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Lupi, in Trentino la popolazione è stabile. Due esemplari morti per bracconaggio: uno avvelenato a Croviana

Il Rapporto Grandi Carnivori mostra i dati del monitoraggio del 2023. I lupi sono sempre più distribuiti sul territorio ma non aumentano di numero (sono circa 150)

Di L.P. - 10 giugno 2024 - 18:35

TRENTO. Un lupo è stato ammazzato con un colpo di arma da fuoco (che gli avrebbe causato delle conseguenze legate alla ferita che si sono rivelate fatali) nella campagna di Nago-Torbole il 16 febbraio 2023; un altro è stato avvelenato in località Raut a Corviana il 16 novembre scorso. Sono 2 gli esemplari vittima di bracconaggio in Trentino nel 2023. Lo certifica il Rapporto Grandi Carnivori della Provincia di Trento 2023 pubblicato in queste ore.

 

Se degli orsi si è già detto (salta all'occhio la mortalità dei plantigradi aumentata esponenzialmente dal 2022 al 2023, qui articolo) la situazione per quanto riguarda la presenza dei lupi è stabile rispetto al 2022. I lupi in Trentino sono circa 150 divisi su una stima di 27 branchi (più alcuni esemplari solitari). Si osserva un'ulteriore espansione spaziale dei branchi; la distribuzione è di 16 nuclei nel Trentino orientale e 11 nel Trentino occidentale, con una riduzione del territorio privo di branchi accertati nel sud-ovest della provincia. 

 

Nel 2023 è stata registrata la morte di 14 lupi (5 maschi e 9 femmine) in linea con lo scorso anno (quando erano sempre stati 14). Tutti gli animali sono stati consegnati all’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie per le indagini del caso.

 

Le morti sono da ricondurre in 11 casi a investimenti stradali o ferroviari, in 2 casi a bracconaggio, come detto, in 1 caso a cause naturali. Per quanto riguarda gli altri due grandi carnivori osservati, lince e sciacallo dorato, la mancanza di dati certi per circa due anni fa ritenere che l’esemplare di lince B132 (16 anni di età nel 2022) sia morto. Per quanto riguarda invece lo sciacallo dorato, le segnalazioni appaiono in aumento e sono distribuite su gran parte del territorio provinciale; i nuclei riproduttivi la cui presenza è stata accertata rimangono quelli del Lomaso e della Val di Stava (Tesero, Val di Fiemme).

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