocche come la moka lasciata sul fuoco ed altre invece un po' più preoccupanti come quando si era scordato dove riponeva un oggetto che per tutta la vita aveva sempre conservato nello stesso luogo", rivela la figlia. Mesi difficili durante i quali, ciononostante, "mio padre non aveva mai dato l'impressione di avere qualche tipo di cedimento a livello emotivo o almeno non da pensare che potesse arrivare a compiere un gesto estremo".
Ciò, fino al giorno della scomparsa, quando le domande sono divenute davvero molte e le risposte non abbastanza per potersi dare pace: "Era il 28 luglio 2019 e aveva piovuto molto - esordisce Paola -. I miei genitori avevano finito da poco di pranzare e mia mamma si era messa a spazzare le foglie sulle scale esterne. Mentre lo faceva, aveva sentito passarle alle spalle mio papà: nulla di strano visto che giù abbiamo cantina, orto e giardino, se non fosse che, dopo mezz'ora, mia madre si è accorta che mancava la macchina e che mio papà aveva lasciato il cellulare a casa".
Così, la donna "ha chiamato uno dei miei cugini, mettendosi insieme a scandagliare la zona fino a trovare dopo un paio d'ore l'auto vicino alla Montecatini di Mori", luogo caro a Fiorenzo "perché là andava a pescare con suo padre, che in quella fabbrica ci aveva lavorato per una vita, e dove aveva da piccolo giocato spesso con gli amici". Subito sono stati allertati anche i carabinieri che si sono portati sul posto con i cani molecolari: "Le ricerche si sono interrotte quasi subito: non avendo trovato nulla (se non il portafoglio all'interno del cruscotto dell'auto grazie alle chiavi di riserva fornite dalla madre di Paola ndr) si è pensato si potesse essere trattato di suicidio".
Le ricerche di Fiorenzo Cimonetti sono state supportate dai vigili del fuoco, dai carabinieri con i cani molecolari, poi dalla procura grazie a una chiamata di Paola, dalla squadra cinofila di Bologna, la squadra sommozzatori di Genova, l'associazione Penelope, i parenti e gli amici che, anche quando le autorità hanno smesso di scandagliare la zona, hanno continuato a farlo loro.
"Mia madre mi aveva avvisata della scomparsa di mio padre a distanza di 24 ore, come suggeritole dalle forze dell'ordine - prosegue Paola -. Da Rodi avevo preso il primo aereo disponibile, arrivando in Trentino il 30 luglio sera. I primi di agosto ero poi andata nella caserma dei vigili del fuoco di Mori a recuperare l'auto di mio papà, portata lì nei giorni precedenti, trovandomi dinanzi a un qualcosa di inaspettato". Fatto tutt'oggi, a distanza di 4 quattro anni, avvolto dal mistero.
"L'auto era stata trovata chiusa e aperta in seguito grazie alle chiavi di riserva fornite da mia madre - fa notare Cimonetti -. Quando ero andata a recuperarla, tuttavia, all'interno vi avevo trovato le chiavi di mio papà poggiate sul sedile del passeggero: nessuno ha saputo dirmi come fossero finite lì". A distanza di qualche giorno, un altro tassello si aggiungeva a una storia "non molto chiara. In quel periodo io e mio marito andavamo tutti i giorni a cercare mio padre nel bosco. Un giorno avevamo incontrato un uomo che ci aveva chiesto se cercassimo delle chiavi. Questa persona ci aveva poi descritto il mazzo in questione, che corrispondeva esattamente a quello di mio padre, aggiungendo che era stato trovato da una donna bionda lungo un sentiero, mentre passeggiava con i figli e il suo cane: un Golden retriever o Labrador".
"Sono anni che, attraverso appelli sui social, cerco di trovare quella donna per capire come le chiavi possano essere finite in auto e scoprire se lei sappia qualcosa in più - conclude Paola -. Sebbene tutti siano convinti che si sia trattato di un gesto estremo, io continuo a pensare che mio padre abbia perso la memoria e che forse qualcuno lo abbia soccorso e si stia prendendo tutt'oggi cura di lui. Non sarebbe la prima storia di questo genere e questo me l'hanno confermato anche gli esperti della scientifica".
Fiorenzo è alto 1 metro e 72 centimetri e pesava, al momento della scomparsa, circa 70 chili. Ha i capelli bianchi e una carnagione chiarissima con lentiggini e alcune cicatrici sulla fronte: "Era stato operato in quel punto a causa di un tumore della pelle. Ha gli occhi marrone chiaro tendenti al verde. Aiutatemi a capire qualcosa in più su questa storia: trovare la persona che ha rinvenuto il mazzo di chiavi potrebbe già essere un buon punto di partenza".














