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| 11 set 2023 | 20:20

Sanità, infermieri delle cure primarie in ginocchio: manca il vestiario e i riposi impossibili. I sindacati: "Situazione grave, l'assessorato faccia qualcosa"

Nursing up Trento e Uil Fpl Sanità chiedono urgentemente un incontro con la Provincia. “Ma è possibile – si chiedono i due segretari Hoffer e Varagone - che le inadempienze dei dirigenti aziendali le devono pagare sempre i cittadini ed i professionisti che operano tutti i giorni con diligenza e professionalità?" Invitiamo l’Assessorato ad intervenire con urgenza in merito”

Sanità, infermieri delle cure primarie in ginocchio: manca il vestiario e i riposi impossibili
di Redazione

TRENTO. “Da anni non viene distribuito il vestiario necessario per poter svolgere il lavoro in sicurezza, come le scarpe antinfortunistiche e gli zaini appositi per una maggiore distribuzione dei carichi, addirittura sono costretti a portarsi l’abbigliamento a casa per poterli lavare e sanificare”.E' questa la grave situazione che si trovavano a vivere gli infermieri del servizio cure primarie. Si tratta di un servizio davvero importante sul territorio che negli ultimi anni, però, è stato pressoché quasi dimenticato. A denunciare la situazione è Nursing up TrentoUil Fpl Sanità.

 

“Negli ultimi mesi – spiega il coordinatore Nursing up Trento, Cesare Hoffer, e il segretario della Uil Fpl Sanità del Trentino, Giuseppe Varagone - alcuni infermieri hanno cessato il proprio servizio o hanno fatto la scelta di licenziarsi e a tutt’oggi non sono stati sostituiti; quindi va da sé che i carichi di lavoro per chi è ancora in servizio sono aumentati in modo esponenziale, anche perché è aumentato il numero dei pazienti presi in carico”.

 

Gli infermieri devono fare i conti con ore di straordinario in eccedenza e la difficoltà di poter usufruire delle ferie. Molti professionisti, spiegano sempre i rappresentanti di Nursing up Trento e Uil Fpl Sanità, “non riescono ad usufruire del distacco psico-fisico necessario, con notevole stress lavoro-correlato”.

 

C'è poi la questione dei mezzi aziendali. “Molti sono in disuso per rotture varie – spiegano dal sindaco - e non sono stati né sostituiti né riparati, costringendo in molti casi i professionisti ad utilizzare il proprio mezzo personale. Scandaloso è il fatto che i professionisti sanitari debbano farsi carico della gestione dei mezzi aziendali come il cambio gomme e la manutenzione ordinaria al di fuori del proprio orario di lavoro programmato, sottraendo tempo prezioso all’attività assistenziale, cioè quella che dovrebbero prioritariamente garantire i riposi" 

 

Molti mezzi sono privi di permessi per le zone Ztl di molti comuni e questo sta comportando disagi non indifferenti, di cui ritardi nelle prestazioni programmate e sanzioni amministrative che gli stessi devono remunerare a proprie spese.

 

“Ma è possibile – si chiedono i due segretari Hoffer e Varagone - che le inadempienze dei dirigenti aziendali le devono pagare sempre i cittadini ed i professionisti che operano tutti i giorni con diligenza e professionalità? Invitiamo l’Assessorato ad intervenire con urgenza in merito”. Da parte dei sindacati viene chiesto anche un incontro istituzionale urgente.

 

 

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