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| 30 apr 2023 | 19:44

TFF recensioni/ Wild Life? In questo film non ce la si può nemmeno prendere con i ricchi. Ritratti di lingue è un archivio sentimentale di parole da salvare

Francesca Braito, blogger fan del Trento Film Festival propone, come lo scorso anno, le sue recensioni su il Dolomiti (oltre che sulla sua pagina Fb e su 'Grazie per la domanda'). Ci porta nelle sale di Trento tra calici (il voto massimo sono cinque calici) e curiosità sugli eventi della kermesse delle Genziane

di Redazione

TRENTO. Buongiornissimo tffers (da pronunziarsi tieffeffers), arrivo con la consueta calma a dirvi che l'attesa è finita, i crinali innevati e i rumori di scarponi sui sentieri hanno prepotentemente invaso le sale cinematografiche di trento, la sgaiza è altissima e le sale piene: anche quest'anno niente pizzata dei presenti 'ché siamo (evviva) troppi. Voi c'eravate? Che vi siete visti? Non vorrete mica lasciarmi da sola a godere questo privilegio dell'internet di parlare con sicumera di argomenti di cui non si sa nulla! Per cominciare vorrei complimentarmi con l'organizzazione che setta sempre la temperatura del cinema in linea con il paese ospite passando dai 6 gradi del 2021 ai 197 di quest'anno. Scaliciata per il cinema dinamico.

 

Ma bando alle ciance, vado a sommergervi di opinioni assolutamente e come da tradizione: non richieste.

Vi avverto già che saranno, un po' come le proiezioni che ho visto ieri, belle ma non indimenticabili.

 

Ritratti di Lingue | ITA | 2023 | 26'

 

3,5 calici

 

Un ottimo modo per iniziare questa edizione del festival: una caccia al tesoro tra le pieghe delle lingue piccole ma ostinate che abitano l'arco alpino orientale. Un archivo sentimentale di parole da salvare nella burrasca della lingua che muta: coraggio, curiosità, tesoro, e altre che ho dimenticato a dimostrazione di quanto sia importante scrivere, incidere, archiviare le cose preziose. Un archivo pure di bella gente, che nutre la lingua e ne fa cosa viva, vivente.

 

(mi è venuta in mente la parola che mi mancava: tieres, animali. e sapete perché me la sono dimenticata: perché chi l'ha scelta ha detto di averla scelta perché "gli animali sono meglio delle persone" che una delle frasi che più mi fa imbizzarrire AL MONDO per cui ho messo in atto un abile meccanismo di rimozione mannaggia che rabbia MA DAI.)

 

Paesaggio Rifugio. Visioni e incontri da un altrove alpino | ITA | 2023 | 44'

 

3 calici

 

Di questo documentario di rifugi e rifugisti della val di Fassa mi va di segnalare: Gli ottimi tempi comici dei due registi che ci hanno presentato il film Il titolo al 100% riutilizzabile per una tesi di laurea Un filone tutto nuovo di Varalagnelottismo: quelli che giocano a riconoscere i rifugi che compaiono sullo schermo e dirli ad alta voce come fossero in un quiz preserale di rai uno. Gardeccia! si sente in sala, e io sono certa che sia frutto della felicità di incontrare luoghi familiari, ma come succede con l'agnelot stiamo tutti guardando verso lo schermo, signor Giuliano, e c'è proprio scritto grande che quello è il Gardeccia, signor Giuliano, però grazie che ci avverti tutti che magari qualcuno si è distratto. Come sempre mi succede con i Varalagnelottisti: prevale l'affetto.

 

Dopo questa proiezione ho proprio pensato che sono una ragazza semplice: a me di documentari mi piacciono quelli didascalici, che ti dicono bene chi sta parlando e perché, e quand'era, e dove.

 

Sì sottopancia, no suggestioni amici documentaristi, fatelo per noi ragazze semplici.

 

Wild Life | USA | 2023 | 93'

 

3,5 calici

 

Mamma come je piasce agli amerigani raccontarsi le storie edificanti di formazione in cui sembra sempre che uno da solo cambia tutteccose. Di Wild Life mi porto via questa storia da raccontare al bar: oh ma voi sapevate che i fondatori di Patagona, Esprit e The Nord Face erano tutti amici e o sposati tra di loro? Ma vi par normale? L'America negli anni sessanta è quel posto in cui una cricca di Selvatici FourSeason (quelli che vanno sia a sciare che a surfare che a arrampicare, per capirsi), nei ritagli di tempo vendono vestiti e attrezzi per fare sport pazzerelli e mentre sono distratti si ritrovano imprenditori a livello mondiale. In questo film non ce la si può nemmeno prendere con i ricchi perché alla fine con tutti questi cashi i Selvatici FourSeason (spoiler) si comprano il Cile e invece di farci le miniere ci fanno i parchi protetti e insomma mi pare un ottimo modo per spendere i fantamiliardi. Infine, oltre ad aver inventato l'abbigliamento sportivo e i parchi naturali uno di questi SevaticiFS credo sia stato pure l'ideatore primigenio dei buongiornissimi, grazie ai manufatti grafici discutibili che inviava sovente alla moglie per dirle che l'amava. (non c'è niente da ridere: qualcuno vi ha mai fatto un power point d'amore? non credo.)

 

Sur les chemins noirs | FRA | 2022 | 95'

 

3,5 calici

 

C'è un uomo molto bello che ha delle cose da risolvere e allora le risolve camminando per tutta la Francia preferibilmente su delle sassaie. Di questo film ci colpiscono molto i paesaggi, certo, le riflessioni sulla civiltà e sulla fuga, l'elogio del passo lento e dei sentieri ancora all'ombra (no del sole riga', proprio all'ombra dell'antropizzazione epilettica) Ma soprattutto ci colpisce il fatto che questo parte per fare 1200 km con una (UNA) camicia bianca, inciampa più volte di gesù nella via crucis, dorme nelle grotte, si inerpica tra le frasche e la camicia è sempre CANDIDA, STIRATA e con le maniche un po' arrotolare per avere quel je ne sais quoi del pellegrino che non deve chiedere mai. Tra la camicia, la sciarpina di lino, la coppola color beige e il gilet da proprietario di maso altoatesino il nostro crea delle aspettative oggettivamente irrealistiche per noi che in montagna incontriamo solo maschi più fosforescenti di un pacco di Stabilo da dodici.

 

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