"Mi sono ritrovata una 30ina di zecche addosso durante un'escursione": l'inverno non è ancora finito ma i fastidiosi artropodi sono già arrivati
I fastidiosi (e potenzialmente pericolosi) artropodi normalmente si 'attivano' maggiormente con l'arrivo dei mesi caldi, primavera-estate, ma pochi giorni fa (5 marzo) una giovane escursionista di Santa Giustina si è avventurata nei boschi sopra Sospirolo, trovandosene addosso decine: “Fortunatamente sono stata morsa solo una volta, ma non ci siamo nemmeno fermati a mangiare per l'ansia di trovarcene altre addosso”

BELLUNO. Marzo è appena iniziato ma le zecche sono già tornate in attività: pochi giorni fa, nei boschi sopra Sospirolo nel Bellunese, una giovane escursionista se n'è ritrovate addirittura una trentina addosso, venendo anche punta da uno dei fastidiosi (e potenzialmente pericolosi) artropodi.
A riportare la vicenda a il Dolomiti è Alessia Paganin, di Santa Giustina, che il 5 marzo è uscita in compagnia di alcuni amici sui Monti del Sole, tra i sentieri sopra l'abitato di San Gottardo, a circa 1.000 metri di quota sul livello del mare.
Normalmente le zecche (che possono comunque pungere in ogni periodo dell'anno) sono molto più attive con l'arrivo della bella stagione, durante la quale le condizioni di temperatura e umidità sono più favorevoli. Probabilmente a causa delle alte temperature registrate in quest'ultimo scorcio d'inverno però, in tutta la zona di Sospirolo, dice Paganin (che fortunatamente si era vaccinata contro l'encefalite da zecca), gli artropodi sono già molto presenti.
“Fino a qualche anno fa – racconta – il periodo nel quale gli insetti entravano in attività era aprile, non certo a inizio marzo. Domenica tra l'altro faceva caldissimo, ma abbiamo deciso di non fermarci nemmeno a mangiare per l'ansia di trovarcene altre addosso”.
Il rischio maggiore quando si parla di zecche è rappresentato dalla possibilità di trasmissione, in caso di morso, della Tbe (encefalite virale da zecca) o della malattia di Lyme, entrambe patologie molto pericolose per gli esseri umani. Per la prima, in particolare, esiste come detto anche un vaccino, offerto gratuitamente dall'Apss ai residenti in Trentino.












