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| 05 ott 2023 | 09:14

Trento, all'ospedale Santa Chiara la prima donazione di organi a cuore fermo: è stata salvata la vita a 3 persone

Il prelievo multiorgano, dopo la fase dell’accertamento di morte, ha visto arrivare in Trentino le équipe sanitarie di prelievo. Grazie a questo gesto di solidarietà è stato possibile aiutare tre persone in attesa di un trapianto

Trento, all'ospedale Santa Chiara la prima donazione di organi a cuore fermo: è stata salvata la vita a 3 persone

TRENTO. In Trentino la prima donazione di organi a cuore fermo. E' successo nei giorni scorsi all’ospedale Santa Chiara di Trento dove è stato effettuato un intervento di donazione di organi dopo l’arresto cardiaco del donatore.

 

Si tratta quindi della donazione da una persona in arresto cardiaco e non in morte cosiddetta cerebrale. Per il donatore, un paziente arrivato al Santa Chiara in gravissime condizioni, i trattamenti intensivi si sono dimostrati inefficaci. I familiari, nel pieno rispetto della volontà del loro congiunto, hanno acconsentito alla donazione.

 

Il prelievo multiorgano, dopo la fase dell’accertamento di morte, ha visto arrivare in Trentino le équipe sanitarie di prelievo. Grazie a questo gesto di solidarietà è stato possibile aiutare tre persone in attesa di un trapianto.

 

Nonostante questa modalità di donazione non sia mai stata effettuata fino ad ora in Trentino, l’ospedale Santa Chiara era preparato all’eventualità con protocolli ben dettagliati e personale, soprattutto delle terapie intensive e delle sale operatorie, già formato.

 

Il Coordinamento trapianti della provincia Trento ha gestito al Santa Chiara la regia dell’intero processo che ha permesso il trapianto di tre persone. Dopo il prelievo di organi si è anche potuto effettuare il prelievo di cornee.

 

La modalità di donazione dopo arresto cardiaco del donatore (DCD, Donation after cardiac death) è in generale rara sul territorio nazionale sebbene sia abbastanza frequente in certe realtà italiane, soprattutto grandi città, dove le distanze tra l’ospedale di donazione e il centro trapianti sono brevi e tali da permettere di ridurre al minimo il tempo tra il prelievo e il trapianto.

 

L’intervento ha visto la collaborazione di molti operatori e unità operative dell’ospedale e una strettissima sinergia con il Centro regionale trapianti del Veneto, regione che è sede dei centri trapianto nelle cui liste d’attesa sono iscritti la maggior parte dei pazienti trentini.

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