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| 21 mar 2023 | 19:55

Inverno mite ed è già guerra alla zanzara tigre. Rizzoli: ''Ulteriore espansione sopra i 600 metri''. Preoccupa l'arrivo della specie egiziana: ''Condizioni climatiche più favorevoli''

La sopravvivenza invernale delle zanzare aumenta con l'aumentare delle temperature.L'esperta della Fondazione mach: "Oltre alla coreana e alla giapponese al momento non abbiamo riscontrato la presenza di nuove specie aliene. Tra esse quella più preoccupante dal punto di vista sanitario è la zanzara egiziana ( Aedes aegypti) che non è ancora stata riscontrata sul territorio anche se le mutate condizioni climatiche più favorevoli potrebbero permetterne la sopravvivenza"

TRENTO. L'innalzamento delle temperature oltre la media e le leggere precipitazioni delle ultime settimane hanno fatto comparire le zanzare in anticipo rispetto gli scorsi anni. A confermarlo sono gli stessi cittadini in varie zone della città di Trento, anche in collina, dove ci si trova a fare conti con questi fastidiosi insetti.

 

“La presenza in città di temperature elevate, a differenza dell'ambiente extraurbano – ci conferma Alessandra Franceschini, tecnica specialista della sezione Zoologia degli invertebrati e idrobiologia del Muse – ha facilitato la vita e la nuova ripartenza della zanzare. Non sappiamo al momento come sarà l'andamento dei prossimi mesi. E' chiaro, però, le possibilità di una forte presenza aumentano in queste condizioni climatiche”.

 

Proprio in questi giorni il Comune di Trento in condivisione con il Muse e l'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari sta organizzando il piano, che sarà presentato le prossime settimane, sugli interventi che verranno portati avanti nei vari ambiti territoriali a partire dai trattamenti con larvicida e l'attività di informazione e sensibilizzazione per i cittadini.

 

A confermare la possibilità di un concreto aumento nei prossimi mesi di zanzare rispetto al passato sul nostro territorio è anche Annapaola Rizzoli responsabile dell'Unità di ricerca ecologia applicata della Fondazione Edmund Mach. “Abbiamo dimostrato con i nostri studi – ci spiega - che la sopravvivenza invernale delle zanzare aumenta con l'aumentare delle temperature. Alcune specie, come la zanzara tigre, ne risultano particolarmente avvantaggiate”.

 

E sono proprio i cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo negli ultimi anni che hanno portano le zanzare a modificare il proprio comportamento arrivando anche a raggiungere territori ad altezze ben superiori rispetto il passato. “In particolare la zanzara tigre – spiega a il Dolomiti la dottoressa Rizzoli - potrebbe espandersi ulteriormente al di sopra dei 600 metri. Le altre zanzare aliene presenti sul territorio ( coreana e giapponese) sono già adattate a climi alpini più freschi”.

 

Massima attenzione anche alle nuove specie. Oltre alla coreana e alla giapponese al momento, ci viene spiegato dalla Fondazione Edmund Mach, non sono state riscontrate altre nuove specie aliene. “Tra esse – spiega Annapaola Rizzoli - quella più preoccupante dal punto di vista sanitario è la zanzara egiziana ( Aedes aegypti) che al momento non è ancora stata riscontrata sul territorio nazionale, anche se le mutate condizioni climatiche più favorevoli potrebbero permetterne la sopravvivenza”.

 

In tema sanitario proprio negli scorsi mesi al Muse di Trento si è tenuto un importante incontro divulgativo promosso dalla cabina di regia provinciale per la sorveglianza e il controllo dei vettori di interesse medico-veterinario. Un incontro nel quale è stato fatto il punto sulla situazione in Trentino con i massimi esperti ed esperte del settore. "Quello che abbiamo notato in questi anni di attività è l'incremento di quelle che sono le problematiche legate alle malattie trasmesse da vettori. Con aumenti di casi di malattie trasmesse dalle zecche, ma anche di specie di zanzare nuove, che prima non erano presenti sul nostro territorio. Globalizzazione e cambiamenti climatici sono le principali cause” aveva spiegato sempre Rizzoli.

 

Quello della diffusione, del controllo e delle prospettive portate dalla ricerca nei confronti delle arbovirosi (le zoonosi trasmesse da vettori artropodi) è un fenomeno di sempre maggiore interesse e di preoccupazione anche per l’uomo, come si percepisce dal sempre maggior numero di patologie che devono essere monitorate e nei cui confronti la pubblica amministrazione è tenuta a rispondere per garantire la sicurezza della popolazione.

 

Fondamentale, è stato spiegato dagli esperti, è il controllo di queste malattie, favorite dall’aumento dei vettori, per motivi diversi: i maggiori trasferimenti di merci e persone tra aree geografiche del mondo, ma anche il cambiamento climatico, che consente la sopravvivenza di specie che un tempo sarebbero state sfavorite dalle temperature invernali. Nel caso delle zanzare, abbiamo assistito in pochi anni all’arrivo di tre specie (zanzara tigre, coreana e giapponese), tutte potenziali vettori di malattie come West Nile e Dengue.

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