Lupi, 10 nuovi cuccioli in Lessinia ma “dubbi sull'esistenza del branco storico: non escludiamo bracconaggio o conflitti con altri branchi”
A fare il punto è l'associazione Io non ho paura del lupo, che mette in evidenza anche la “totale mancanza di risposte relative al caso di aprile 2024 in cui un lupo è stato ucciso a fucilate nella zona di Sant'Anna d'Alfaedo”

TRENTO. Lupi, in Lessinia (almeno) 10 nuovi cuccioli ma nessuna rilevazione sul branco storico dell'altopiano (sulla cui esistenza a questo punto sorgono dubbi): è questo in sintesi il punto fatto dall'associazione Io non ho paura del lupo per quanto riguarda l'evoluzione della presenza dei carnivori sull'altopiano della Lessinia, a cavallo tra le Province di Verona e Trento.
“Sulla base dei dati raccolti dai volontari – scrivono – nel corso del 2024 il branco della Lessinia orientale si è riprodotto con successo, dando alla luce almeno 6 cuccioli. Anche il branco formatosi nel 2023 nella parte centro-meridionale dell'altopiano ha avuto un esito riproduttivo positivo nel 2024, con almeno 4 cuccioli”.
Come detto invece, per quanto riguarda il branco storico della Lessinia: “L'associazione ad oggi non è in possesso di evidenze certe: non solo non sono stati trovati segnali di riproduzioni, ma emergono dubbi sulla sua stessa esistenza. Sebbene si tratti di ipotesi, la possibilità di conflitti tra individui di branchi diversi, già osservati anche in Lessinia, non possono essere esclusi. Allo stesso modo non è possibile escludere che il branco possa essere stato vittima di bracconaggio, considerando sia i recenti casi di uccisioni illegali sia l'area frequentata dagli esemplari”.
E proprio parlando di bracconaggio, per Io non ho paura del lupo è importante poi sottolineare la “totale mancanza di risposte relative al caso di aprile 2024 in cui un lupo è stato ucciso a fucilate nella zona di Sant'Anna d'Alfaedo. Nonostante i numerosi appelli e segnalazioni rivolti alle istituzioni a vari livelli, ad oggi non ci risultano riscontri ufficiali alle nostre comunicazioni”. Ne avevamo parlato Qui e Qui.
“Accanto a questi dati sulla popolazione del lupo – conclude poi l'associazione – emerge con forza il tema delle predazioni a carico del bestiame domestico, un problema che, come oltre dieci anni fa, continua a essere motivo di grande preoccupazione per gli allevatori locali. Poco o nulla è stato fatto per affrontare efficacemente questa tematica, lasciando le comunità montane in balia di un conflitto irrisolto tra la necessità di proteggere le attività zootecniche e quella di salvaguardare la presenza del lupo. Come associazione, continueremo a monitorare la situazione, a denunciare episodi di illegalità e a chiedere risposte chiare e interventi risolutivi per la gestione e la conservazione sia del lupo in Lessinia, sia per la tutela delle attività umane”.














