Un altro lupo trovato morto, la carcassa inviata all'Istituto Zooprofilattico per gli accertamenti. Un anno pieno di criticità per i grandi carnivori in Trentino
La carcassa di una femmina di lupo è stata recuperata dal corpo forestale e inviata all'Istituto Zooprofilattico per gli approfondimenti del caso

TRENTO. Ancora un lupo trovato morto, ancora una volta per i traumi riportati dopo un investimento. La carcassa dell'esemplare, una femmina, è stata inviata all'Istituto zooprofilattico.
Il fatto è avvenuto lungo la strada statale 45bis della Gardesana Occidentale all'altezza del centro abitato di Vigolo Baselga. La carcassa, rinvenuta nella mattina di giovedì 14 dicembre, è stata recuperata dal personale della Stazione forestale di Vallelaghi. Le autorità hanno disposto l’invio dell’animale all’Istituto zooprofilattico per gli accertamenti e le verifiche.
Un avvenimento che non è stato comunicato dalla Provincia tramite l'invio di una nota, comparsa però sul sito dei Grandi carnivori e non si conoscono ulteriori dettagli. A ogni modo è l'ennesimo caso di un lupo morto a seguito di un investimento stradale.
Gli ultimi due casi sono stati registrati a ottobre. Il 4 una femmina è stata trovata morta vicino a Moena mentre il 10 un lupacchiotto è stato rinvenuto senza vita in Val Calamento. Nel mese di agosto era stata rinvenuta la carcassa di un cucciolo nella zona sopra malga Bocche nel Paneveggio.
Ma nel corso dell'ultimo anno sono state rinvenute diverse carcasse in varie zone del territorio provinciale dall'Alto Garda alla Valsugana, dalla Val di Fassa alla Vallagarina.
Nel frattempo con la conclusione dell'alpeggio sono calate le incursioni dei predatori al bestiame domestico. "Come di consueto a ottobre i danni - spiega la nota - sono stati in calo rispetto ai mesi precedenti. Pochi anche gli avvistamenti. Si sono registrate invece ulteriori conferme di avvenute riproduzioni". Anche se segnalazioni sono avvenute alle porte della città di Trento e c'è il caso del cagnolino ucciso da un lupo in Valsugana.
Inoltre pende il decreto di uccisione dei due esemplari della Lessinia, protagonisti dell'aggiramento delle recinzioni a Malga Boldera. Ma è stato un anno di grandi criticità per la fauna selvatica, un 2023 nero in particolare per gli orsi.
Si è passati dalla morte di 3 plantigradi nel 2022 alla decina degli ultimi 12 mesi tra i due orsi in val di Non, i tre plantigradi morti in val di Sole, sul Monte Peller e nella zona di Cavedago. Poi M62 (ricercato dalla Provincia perché ritenuto particolarmente confidente) ucciso da un altro esemplare e F36 trovata in val Bondone. Nel 2021 e nel 2020 erano state rinvenute rispettivamente a 5 e 2 carcasse. Al netto di Jj4, rinchiusa al Casteller con M49 (scappato due volte), dell'orsetto M89 trovato in gravissime condizioni, curato con passione e professionalità dai veterinari ma non rimesso in libertà (nonostante i pareri positivi dei tecnici) per volontà delle istituzioni e il decreto di cattura che riguarda Mj5, ancora ricercato e sul quale la Provincia sembra aver fatto calare il silenzio.


















