Meteo: cappa di smog e umidità sul Trentino (FOTO), la prossima settimana sarà ancora senza pioggia (e l'Adige sfiora le portate più basse da 30 anni). Ecco le previsioni
La fase di totale secco, dice Giacomo Poletti, proseguirà fino a giovedì 23: “Da qualche giorno i modelli vedono un certo peggioramento da venerdì 24, ma direi che è improbabile vedere pioggia 'seria' fino a sabato 25 compreso”. Nel frattempo il Trentino si trova immerso in una cappa di smog e umidità, dice l'esperto, confinata da una inversione termica attorno ai 1300 metri: “A Trento le polveri sottili sono al picco”

TRENTO. Una 'coperta' di nubi basse che trattengono smog e umidità in valle: è questa la situazione che nella mattinata di oggi (domenica 19 febbraio) sta interessando il territorio trentino mentre, per la prossima settimana, non si prevedono ancora (purtroppo) particolari novità sul fronte delle precipitazioni. È questa l'analisi condivisa dall'ingegnere ambientale e membro di Meteo Trentino Alto Adige Giacomo Poletti, che sottolinea come la fase di “secco totale” proseguirà in Trentino anche nei prossimi giorni.

“Da qualche giorno – dice l'esperto – i modelli prevedono eventuali piogge non prima di sabato prossimo, il 25 del mese, ma si tratta di previsioni da confermare. Per domenica ad oggi si anticipa una 'bella' pioggia, ma l'entità delle precipitazioni non è ancora chiara ed escluderei grandi piogge 'risolutive' della siccità”. Quel che è certo invece, è che per gli ultimi giorni di febbraio è previsto un progressivo calo delle temperature.
Come anticipato, nella giornata di oggi “siamo dentro una cappa di smog e umidità confinata da una inversione termica attorno ai 1.300 metri” dice Poletti, mentre al di sopra è presente aria più calda e secca. Dal punto di vista visivo, l'effetto per chi si trova in quota è quindi quello di un 'tappeto' di nubi basse che nasconde, di fatto, il fondovalle. “A Trento – precisa l'esperto – le polveri sottili sono al picco: non va mai dimenticato che nell'aria inquinata respiriamo sostanze classificate come cancerogene certe (Gruppo 1) dalla Larc, emesse ad esempio anche dai motori diesel e benzina”.
Dal punto di vista numerico, sono circa 60mila, spiega l'esperto, le morti precoci all'anno in Italia dovute all'inquinamento atmosferico secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità: “Dalle immagini si nota come purtroppo spesso entriamo a far parte del grande catino padano inquinato”. Come anticipato, sul fronte delle precipitazioni la situazione non sembra prossima a sbloccarsi in un febbraio che al momento non ha visto cadere dal cielo nemmeno un millimetro di pioggia in Trentino.
“L'Adige – conclude Poletti – sta sfiorando le portate più basse almeno dal 1994, negli ultimi giorni va spesso al di sotto dei 50 metri cubi al secondo: il record negativo di media giornaliera è di 47.14 metri cubi al secondo come stabilisce il lavoro di Eurac che, fra le altre cose, sancisce un aumento di portata negli ultimi anni probabilmente dovuto alla fusione dei ghiacciai assai più cospicua che in passato (finché ci sono, poi il regime cambierà)”.












