Tragedia in una cantina, cerca di salvare il collega ma cade e muore dentro una cisterna: addio all'enologo Marco Bettollini, aveva 46 anni
E' successo in una cantina a causa delle esalazioni che si sono rivelate mortali respirate all'interno di una cisterna. Gravissime un collega 31enne

BASSANO. E' l’enologo 46enne Marco Bettollini, residente a Bassano del Grappa, l'uomo che è morto ieri pomeriggio nella tragedia che è avvenuta a San Polo di Piave. In gravissime condizioni, invece, il collega, di 31 anni, a causa delle esalazioni mortali respirate all’interno di una cisterna della nota cantina Ca’ di Rajo (QUI L'ARTICOLO).
Stando alle ricostruzioni i due stavano pulendo il silos quando quando entrambi hanno avvertito un malore. Uno dei due è caduto all'interno e il secondo avrebbe cercato di recuperarlo avvicinandosi a sua volta al bordo per sentirsi male a sua volta.
I colleghi si sono poi accorti di quanto stava accadendo ed hanno dato l'allarme e chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari del Suem con l'elicottero vista la gravità della situazione, oltre alle ambulanze. Sono, quindi, intervenuti anche i vigili del fuoco di Motta di Livenza e Conegliano, i carabinieri e lo Spisal per indagare sulle cause della tragedia.
“Una tragedia immane, un incredibile accanimento del destino. Mentre davamo l’addio a Giorgio Cecchetto, nell’azienda di un suo congiunto si è consumato un nuovo dramma. Sono addolorato e vicino alle famiglie dell’operaio deceduto e di quello che speriamo tutti possa riprendersi dopo il ricovero in ospedale. E’ una giornata dolorosissima, che ricorderemo a lungo”. Le parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, subito dopo aver appreso della tragedia.
“Carabinieri e tecnici dello Spisal – aggiunge Zaia – cercheranno di dare una risposta sulle modalità di questo dramma, ma nessuno di noi troverà mai una risposta alla domanda che tutti ci facciamo: perché? Perché proprio oggi? Perché tanto dolore a chi non lo meritava di certo? Esprimo il mio più profondo cordoglio alle famiglie travolte da questa tragedia – conclude Zaia – e a tutti coloro che hanno amato e conosciuto la vittima e che ora stanno in ansia per il collega ricoverato”.


















