“Lupi morti a San Martino di Castrozza e Vigo Lomaso, anche in Trentino l'ombra del bracconaggio: servono verifiche in tempi brevi”
L'appello arriva Enpa del Trentino sezione di Rovereto: “Chiediamo agli organi competenti – scrive la presidente, Ivana Sandri – di procedere sollecitamente a fugare i dubbi sulle cause di morte dei lupi rinvenuti a San Martino di Castrozza e a Vigo Lomaso”

TRENTO. Mentre in Italia si moltiplicano i casi di morte sospette di lupi – portando, tra l'altro, a un appello diretto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Qui Articolo – l'Enpa del Trentino sezione di Rovereto chiede chiarezza sui recenti casi segnalati sul territorio provinciale, a San Martino di Castrozza (Qui Articolo) e a Vigo Lomaso (Qui Articolo): “Cause naturali oppure atti di bracconaggio?”.
“In Italia – scrive la presidente Ivana Sandri – è in atto una vera e propria strage di lupi: i numeri dell'Abruzzo sono impressionanti, però anche il Trentino rischia di rilevarsi tutt'altro che un'isola felice di legalità e rispetto. L'ultimo presunto atto di bracconaggio è avvenuto a metà aprile a Primiero San Martino di Castrozza: un boccone rinvenuto accanto a un lupo morto, ed i segni di rigurgito, suffragano il sospetto di avvelenamento”.
Ma non è l'unico caso sospetto, continua l'associazione: “A Vigo Lomaso – continua Sandri – a pochi chilometri e dopo pochi giorni dall'incursione avvenuta a Comano Terme ai danni di un gruppo di pecore (attribuito ad un branco di lupi la cui presenza in zona è ben nota da tempo) a causa del recinto elettrificato non funzionante, è stato rinvenuto il corpo di un altro lupo”.
Le cause di morte dei due esemplari non sono ancora note, ma per la sezione di Rovereto di Enpa del Trentino: “Le verifiche devono avvenire in tempi brevi, perché sempre più sta prendendo piede il sospetto che si sia trattato di bracconaggio”. “Noi – scrive ancora Sandri – continueremo ad opporci a queste visioni violente e profondamente fallaci, a fronte di un ambiente profondamente, gravemente alterato dalle attività umane, in cui la quota degli animali selvatici ammonta a un misero 4% dell'intera massa animale, mentre la quota degli animali allevati dall'uomo raggiunge l'esorbitante 96% di tutti gli animali presenti sul nostro pianeta. Una sperequazione che fa seriamente temere per il futuro della biodiversità e dell'ambiente naturale”.
“Per questo – si legge nella nota – chiediamo agli organi competenti di procedere sollecitamente a fugare i dubbi sulle cause di morte dei lupi rinvenuti a San Martino di Castrozza e a Vigo Lomaso. Nel caso venga dimostrata la morte a causa di atti di bracconaggio, chiediamo investigazioni celeri e condotte secondo le modalità previste per le indagini di polizia giudiziaria, per identificare e assicurare alla giustizia gli autori. Perché chi si macchia di simili atti vigliacchi ed efferati è evidentemente una persona estremamente dannosa per l'ambiente tutto, ma è anche un soggetto pericoloso per le altre persone”.












