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| 21 ott 2023 | 18:07

Ubriaco e con un coltello in mano, si denuda all'interno di un bar e resiste alle forze dell'ordine: arrestato un 30enne

L'episodio è accaduto in un locale nei pressi della stazione di Verona Porta Nuova: l'uomo, un 30enne di nazionalità marocchina, era già stato destinatario di un "avviso orale" da parte dell'autorità giudiziaria. Condannato per direttissima a 10 mesi di reclusione con divieto di dimora nella provincia di Verona

Ubriaco e con un coltello in mano, si denuda all'interno di un bar e resiste alle forze dell'ordine: arrestato un 30enne

VERONA. Ubriaco e con un coltello in mano si denuda all'interno di un bar, minacciando i carabinieri intervenuti. Momenti di tensione ieri in piazzale XXV Aprile a Verona, nei pressi della stazione di Porta Nuova: un 30enne di nazionalità marocchina è stato arrestato con l'accusa di "minaccia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.

 

I militari, mentre erano impegnati in attività di controllo, venivano avvicinati da un dipendente di un locale della zona, il quale richiedeva l'intervento per la presenza pericolosa e molesta dell'uomo che, visibilmente in stato di ubriachezza e brandendo un coltello, si stava spogliando all'interno del bar.

 

Intervenuti immediatamente, i carabinieri cercavano prima di tranquillizzare il 30enne, senza però riuscirvi: l'uomo inveiva minacciosamente anche contro i militari che, comunque, riuscivano a disarmarlo e bloccarlo. L'uomo iniziava a quel punto a dimenarsi energicamente allo scopo di divincolarsi per potersi dare alla fuga, Una volta caricato sulla Radiomobile, l'arrestato continuava a mantenere un atteggiamento violento, danneggiando il finestrino posteriore del mezzo.

 

Immobilizzato a fatica, veniva condotto in caserma e, a seguito dell'identificazione, si scopriva essere un cittadino marocchino già destinatario di un "avviso orale", ovvero un avviso da parte dell'autorità di pubblica sicurezza a cambiare condotta per non incorrere in conseguenze legali. Il 30enne veniva tratto in arresto: tale provvedimento è stato convalidato nella giornata odierna con successivo giudizio per direttissima e condanna a 10 mesi di reclusione con il divieto di dimorare nella provincia di Verona.

 

La misura è stata adottata d’iniziativa da parte del comando procedente e, per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini in relazione alle attività in questione sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe.

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